Film metanarrativi: quando il cinema diventa la nostra Storia

“Qual è il tuo film preferito?”

La Storia è fatta di storie. Milioni di narrative diverse che si intrecciano fra di loro, si influenzano e si riscrivono una nell’altra. Lo diceva anche Eco definendola “intertestualità”. Ma quello che siamo, dentro e fuori di esse, è ciò che ci determina davvero: siamo tutti, in fondo, frutto dei racconti che abbiamo letto, visto, assorbito e discusso nel corso della nostra storia personale.

Nel cinema, la metanarrativa è una dette tecniche più indefinite, complesse e interessanti che si possono prendere tra le mani. Le possibilità sono infinite, ovviamente, ma il dovere di rispettare la coerenza supera qualsiasi altro impegno con il cinema: si può citare qualsiasi testo, ma se questo si estrania dalla propria narrativa, tutta la storia centrale cade a pezzi.

Vi suggerisco oggi cinque (+1 bonus) tappe cinematografiche corrispondenti ad altrettanti film metanarrativi per esplorare questo labirinto. Vi divertirete.

1. La Storia Infinita (1984)

Partiamo dalla storia metanarrativa per eccellenza, quella che ci salverà dai bulli e dalla noia:

Il piccolo Bastian si rifugia in una soffitta a leggere le avventure del coraggioso soldato Atreyu. Il “Nulla” che sta divorando Fantasia può essere sconfitto soltanto dall’intervento di chi legge (e di chi guarda) questa meravigliosa storia. Siamo noi i veri protagonisti.

2. Last Action Hero (1993)

Grazie a un biglietto magico, il giovane Danny Madigan finisce dentro l’ultimo film del suo eroe d’azione preferito, Jack Slater (interpretato da un iconico Arnold Schwarzenegger).

Il contrasto tra realtà e finzione è ciò che guida l’azione della storia, ma che soprattutto anticipa una metafora sulla fragilità dell’uomo che cerca riparo e protezione nei suoi eroi preferiti.

3. Scream (1996)

Esiste qualcosa di più rappresentativo della saga di Scream?

Un killer mascherato terrorizza la cittadina di Woodsboro, seguendo fedelmente le regole delle pellicole horror più famose e trasformando il film stesso nell’ennesimo cult da riproporre in forma di sequel, prequel, requel e reboot.

Wes Craven ha dimostrato che la coerenza narrativa può nutrirsi proprio della consapevolezza dei propri stereotipi: se conosci le regole della storia, puoi provare a cambiarne il finale.

Scream è un viaggio che almeno una volta ognuno di noi deve affrontare (ma meglio se non da solo!).

4. Quella casa nel bosco (2011)

Cinque ragazzi del college decidono di passare un weekend di divertimento in una remota baita nascosta tra i boschi: non sanno, però, che nulla di quello che accadrà è controllato da qualcun altro, pedine di un esperimento che ibrida la critica sociale con il simbolismo dei mostri e della mitologia.

Le sacre e fameliche “divinità” da placare siamo noi spettatori, che ci nutriamo ciclicamente sempre delle stesse storie.

5. Matrix Resurrections (2021)

Ingiustamente rigettato e maltrattato, Matrix Resurrections ha davvero tanto da dire, e lo fa a nome degli addetti ai lavori.

Neo, infatti, torna nel mondo simulato come Thomas Anderson, il celebre sviluppatore dei videogiochi di… Matrix. Una chicca per chi sa che accoglienza abbiano davvero avuto i videogiochi dei primi anni 2000.

Lana Wachowski usa questo nuovo film (che, come Lilly, non avrebbe voluto girare) per commentare l’industria dei sequel, la pressione delle case di produzione e le aspettative dei fan. Si tratta di un esempio di metacinema puro: la storia che analizza il proprio status di “prodotto” mentre cerca di mantenere intatta la propria anima oltre il “brand” che gli viene imposto.

Bonus: L’armata delle tenebre (1992)

È un +1 che non poteva mancare e che crea forse quel tocco di anarchia che mancava nella lista.

Sam Raimi sceglie un protagonista che è consapevole di essere tale, catapultato in una storia che non è la sua. Contrariamente a Scream, per tornare a casa Ash deve ribaltare le regole del genere e attraversarne di altri, abbraciando l’assurdità della situazione.

I film metanarrativi raccontano chi siamo

Questi film metanarrativi (e molti altri che non abbiamo spazio per citare) ci ricordano che il confine tra chi racconta e ciò che viene raccontato è più sottile di quanto sembri. Se è vero che viviamo in un intreccio perenne di storie, allora il cinema metanarrativo non è solo un gioco di prestigio, ma lo specchio più fedele della nostra condizione.

E voi, in quale di queste storie finirete oggi?

di Simona Riccio

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