“È una verità universalmente riconosciuta che una persona in possesso di un solido interesse debba essere in cerca di qualcuno con cui condividerlo.”
Probabilmente l’incipit di Orgoglio e Pregiudizio, capolavoro di Jane Austen, è stato utilizzato/storpiato/rimasticato una miriade di volte. Proprio per la sua essenza di opera incredibilmente attuale e fruibile, è così comune l’utilizzo di sue citazioni ed è così difficile resisterle. In ogni caso, la citazione e ciò che ne è conseguito è stato tutto un pretesto.
Il valore di condividere le proprie passioni
Prima di tutto per ricordare che non c’è niente di così soddisfacente come condividere con altri le proprie passioni, discuterne e scambiarsi i pareri. Ma penso che se stai leggendo questo articolo, conosci la nostra realtà e partecipi sui nostri canali, questa sia un’affermazione in cui ti rivedi.
Il grande amore per la letteratura e per la lettura mi hanno portata a fondare un club del libro su Telegram, Tsundoku Book Club (com’è naturale, non potevo fare a meno di dargli un nome che avesse a che fare con il Giappone).
Vista l’attuale situazione politica mondiale il libro che ho scelto per febbraio è stato 1984 di George Orwell.
Posso percepire lo sgomento e il pensiero strisciante: “Ah! Sono contenta (o contento) di essermi lasciata alle spalle le superiori per poter scegliere altri titoli”. Eppure lo scambio di idee che è nato è stato infiammato e davvero stimolante.
Il significato della libertà
Ho ripreso in mano il volume e ho letto una frase che avevo segnato con un post-it.
Ed era questa:
“La libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. Garantito ciò, tutto il resto ne consegue naturalmente”
In 1984, la libertà non è solo limitata: viene lentamente consumata, fino a diventare qualcosa di raro e quasi impensabile in una società dominata dal controllo assoluto. Winston Smith vive in un mondo in cui ogni gesto è osservato e ogni parola può essere pericolosa, ma la vera prigionia è quella della mente. Il Partito, infatti, non si accontenta di imporre regole: vuole riscrivere la realtà stessa, entrando nei pensieri delle persone e distruggendo la loro capacità di ragionare in modo autonomo. In questo contesto, la libertà assume un significato ancora più profondo: è la forza di mantenere viva la propria coscienza, di aggrapparsi alla verità anche quando tutto intorno la nega.
È proprio per questo che anche un’idea semplice, un pensiero indipendente o il ricordo del passato diventano atti di ribellione potentissimi. La libertà si trasforma così in una resistenza silenziosa ma ostinata, un fuoco che cerca di non spegnersi nonostante l’oppressione. Orwell ci invita a riflettere su quanto sia fragile questo valore e su quanto sia facile perderlo quando il potere riesce a controllare non solo le azioni, ma anche le menti e le emozioni delle persone. In un simile mondo, la libertà non scompare all’improvviso, ma si spegne poco a poco, lasciando dietro di sé solo il desiderio struggente di ciò che un tempo era naturale e umano.
Quando ci abituiamo a ciò che non va
Per quanto 1984 sia un libro colmo di negatività, che ti lascia una manciata di polvere e una tazza colma di disperazione, è anche un racconto che mostra chiaramente cosa vuol dire soccombere alle ingiustizie, lasciare che la storia venga riscritta, che le verità vengano mascherate, cambiate e piegate.
Spesso lasciamo passare alcune cose che ci sembrano piccole, ma in realtà ci strappano tanti piccoli pezzi del nostro spazio mentale.
Quante volte abbiamo notato qualcosa che ci suonava scorretto, abbiamo assistito ad un sopruso, una frase sbagliata di troppo ma non sembrava così sconvolgente da meritare un intervento?
Ci stavamo abituando.
La curiosità è libertà, un atto di resistenza contro chi cerca di imporre realtà costruite.
Cercare, leggere, scoprire, indagare, mantenere gli occhi aperti.
Due più due fa quattro anche se a volte sono davvero bravi a farci credere che sia uguale a cinque.
Dire un piccolo “No”, o un “Basta”, è libertà.
Ed è proprio questo un altro dei motivi per cui ho citato Jane Austen, raccontato del mio club del libro e del titolo di febbraio: è stato soprattutto per sottolineare quanto sia importante avere la libertà di poterlo fare.
di Monica Fumagalli




