Essere Buoni: il punto di vista piccante di un’insegnante di ginnastica

Sono Alice, Shalafy, la buona

Essere santi è così facile, ma essere buoni è la vera sfida.
I Santi sono perfetti, immacolati, distaccati. Capaci di discernere il bene dal male, non sbagliano… Ineluttabili! Snap!

Io sono buona ed essere buoni significa cadere in errore, perché buono deriva da una radice sanscrita che significa “felice” e per essere felici si sbaglia, eccome!

Infatti per essere buoni si deve essere sensibili, empatici, sentire noi stessi e gli altri, a volte farci corrompere, perché la bontà ti spinge a pensare che anche negli altri si possa trovare la stessa magnanimità che si sente propria. E così si cambia idea, ci si fa coinvolgere e si finisce in strane situazioni nelle quali, come in un diagramma ad albero, non si sa se si è agito in modo corretto (il diagramma ci sposta sul “SÌ”) o se si debba tornare alla domanda nel box precedente (“NO”).

Diciamoci la verità, ce la vedete Madre Teresa alle 3 del mattino a infilare il cucchiaino nella Nutella della dispensa del convento o Padre Pio che scrocca le telefonate in canonica per chiamare gli orfanelli in Brasile e pagare meno di bolletta?

Oppure è più probabile che voi (che siete tutti “buoni”) quando, seduti in autobus vedete una vecchietta salire, facciate finta di nulla pur di non alzarvi, o che all’Esselunga con la spesa fai-da-te vi “scordiate” di passare un articolo con la pistola spara-prezzi?

Io non sono qui per giudicare nessuno, io sono una di voi, una buona al 100% che quando ha un topo in casa lo maledice in tutte le lingue, ma mentre cerca su Internet metodi per disfarsene, si ritrova a sorridere incantata davanti a quel musetto così tenero e carino.

Insomma mi sento proprio come quei bei pezzi di carne che compri in macelleria: dietro la vetrina del bancone li vedi perfetti, brillanti,
sodi e in ordine, che quasi vorresti sfoggiarli sul red carpet come Lady Gaga. Poi li porti a casa e te ne scordi, o sei fuori con amici, o non hai fame; così quando passano quei due giorni riapri il frigo e le fette perfette avrebbero bisogno di un ritocco stile “La morte ti fa bella”.

Però alla fine le prendi, le guardi da vicino e sai che le mangerai perché anche se sembrano passate sono sempre… Buone!

di Alice Lamberti

Redazione
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