Alessandro Morelli: il copertinista di settembre

Alessandro Morelli è l’autore della copertina di settembre a tema Freaks.

Si tratta di un artista poliedrico: disegnatore, musicista, tecnico dello spettacolo, appassionato, come se non bastasse, a numerosi ambiti ascrivibili al mondo nerd. Lo trovate impegnato a fare doomscrolling su “un certo social” col suo nome da mago @morander_art.

Grazie alla rubrica de “L’artista del mese” ci apprestiamo a conoscerlo meglio e ad approfondire il suo punto di vista sul tema del mese.

Raccontaci qualcosa di te e di quello che fai.

Buongiorno, Alessandro. Intanto grazie per aver realizzato questa copertina per Niente Da Dire. Ti va di raccontarci qualcosa di te e di quello che fai?

Buongiorno e grazie a voi per avermi invitato a creare questa illustrazione.

Eviterò di andare sull’esistenziale e cercherò di restare leggero: disegno, anche se non quanto vorrei in questo mondo capitalista.

La mia formazione artistica mi ha portato a orbitare per vari anni attorno alla città di Urbino: fra Scuola del Libro e Accademia di Belle Arti, dove ho cominciato un percorso fatto di viaggi, mostre, focolari e banchetti con il Collettivo Barkada: un insieme di artist* e amic* che porta le proprie autoproduzioni in giro per eventi artistici e non solo.

Scoprire questa passione per l’autoproduzione mi ha spinto, insieme ad altre persone, a creare a Pesaro, la città nella quale vivo, Serpefest, un festival dedicato a disegno, autoproduzione e fumetto, con l’obiettivo di incentivare le connessioni tra le varie realtà artistiche locali e non.
Dopo il successo della prima edizione stiamo lavorando alla seconda, quindi se vi va venite a trovarci!

In cosa consiste solitamente il tuo processo creativo?

Siamo sempre molto curiosi di conoscere il processo creativo che guida un artista nella realizzazione delle proprie opere. Segui sempre lo stesso processo o per ogni opera è diverso?

Il grosso della mia produzione sta su taccuini e quaderni che mi porto dietro praticamente ogni giorno, in un susseguirsi di pagine incoerenti, fra eterei disegni dal vero, mostri marci, fumettini introspettivi e tanto altro. Quando si esce dallo sketchbook per muoversi verso un’idea di definitivo ci sono poi tante ricerche, schizzi e sperimentazioni, fra autoflagellazioni e fogli accartocciati.

Delle diverse idee che mi sono appuntato recentemente alcune si sono concretizzate, spero di farvi presto vedere qualche altra novità.

Hai particolari argomenti che preferisci affrontare?

Il concetto del/dei Freaks è una tematica che ci pare affine, almeno in parte, alla tua produzione artistica, come è nata questa passione e come si è legata al tuo disegno? Ci sono anche altre tematiche che ami rappresentare?

Per me il disegno è sempre stato fondamentale, ma la vera svolta è arrivata quando da bambino ho visto delle vecchie carte di Magic. Non avevo idea di niente ma quelle illustrazioni di fine anni novanta/primi duemila mi hanno aperto un mondo e messo in testa l’idea del “voglio farle anch’io!”.

Col tempo e con lo studio mi sono mosso verso altri stili artistici, ma le creature “storte e mostruose” sono sempre state tra i miei principali interessi.

A un certo punto ho avuto il bisogno di staccarmi dalla ricerca puramente estetica e dal perseguire la perfezione: era diventato insensato e frustrante. Nel 2020 ho trovato una quadra (almeno per l’epoca) mettendo le conoscenze tecniche e teoriche in disegni liberi e liberatori, nei quali la forma passava in secondo piano e il divertimento assumeva un’importanza primaria.

Non solo mostri, comunque. La natura, soprattutto alberi e fiori, è qualcosa su cui torno spesso come fonte d’ispirazione, o semplicemente come esercizio per non far arrugginire la mano.

Cosa rappresenta per te il tema di questo mese?

Ti va di raccontarci come hai declinato il concetto di “Freaks” all’interno di quest’opera?

Come già accennato, il mostruoso mi è vicino. In questa illustrazione sono partito in maniera istintiva, ma solo dopo aver cestinato alcuni esperimenti. Sono riuscito a partire iniziando da delle forme che hanno dato vita a un umanoide storto e nervoso. Da questa prima forma si sono originate altre creature, anche provenienti da mondi idealmente distanti, come una citazione a Bosch e il procione Jimothy, per poi arrivare a stereotipi di fenomeni da baraccone e da circo. È un insieme di caos e idea che riporta ad altro caos.

Intervista a cura di Matteo “Bonco” Boncompagni e Isabella Giorgini

Redazione
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