Intervista al collettivo KinkyGirls

KinkyGirls è un collettivo romano di sole donne (cis, trans e queer) che crea e sostiene spazi di interazione kinky (legate al mondo ed alle pratiche BDSM) in un clima consapevolmente separatista.

Ho conosciuto questa realtà attraverso un suggerimento su Instagram, e mi ha da subito incuriosito. Non ho resistito alla tentazione di farci due chiacchiere, e sono saltati fuori degli spunti parecchio interessanti. Per il collettivo, le risposte sono state scritte da Proudence.

Antonella: C’erano altre realtà simili a Roma, o siete state le prime?

KinkyGirls: Siamo state le prime, pioniere non solo a Roma, ma in tutta Italia. Quando abbiamo fatto le nostre “ricerche di mercato” se così si può dire, abbiamo trovato solo una realtà piuttosto simile in Svezia. Nient’altro del genere.

A: Si tratta di uno spazio riservato alle donne: come mai questa scelta? 

KG: Fondamentalmente siamo vessate dall’occhio del maschio cisetero su di noi, un occhio quasi mai altruista ma invaso da desiderio ormonale o di possesso. E nonostante avessimo provato a giocare e praticare tra di noi il BDSM anche in spazi misti la sensazione che ci rimaneva addosso era sempre e comunque questa. Siamo tutt* intrisi di immaginario sessuale eteropatriarcale e abbiamo voluto verificare se esiste anche un altro spazio mentale e fisico in cui costruire ed esprimere desideri. Quindi ad un certo punto il nostro spazio ce lo siamo create e gestite da sole.

A: Cosa cambia in un ambiente in cui le donne sono libere dallo sguardo maschile?

KG: Un ambiente separatista e che custodisce una serie di pratiche sadomaso senza il giudizio, desiderio e immaginario prettamente maschile, crea interazioni fluide e leggere, ma porta paradossalmente anche a dinamiche molto profonde. Spogliandoci della nostra armatura ci muoviamo toccando tasti molto più intimi e liberi. E si creano magie.

A: Che tipo di eventi organizza KinkyGirls®️? 

KG: Svariati, siamo molto “versatili” (ride). Proponiamo due eventi fissi: un play party mensile, in cui si pratica, si guarda, si fanno domande su ciò che si vede… è un’occasione incentrata sul gioco, ma nulla vieta di allacciare conoscenze interessanti. Poi un Munch, anch’esso mensile, che è stato concepito come momento per “fare comunità”. Può essere un aperitivo in un locale pubblico, oppure piccoli workshop introduttivi al nostro mondo, o proiezioni di film a tema con confronto a fine pellicola…

Durante l’anno proponiamo degli eventi one shot, o veniamo ospitate in giro per l’italia per performare e condividere le nostre esperienze davanti a pubblici più eterogenei, purché siano inclini all’ascolto ed alla condivisione scevra da pregiudizi, ovviamente.

A: Che atmosfera si respira durante questi eventi?

KG: Dipende da dove ti fermi (ride). Ci sono aree molto tranquille dove sedersi sui divanetti e chiacchierare, altri spazi in cui l’energia sessuale è tanta ed è coinvolgente anche soltanto guardare.

Collettivo Kinky Girls Roma

A: Che tipo di persone frequentano KinkyGirls®️? A parte la passione per il BDSM ci sono altri fattori comuni? Età, interessi, tipo di lavoro…

KG: Chiediamo molto poco della vita privata di chi attraversa i nostri spazi, se non sono loro che hanno piacere a condividerla. Il campione è molto ampio: professionist*, casalingh*, commerciant*, artigian*. Anche l’età varia parecchio, la persona più giovane che ricordi aveva all’epoca appena compiuto 18 anni, la più anziana per molto poco non tocca ancora i 70.

A: Quali difficoltà incontra una donna che si avvicina al mondo BDSM? 

KG: Le classiche difficoltà legate all’autodeterminazione ed espressione sana dei propri desideri e delle proprie fantasie, che bastino e portino valore a sé stesse e non come fonte di piacere per il maschio. Questo è un macigno che stiamo cercando di erodere con l’impoteramento, lavoro lungo e che fa sanguinare le mani, ma che vale sempre la pena.

A: Cosa si deve sapere per evitare sin da subito brutte esperienze?

KG: Se si ha voglia di provare e lanciarsi nell’esperienza dell’ascolto delle proprie passioni, esiste una comunità che fa network, protezione e supporto. Anche scambiarsi opinioni ed esperienze tra donne è fondamentale per tessere una rete di sicurezza. 

A: Nella vostra esperienza, quanto è ancora diffuso lo stigma su chi pratica BDSM?

KG: Tanto. Conosciamo persone che sono state costrette a licenziarsi solo perché sono state riconosciute in foto presso locali BDSM (che non ritraevano alcuna pratica o nudità, tra l’altro). Devo aggiungere altro?

A: Quali stereotipi negativi continuano ad esistere sul rapporto tra donne&BDSM?

KG: Questa è una domanda che avrebbe bisogno di un discorso a parte. È ancora molto forte il luogo comune per cui una donna non può essere “picchiata” o “stimolata” consensualmente e quindi senza subire violenza/coercizione. E vogliamo parlare di chi pensa che le donne che praticano BDSM lo facciano solo con piumini e manine e tocchi delicati?

A: Open mic: se volete aggiungere qualsiasi altra cosa, è il vostro momento!

KG: Il nostro collettivo non ha mai smesso di lavorare da quando è nato, e lo fa attraverso le vie più disparate. Pubblicazioni di libri, mostre, shooting a tema, un carro di 14 metri al Roma Pride del 2023… 

Anche se la nostra sfida più grande sarà la KinkCon di Luglio: una conferenza apertamente separatista in cui abbiamo previsto due giorni di workshop, tavole rotonde, playparty, la presenza fissa di una psicosessuologa, corti, performance live e altri spazi più o meno seri di condivisione.

Aver avuto la forza e la follia per creare dal nulla eventi di portata nazionale come questi penso che sia una dimostrazione di quanto il nostro potere di donne, seppur non sostenuto dal privilegio, sia dichiarato, tosto e tangibile. 

Nota a margine: la KinkCon si terrà a Roma il 6 e 7 Luglio. Qui potete sbirciare per saperne di più, e magari ci si vede lì.

Antonella Liverano Moscoviti
Antonella Liverano Moscoviti
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