Editoriale: sii orribile, sii libero

Il mese di aprile di Niente da Dire è dedicato alla libertà. Un concetto così ampio e tanto dibattuto nei secoli da avere ancora oggi sfaccettature oscure. Libertà di esprimersi, libertà dai giudizi. Libertà.

Molti la rincorrono, altri la rifuggono. Tutto dipende dal coraggio che si possiede, che spesso manca e ci piega nella sofferenza della non azione. Ma cos’è in fin dei conti la libertà, se non la possibilità slegata da ogni cosa di esprimere sé stessi, entro i propri limiti e nel rispetto della libertà altrui?

Sicuramente è una responsabilità: quella di fare le proprie scelte. Per questo fa comodo sottostare alle leggi altrui e rinnegarne l’esercizio. Rinunciando, di fatto, a ogni diritto personale.

La libertà della presa di coscienza

Questo, almeno, è ciò che ci dicono i libri universitari e su cui, ancora oggi, molti filosofi si interrogano. Il problema è la piccola scatola di atteggiamenti autoimposti che, ogni giorno, diventa sempre più stretta intorno alle nostre braccia.

Sorridiamo, siamo propositivi, investiamo tanto in noi stessi, cadiamo, ci rialziamo. Accettiamo così tanto il giudizio altrui, quello di cui parlavo in apertura, da non accorgerci che lentamente ci sta soffocando.

Ci ritroviamo, di colpo, mediocri, inabili in ciò che prima ci faceva sentire soddisfatti di noi stessi. Per una netta valutazione soggettiva di qualcuno che non siamo noi e che, spesso, non è neanche una persona che tenga al nostro benessere.

Un peccato miserevole, a volte, cedere a quella scatola. Chiusi con un lucchetto di pressioni mentali e cattivi pensieri, abbandonati a una mediocrità che non ci appartiene.

Nell’esatto momento in cui non riesci più a essere te stesso o te stessa, hai perso la tua libertà. Sarà sempre recuperabile, da qualche parte tra i pezzi rotti della tua autodeterminazione, ma avrà bisogno di un profondo lavoro di ricostruzione.

La libertà di essere orribili

caparezza orbit orbit

E sai che c’è? La libertà è anche prendersi quella piccola dose di piacere di essere orribili. Senza nuocere agli altri, sia chiaro, ma aprire la bocca ed esprimere realmente ciò che socialmente troverebbe censura.

Almeno con sé stessi, almeno con chi ci ascolta e conosce la nostra frustrazione. Buttare fuori quel marcio con cui abbiamo amorevolmente soggiornato in quel tunnel e provare finalmente a empatizzare col proprio io.

Porto un piccolo esempio: Caparezza in uno dei suoi ultimi brani racconta della Pathosfera. Di quanto abbia voluto in prima battuta non provare più niente per non essere ferito dal mondo e quanto abbia fatto male, invece, subire il vuoto dei sentimenti.

Similmente rinunciamo alla libertà di reazione, introiettiamo ogni forma di ingiustizia o parola negativa per “farci scivolare tutto addosso”. In realtà la nostra pelle è carta vetrata, non scivola nulla. Fa male e toglie ogni principio di libero arbitrio ed espressione.

Sentiti libero, sii ispirato da te stesso o te stessa. Essere consapevoli e porsi quella fiducia necessaria che spesso dimentichiamo sotto il cuscino la mattina è la vera libertà di cui abbiamo bisogno.

Lo dico a te, lo dico a me stessa.

Miriam My Caruso

Miriam Caruso
Miriam Caruso

Caporedattrice di Niente da Dire, è giornalista pubblicista dal 2018, nel campo nerd, divulgativo e musicale.
Nel 2018 fa il suo ingresso nel Marketing, esplorando il mondo della SEO e delle Strategie di Contenuto.
Nel contempo si laurea in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione nel 2020, acquisendo la lode con una tesi antropologica dedicata al Cannibalismo e agli Zombie di Romero. Nel tempo libero, per non cambiare strada, scrive racconti e gioca a giochi da tavolo e canta, sotto la doccia, fuori, ogni volta che può.

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