Tacere, fingere e nascondere nella cultura giapponese

Certe culture sembrano vivere dentro le parole. In Italia, per esempio, esprimere ciò che si pensa è quasi come respirare: si discute, ci si interrompe, si mostrano emozioni e opinioni con spontaneità (a volte forse anche troppa). Altrove, invece, la comunicazione segue logiche completamente diverse. In Giappone capita spesso che il significato più importante resti nascosto nei silenzi, nelle pause o nei dettagli appena accennati. Sembra un paradosso, ma ci si esprime col tacere. Il silenzio non è un vuoto da riempire. Può essere rispetto, attenzione, consapevolezza dell’altro.

Monica Fumagalli
Monica Fumagalli
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