Editoriale: il senso della sfida

In un clima di continue incertezze, persino alzarsi dal letto diventa una sfida. Davanti ai nostri passi si dispiegano, ogni giorno, mille scelte e inevitabili avversità, proprie di chi è vivo e si muove nei contesti sociali.

Scelte più o meno difficili, che ci portano a sfidare il nostro carattere e i nostri obiettivi. E sì, questo mese Niente da Dire racconta la sfida, letta nel più semplice dei modi: quello del mettersi alla prova.

Lo facevano i pirati andando per mari, sfidando la morte per un desiderio più forte di qualsiasi confine, lo fa chi abbandona la propria terra alla ricerca di un posto consistente nel mondo, lontano dai propri affetti.

Eppure, nonostante possa sembrare la più epica delle esperienze, l’adrenalina e lo stress sono entrambi risvolti estremamente dispendiosi, che portano il nostro corpo a reagire o a crollare. Dipende da quanto i nostri occhi riescono a brillare oltre le difficoltà che si trovano d’innanzi.

Dalla difesa all’aspirazione suprema

il racconto dell'ancella June

I meccanismi di difesa insiti in ognuno di noi si attivano come sirene all’approssimarsi della sfida. Quel momento in cui le capacità e la sindrome dell’impostore si confrontano a pugni chiusi per stabilire il risultato finale.

In queste occasioni tendiamo a diventare indovini, catastrofisti, deboli o pura energia.

Mi vengono in mente un film e una serie tv che rappresentano appieno lo sciabordio di sensazioni che può colpire chi si trova ad affrontare qualsiasi “novità” (attesa o indesiderata) della vita.

Il primo è Perfect Days: come si può sbagliare se le azioni sono ripetute sempre allo stesso modo, con la libertà di godere solo di piccole ed effimere variazioni di flusso degli eventi? Il protagonista ha i suoi rituali: la stessa colazione, lo stesso metodo di lavoro, le stesse foto tra le fronde degli alberi. E quando l’emotività altrui intralcia il suo perfetto equilibrio, lì avviene la crisi e la ricerca di quella zona di comfort che evita la sfida.

Con puro calcolo strategico è, invece, raccontata la storia di June in Handmaid’s Tale. Tralasciando la deriva psicologica e le vicende forzatamente positive per la protagonista, l’asset mentale è quello di una donna che si pone degli obiettivi anche più grandi di lei e ne accetta fin dall’inizio le più drammatiche conseguenze. Si pone, quindi, in uno stato mentale che non accetta il fallimento, ma ribalta qualsiasi intralcio.

Cos’è, quindi, la sfida se non accettare l’esistenza di questi estremi e trovare il compromesso che ci permette di rispettare noi stessi?

Il godimento del viaggio

Troppo, troppo, esageratamente troppo spesso perdiamo cognizione del viaggio che ci porta a superare quelle sfide.

Anche nel cadere per poi rialzarsi, la sfida ci lascia un segno di miglioramento per la corsa successiva. Quindi affrontiamole senza eccessi,  mettendo alla prova il mondo attorno a noi.

I bambini tendono a distruggere gli oggetti per testarne l’esistenza nel mondo, rimanendo delusi se non supera le aspettative e crolla in pezzi. Il nostro infante interiore, invece, ben consapevole di quanto facciano male le ginocchia sbucciate, starà alla larga dal cemento e dai giochi troppo spericolati.

Eppure, a ben ascoltarlo, potremmo sentirlo esprimere il desiderio di alzarsi e credere di più in noi stessi. È qui che inizia il godimento nel comprendere il proprio viaggio, aggiungere tasselli alla propria conoscenza e superare sfide che nemmeno nei nostri sogni migliori pensavamo di poter raggiungere.

Basta crederci e rispettare noi stessi. Fino alla fine.

Miriam My Caruso

Miriam Caruso
Miriam Caruso

Caporedattrice di Niente da Dire, è giornalista pubblicista dal 2018, nel campo nerd, divulgativo e musicale.
Nel 2018 fa il suo ingresso nel Marketing, esplorando il mondo della SEO e delle Strategie di Contenuto.
Nel contempo si laurea in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione nel 2020, acquisendo la lode con una tesi antropologica dedicata al Cannibalismo e agli Zombie di Romero. Nel tempo libero, per non cambiare strada, scrive racconti e gioca a giochi da tavolo e canta, sotto la doccia, fuori, ogni volta che può.

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