Spider-Man Brand New Day – Michael Giacchino e la melodia della disconnessione

Sembra che anche i supereroi abbiano a che fare con problemi di disconnessione. Il nostro amichevole Spider-Man di quartiere non è sicuramente da meno, e Michael Giacchino, che ha firmato la colonna sonora del nuovissimo film Spider-Man: Brand New Day, sembra averlo capito molto bene.

Giacchino non è nuovo al mondo Marvel. Ho apprezzato tantissimo il suo lavoro ne I Fantastici 4 – Gli inizi, ammirandone l’abilità nel dipingere, con le sue melodie e i suoi arrangiamenti, futurismo e fascino vintage, valorizzando a pieno gli intenti del film.

Ha conosciuto l’Uomo-Ragno ancora più a fondo, avendo composto le colonne sonore di tutti i suoi film del MCU, a partire dal primo Spider-Man: Homecoming. La relazione di lunga data Parker-Giacchino ha permesso al musicista di costruire un vero e proprio universo musicale tematico, da far crescere ed evolvere insieme con storia e personaggi.

Spider-Giacchino

Tutto è partito dichiaratamente dal tema classico della sigla nella serie animata su Spider-Man del 1967, quel famoso arpeggio minore che alcuni associano più facilmente a un Homer Simpson che fa camminare sul soffitto un maialino a testa in giù. Giacchino combina infatti spessissimo queste tre note con il  primo frammento del tema musicale creato da lui per il personaggio di Tom Holland. Le miscela assieme come omaggio e rispettoso punto di partenza di una interpretazione che vuole essere memore delle proprie origini e insieme del tutto nuova.

È proprio il nuovo tema musicale di Spider-Man, che ci accompagna dai tre film precedenti a questo, a essere al centro del concetto di base di questa colonna sonora.

Arrivati a questo punto, se ancora non siete andati al cinema ad assistere allo spettacolo, continuate la lettura a vostro rischio e pericolo: gli spoiler abbonderanno!

Brand New Music

Il tema musicale del nostro eroe, per come ci è proposto da Michael Giacchino in Spider-Man: Brand New Day, è incompleto, esattamente come è incompleto il nostro Peter Parker.

Nell’episodio precedente a questo, abbiamo assistito finalmente al vero e proprio trauma da Uomo-Ragno, e questa volta al quadrato: non solo la strepitosa Zia May di Marisa Tomei passa a miglior vita (“Da un grande potere derivano grandi responsabilità”), ma Peter si allontana anche dai suoi due migliori amici, Ned e MJ, facendogli perdere la memoria: non ricorderanno niente di chi lui fosse per via di un incantesimo lanciato dal Dr. Strange.

Lo fa per loro, per tenerli al sicuro dai rischi che comporta stare vicini a un supereroe, senza però chiedersi quanto fosse giustoe non dare loro possibilità di scelta. Per questi due momenti significativi, Giacchino compone un meraviglioso tema musicale malinconico, utilizzandolo per entrambi in egual misura. Le due esperienze traumatiche segnano profondamente il nostro personaggio, che perde insieme a tutti loro delle parti fondamentali di sé stesso.

Uno Spider-Man ai minimi termini

spider-man brand new day

Giacchino parte proprio da questa condizione del protagonista per creare una musica che sia la stessa, ma con una veste tutta nuova: prende il tema che ha sempre caratterizzato il nostro eroe sin dai tempi di Homecoming e lo riduce ai minimi termini, togliendo per sua stessa ammissione le due note di passaggio (chissà se due proprio per i due amici persi) che rendono caratteristica e riconoscibile la melodia.

Il primo e il quinto grado della scala fanno partire il tema – a chi non è strettamente addetto ai lavori basti sapere che questo intervallo fra i due suoni è detto appunto quinta vuota – senza però collegarsi melodicamente a ciò che viene dopo. Una quinta vuota, disconnessa dal resto della melodia. Uno Spider-Man senza più amici, disconnesso da quello che era il suo mondo, rimasto solo ad affrontare le mille insidie di una vita da supereroe mascherato.

Un nuovo inizio

In realtà questa versione del tema di Spider-Man compare per la prima volta in No Way Home, nel momento in cui Peter, reduce dai traumi di cui sopra, rimasto ormai solo, entra nel suo nuovo e piccolo appartamento in affitto per iniziare una nuova vita. Lì lo avevamo lasciato, e da lì si riparte nei titoli di testa di Brand New Day, l’ormai tradizionale viaggio tra le lettere del logo Marvel. Quattro note di pianoforte, i primi due segmenti del tema non connessi dalle due piccole note di passaggio a cui siamo abituati, rompono con garbo il silenzio.

Un tappeto di archi fa poi da sfondo delicato al tema riproposto e accompagnato da semplici accordi terzinati. Alle note più gravi degli accordi lascia primi e secondi rivolti, dal sapore incerto e non definitivo, che altro non fanno che minare la stabilità dell’armonia, così come scopriremo presto essere instabile l’animo del giovane Parker.

Questo è il nostro nuovo Uomo-Ragno, che quando si lancia all’inseguimento del tank militare impazzito per le vie di New York è lanciato a sua volta dal nuovo tema pienamente legittimato dagli ottoni dell’orchestra in pompa magna. Da qui parte la nostra avventura.

La tela di Giacchino

Giacchino è sempre stato abilissimo a proiettarci nel mondo metropolitano di Spider-Man prendendo in prestito lo stile adottato da Danny Elfman nella trilogia del Ragno diretta da Sam Raimi, con ritmi incalzanti di batteria e percussioni, corni e tromboni epici e arpeggi svolazzanti di violini che ci fanno oscillare tra un grattacielo e l’altro, aggrappati alle nostre ragnatele.

