Vi ricordate le storie a bivi? Chi è stato (o magari lo è ancora) un avido lettore di Topolino come me (e, come la sottoscritta, da piccolo amava spendere i soldini della paghetta o della Fatina dei Denti in edicola) ha sicuramente memoria di quelle sfide a fumetti interattive.
Come funzionano le storie a bivi
Ispirate dai libri game, nelle storie a bivi, in certi punti salienti della trama, ci vengono presentate delle scelte. Sta a noi lettori indirizzarci verso l’una o l’altra. A seconda dell’opzione in cui ci dirigiamo, veniamo dirottati in una pagina ben precisa, andando avanti con la storia secondo il modo in cui noi stessi abbiamo deciso di proseguirla tra le alternative proposte dall’autore.
A seconda del percorso che imboccheremo, finiremo o in vicoli ciechi oppure in vari finali alternativi. In altre varianti delle storie a bivi, i percorsi sono sì molteplici ma condurranno tutti allo stesso finale unico.
Ci siamo bloccati in una strada senza sbocco? Nessun problema: possiamo tornare indietro al bivio precedente e cambiare scelta o addirittura ricominciare da capo. Stesso discorso se per caso arriviamo a un finale che non ci soddisfa pienamente o se siamo curiosi di leggere tutte le versioni della conclusione.
Il successo delle storie a bivi
Nelle storie a bivi possiamo leggere e rileggere compiendo scelte diverse finché siamo soddisfatti del percorso compiuto o finché abbiamo “sbloccato”, quasi come in un videogioco, tutte le varianti dell’intreccio. L’interattività, e dunque il coinvolgimento del lettore che ha l’impressione di poter agire sulla trama in modo diretto, ha sicuramente contribuito al successo delle storie a bivi.
La prima storia a bivi nel mondo e in Italia
La paternità delle storie a fumetti con bivi viene fatta risalire al 1970 ed è storicamente attribuita all’inglese naturalizzato statunitense Charles Platt, che disegnò Leslie’s Life, inizialmente rifiutata perché troppo lunga essendo composta da due episodi. La storia è rimasta inedita fino al corrente anno 2026: la trovate attualmente disponibile grazie alla casa editrice Homo Scrivens. Nel 1971, tuttavia, Platt pubblicò sulla rivista Quark Norman vs America: quest’ultima viene considerata la prima storia a fumetti a bivi della storia.
La prima storia a bivi apparsa invece su Topolino, e in generale la prima del genere in Italia, fu Topolino e il segreto del castello del 1985, pubblicata sul numero 1565. La storia era a cura di Bruno Còncina, prolifico sceneggiatore che solo per Disney conta oltre cinquecento storie in trent’anni di collaborazione.
Tra le altre cose, Concina è l’inventore del Professor Marlin, nato per affiancare il personaggio di Zapotec (di Massimo De Vita) nelle loro avventure con la macchina del tempo (ma questa è un’altra storia).
L’autore Bruno Concina
Bruno Concina, per le storie a bivi, prese ispirazione dalla serie di libri game degli anni ‘80 Choose your own adventure, ma anche da racconti con finali multipli a opera di scrittori e matematici francesi degli anni ‘30.
Nei suoi progetti iniziali, Il segreto del castello doveva essere un romanzo, con ben trentatré finali possibili. Quando decise di farne invece un fumetto Disney, sfoltì il numero di conclusioni a sei e chiamò Giorgio Cavazzano per realizzare i disegni.
Docente elementare e laureato in pedagogia, Concina credeva fortemente nella funzione educativa e di sviluppo della creatività del lettore di questo tipo di opere, tanto da trattarle come argomento della sua tesi sperimentale. A tal proposito dichiarava:
«Se è vero che i finali sono già dati e che scegliendo il lettore non fa che adeguarsi ai ritmi e alle fantasie dell’autore, è altrettanto vero che gli viene esplicitamente chiesto di scegliere e che viene messo davanti all’evidenza che una storia può avere più sviluppi.
Il vero punto di forza del fumetto a bivi, la sua autentica capacità di coltivare lo spirito creativo del lettore risiede in due aspetti: il primo è che il solo fatto di poter scegliere implica che una scelta è attuabile.
Il secondo è che, dal momento che esistono due possibili sviluppi, ancorché dati dallo sceneggiatore, allora può esisterne un terzo o anche un quarto. Il limite imposto dal numero di sviluppi e finali non è un vincolo, ma è la rampa di lancio per pensarne altri».
Concina, scomparso nel 2010, è stato ricordato a Lucca Comics & Games 2025 con un panel tenuto dai figli Tommaso e Giacomo insieme a Giorgio Cavazzano.
La trama di Topolino e il segreto del castello
Minni e Clarabella tornano a casa dopo una sfilata di moda. È notte tarda. Si abbatte una fitta pioggia. La serata è tenebrosa, così come il castello che costeggiano lungo la strada. Da esso, le due amiche sentono provenire dei rumori inquietanti, che fanno pensare a qualcosa di sinistro, di fuori dall’ordinario. Spaventate, raccontano tutto a Topolino e Pippo.
Da qui il pretesto per metterci di fronte al primo bivio: entrare subito nel castello a controllare che succede, oppure aspettare la rassicurante luce del giorno?
Altre storie a bivi su Topolino
Dopo Topolino e il segreto del castello, Bruno Concina ha scritto per Topolino almeno un’altra decina di storie a bivi. In seguito, anche altri autori si sono cimentati con questo genere.
Ma quali sono le altre storie a bivi che ricordo con più affetto? Ve ne consiglio tre tra quelle comparse su Topolino dagli anni ‘90 in avanti che mi sono rimaste più impresse nella memoria:
- I Bassotti e i bivi del crimine (Testi di Bruno Concina, Disegni di Luciano Gatto; numero 2149 del 1997): i Bassotti tentano di svaligiare il deposito di Paperone con i più disparati metodi e i più strampalati strumenti.
- Dov’è Trippa? (Testi di Alberto Savini, Disegni di Stefano Intini; numero 2585 del 2005): parte della saga Le Storie della Baia. I personaggi originali Moby Duck e Paper Hoog devono ritrovare, seguendone le tracce, il gabbiano Trippa per festeggiare il suo compleanno (anche se non sanno quanti anni ha).
- Gambadilegno, Macchia Nera e i bivi del crimine (Testi di Marco Bosco, Disegni di Nicola Tosolino; numero 3034 del 2014): quasi omonima della storia precedente sui Bassotti, qui Pietro e Macchia Nera si alleano per battere Topolino e riuscire finalmente a far andare in porto un piano malvagio. La scelta di esso dipende dal primo bivio: un colpo in banca o il furto di un prototipo tecnologico.
di Marta “Minako” Pedoni




