Autodale è una serie di cortometraggi animati distopici creata dall’animatore scozzese David James Armsby, noto come Dead Sound. Pubblicata su YouTube come progetto indipendente, ha attirato attenzione per il suo stile visivo minimalista e per la sua forte componente filosofica e sociale.
Autodale è un’opera che riflette su temi come il controllo sociale, la perdita dell’identità e la finzione della perfezione.
La città perfetta di Autodale
Autodale si svolge in una società apparentemente utopica, costruita dopo un collasso del mondo esterno. La città si presenta come un modello di ordine assoluto, in cui tutto è regolato da criteri precisi di comportamento, estetica e funzionalità. Tuttavia, questa perfezione ha un prezzo estremamente alto: la società è divisa rigidamente tra cittadini “accettabili” e individui classificati come “Ugly”, ovvero imperfetti.
Gli “Ugly” non vengono semplicemente isolati, ma sono eliminati fisicamente dai sistemi di controllo della città, incarnati dai robot noti come Handymen. In questo modo, la società si libera non solo del disordine, ma anche di qualsiasi forma di diversità o deviazione rispetto agli standard imposti. Il risultato è un mondo stabile e ordinato, ma profondamente disumano, in cui la vita individuale è subordinata a un’idea astratta di perfezione collettiva.
Questo sistema di classificazione ha un effetto profondo sulla percezione dell’identità: le persone non sono più definite da ciò che sono, ma da quanto si avvicinano a un modello ideale. In questo modo, la soggettività viene sostituita da un giudizio esterno, impersonale e meccanico, che trasforma la società in un sistema di valutazione continua.

La finzione come realtà sociale
Uno degli aspetti più interessanti di questi corti è il modo in cui la finzione non viene mai presentata come spettacolo o inganno evidente, ma come struttura sociale interiorizzata. I cittadini non percepiscono il sistema come falso o costruito: al contrario, lo vivono come l’unica realtà possibile.
Questo elemento distingue profondamente la serie da altre opere come ad esempio The Truman Show, dove la finzione è un dispositivo visibile e spettacolarizzato. In Autodale, invece, non esiste uno spettatore esterno: tutti sono dentro la stessa narrazione e nessuno ha la possibilità di confrontarla con qualcosa di diverso. La finzione, quindi, non è un atto di rappresentazione, ma una condizione esistenziale.
La serie suggerisce come il concetto stesso di perfezione sia intrinsecamente problematico. Più una società cerca di eliminare il disordine, più rischia di eliminare anche la complessità dell’esperienza umana. L’ordine assoluto diventa così una forma di controllo che si maschera da progresso.
Struttura della serie
Autodale è costruita come una raccolta di cortometraggi indipendenti ma ambientati nello stesso universo narrativo. I principali episodi pubblicati sul canale sono:
- Being Pretty (2017): è il corto introduttivo e definisce le regole di Autodale: una società in cui l’aspetto fisico e la “perfezione” determinano il valore di una persona. Il tema centrale è la nascita del sistema di classificazione e la sua apparente “normalità”.
- No Monsters (2017): mostra come la società di Autodale giustifichi la propria violenza negando l’esistenza di “mostri”. In realtà, il sistema stesso crea e definisce chi è il mostro. Il corto riflette su come il linguaggio e la propaganda possano rendere accettabile l’eliminazione degli individui indesiderati.
- Children’s Toys (2018): si concentra sull’infanzia e sull’educazione all’interno del sistema. Anche i bambini vengono influenzati dal sistema, imparando fin da piccoli cosa è “accettabile” e cosa no.
- Don’t Feed the Freaks (2018): introduce in modo più diretto il tema dell’esclusione. Gli “Ugly” e i devianti vengono isolati e disumanizzati, trattati come qualcosa da evitare o eliminare. Qui emerge chiaramente la separazione tra cittadini “normali” e “freaks”.
- Model Citizen (2020): esplora l’idea del cittadino perfetto: obbediente, conforme e privo di individualità. Il corto mostra come la società premi la conformità totale, trasformando l’identità personale in un modello standardizzato.
- Friendly Shadow (2020): introduce una figura più ambigua e psicologica: un’entità o presenza che mette in discussione la realtà percepita. Il corto ha un tono più introspettivo e suggerisce che il sistema non sia così stabile come appare.
- Immortal Machine (2021): approfondisce il ruolo delle macchine e del sistema di controllo, mostrando come Autodale sia sostenuta da un meccanismo quasi eterno e impersonale. Il tema centrale è la disumanizzazione completa: la società funziona come una macchina che elimina ogni deviazione per perpetuarsi.
Ciò che rende le cose vive
Al momento, il progetto non risulta ufficialmente concluso, ma è di fatto in pausa. L’ultimo corto è stato pubblicato nel 2021 e da allora non sono stati rilasciati nuovi episodi della serie principale.
L’autore continua comunque a essere attivo sul canale Dead Sound, ma si dedica anche ad altri progetti e contenuti animati. Questo significa che Autodale non è stato formalmente “chiuso”, ma non viene aggiornato con regolarità e può essere considerato una serie attualmente sospesa o in attesa di eventuali sviluppi futuri.
Alla fine ciò che resta guardando i corti è che nella vita reale non esistono mondi perfetti, ma esiste spesso la tentazione di voler sistemare tutto, semplificare le persone e dividere le cose in “giusto” e “sbagliato”. Il problema è che, quando questa idea di perfezione diventa troppo importante, si finisce per perdere proprio ciò che rende le cose vive.
L’imperfezione non è qualcosa da eliminare: è ciò che permette alle cose di cambiare, di crescere e di restare umane. Se si prova a cancellarla del tutto, il risultato non è un mondo migliore, ma un mondo più vuoto e rigido.
di Federica Curcio