Anche qua accompagna tutte le scene d’azione con sapienza e delicatezza, rendendo coinvolgenti le scene più movimentate con ritmi ostinati ed effetti sonori da vero e proprio artigiano della musica, senza mai risultare eccessivo o fuori contesto.

Giacchino sa benissimo quando accompagnare le immagini restando in secondo piano, o quando invece la potenza emotiva della musica ha bisogno di emergere e guidare le nostre emozioni. Ho trovato in merito un piccolo colpo di genio nella scena in cui Peter, vedendo MJ in atteggiamenti intimi con il suo nuovo ragazzo, va via dalla festa e sfoga i suoi sentimenti in una corsa sui tetti verso casa.

Qui la musica ci fa vivere meravigliosamente lo stato d’animo del protagonista, fonde le note malinconiche della perdita di May e dei suoi amici con le armonie tipiche del tema di Spider-Man, dandoci un’altra melodia tutta nuova che riporta Peter al suo passato. Al posto degli ottoni trionfanti troviamo la melodia cantata malinconicamente dai violoncelli, e gli svolazzi arpeggiati dei violini lasciano spazio a un pianoforte in agitazione.

Passato e presente

Con la stessa inquietudine vediamo susseguirsi sullo schermo in brevi flashback alcuni dei momenti più cari a Peter vissuti con i suoi amici e con sua zia.

Quando torna a casa, in preda ai primi forti sintomi della sua imminente trasformazione, fino poi a svenire, anziché comunicarci ansia, angoscia, pericolo o dolore fisico, Giacchino fa finire delicatamente la sua musica con poche note di pianoforte, unico elemento disturbante un suono di synth molto grave e appena percepibile, guida i nostri sentimenti piuttosto che sottolineare didascalicamente le azioni concitate del personaggio. A mio avviso un grande esempio di raffinatezza compositiva.

Giacchino non manca di caratterizzare anche le situazioni e i personaggi con atmosfere uniche e temi dedicati. Abbiamo quindi un tema grave e minaccioso per Scorpion, cluster di suoni vicinissimi tra loro e armonie sospese per i momenti di possessione di Jean Grey, sviolinate striscianti ed inquietanti che fanno da eco alla melodia per le ragnatele organiche della componente da ragno del DNA di Peter Parker. La tensione, l’azione e le emozioni più dolci si alternano con fluidità e coerenza.

Giacchino ci prende per mano, lo fa con garbo e il suo lavoro si sposa talmente bene con le immagini e la storia che viviamo il film come un flusso unico di forme d’arte fuse insieme.

Devo ammettere che ad una prima visione di Brand New Day non ho fatto subito attenzione alla sua colonna sonora, appunto perché così ben amalgamata al resto: è solo entrandoci dentro che ho potuto apprezzare l’efficacia, la profondità e la minuzia con cui ha portato avanti l’opera nota per nota.

Entrambi

spider-man brand new day

Come ogni buona storia, anche il nostro percorso musicale non è fine a sé stesso e ha dei perfetti punti di arrivo. Il disequilibrio di Spider-Man, la sua disconnessione da sé stesso, arriva quando nel momento di maggiore pericolo accosta la disperazione di Jean Grey, vittima anch’essa di perdita e lutto, alla sua. «Sei Peter Parker o sei Spider-Man?» la domanda di lei. La risposta di Peter: «Entrambi».

Un nuovo Spider-Man, in grado di unire passato, presente e futuro, che ha capito che ha bisogno dei suoi amici per trovare il proprio equilibrio, riesce ora a unire Peter Parker al suo lato da ragno.

I super poteri tutti nuovi, derivati da questa realizzazione, vengono sottolineati dal tema di Spider-Man finalmente tornato alla sua completezza, e questa volta potenziato, dilatato temporalmente come il tempo vissuto a rallentatore dal nostro eroe nello scontro con i ninja della Mano, arricchito nel suo arrangiamento come sono più forti le capacità inarrestabili di chi ha ritrovato sé stesso. Più tardi, davanti alla tomba di zia May, dirà: «Ho deciso che non farò più tutto da solo».

Questa riconciliazione viene legittimata nel finale del film. La melodia del tema viene integrata nella successione di accordi della musica del passato perduto nel momento in cui Peter, non in veste di supereroe, incontra Ned seduto a un tavolino di una caffetteria. I due si scambiano il loro saluto segreto, e un crescendo entusiasmante ci porta fino a Ned che riconosce finalmente il suo vecchio amico, senza però concludere il discorso melodico, lasciando ai futuri episodi il compito di terminare questa nuova musica.

Le storie della musica

Un applauso a Michael Giacchino. Con lui abbiamo volato coi palloncini in Up, abbiamo strisciato nei ristoranti parigini in Ratatouille, abbiamo guardato dentro noi stessi con Inside Out, e ora ci accompagna da veterano dei film Marvel nelle avventure dei nostri eroi preferiti, senza mai annoiare né essere uguale a sé stesso.

Potremmo fermarci un attimo, quando ci sentiamo staccati dal mondo e da noi stessi. Con un po’ di ricerca e di pazienza, dietro l’angolo potremmo trovare dei veri tesori, e anche un po’ di quello che siamo. La musica in questo ci può aiutare, è ancora in grado di raccontarci storie stupende, in cui immedesimarci e rispecchiarci, storie come quella di questo film.

Peter ha visto sé stesso in Jean Grey, e lei vedendo dentro di lui ha potuto capire e ritrovare sé stessa.

A volte basta voler ascoltare.

di Matteo Desole

Redazione
Redazione
Articoli: 255