Eleonora Colli, in arte Nora – sui social la trovate come @vulpes_major – è l’autrice della copertina del numero di aprile, a tema Libertà.
Nora è un’illustratrice pesarese, con uno spirito artistico fin da bambina che, tra alti e bassi, è riuscita a coltivare e a portare avanti anche nell’età adulta. Avendo coltivato parallelamente anche l’amore per la storia ora collabora stabilmente come illustratrice con ANPI Pesaro e come game artist per il progetto videoludico “Italocurso2026” da cui è nato il minigioco per pc chiamato “Ballad of Shame”.
Grazie alla rubrica de “L’artista del mese” ci apprestiamo a conoscerla meglio e ad approfondire il suo punto vista sul tema del mese.
Raccontaci qualcosa di te e di quello che fai.
Buongiorno, Nora! Intanto grazie per aver realizzato questa copertina per Niente Da Dire. Ti va di raccontarci qualcosa di te e di quello che fai?
Buongiorno, intanto grazie a voi per questa bellissima opportunità.
Allora, come menzionato prima provo un grande amore per la storia, soprattutto quella che riguarda il medioevo, ma anche per la natura. Sin da bambina mi piaceva passare ore a sfogliare libri illustrati su questi argomenti a casa mia o in biblioteca. Non mancavo di fare disegni su fogli sparsi rubati alla stampante di mio padre, su cui proiettavo la mia fantasia liberamente. Insomma una vera fissazione che nel corso del tempo, da che si era affievolita, è tornata più forte di prima. Soprattutto ora che lavoro temporaneamente in una biblioteca storica dove posso avere accesso facilmente a libri da leggere sull’argomento e a niente di meno che a manoscritti del XIII-XV secolo d.C.
Non perdo di vista comunque la storia che riguarda la mia terra, le Marche, di cui mi sto appassionando tra miti e leggende (come le sibille) e racconti di personaggi e famiglie illustri come i Montefeltro.
Riguardo ciò mi sono recentemente interessata a collaborare ad un piccolo ma intrigante progetto videoludico con un piccolo team di sviluppatori di cui ho diretto la parte artistica che abbiamo chiamato “Ballad of Shame”, videogioco presente sulla piattaforma online Itch.io ancora in versione demo. Si tratta di un breve gioco per pc ambientato a Pretare, piccolo paesello tra i monti Sibillini dove uno stravagante cavaliere si ritrova ad avere a che fare con la Sibilla e le sue fate.
Per quanto riguarda invece la collaborazione artistica con ANPI invece diciamo che sono stata mossa anche dal mio interesse per quanto riguarda la Resistenza in Italia, nello specifico verso le donne partigiane di cui ho letto storie toccanti e forti di cui mai se ne parla o di cui non si conosce l’esistenza. Ho iniziato a pensare, in qualche modo, di voler cercare di raccontare le loro storie, di omaggiarle per quel che posso per il loro duro lavoro e sacrificio.
In cosa consiste solitamente il tuo processo creativo?
Siamo sempre molto curiosi di conoscere il processo creativo che guida un artista nella realizzazione delle proprie opere. Abbiamo visto che sei piuttosto poliedrica nella tua produzione. Segui sempre lo stesso processo o per ogni opera è diverso?
Quasi sempre il processo è lo stesso, soprattutto quando disegno in digitale. Diciamo che ho i miei modi di fare prima di cominciare a disegnare che reputo sacrosanti e che a volte limitano anche il rendimento dell’opera.
Tipicamente, prima di cominciare, devo avere la scrivania in ordine (a volte anche la stanza). Poi, a seconda che disegno soggetti di epoca contemporanea o medievale devo avere il mio sacrosanto sottofondo musicale adatto: nel primo caso ascolto musica recente o anni ’40-’60 (menzione d’onore va a Endrigo e Vinicio Capossela). Nel secondo vado di musica medievale o folk norrena (FeHu Paganfolk o Wardruna, ad esempio). Tutto ciò solo nel silenzio e tranquillità della mia stanza, dove spero di non essere mai interrotta o di finire col perdermi a cercare reference in giro.
Ecco, su questo finisco sempre col rischio di finire in “rabbit hole” riguardo a personaggi storici o di fantasia che non fanno che arricchire le idee per nuovi disegni, oppure trovare manoscritti a lavoro da cui prendere ispirazione per qualche composizione. Non immaginate la quantità di materiale tra il mio computer e cellulare…
Come tecniche invece prediligo il digitale per praticità ma il tradizionale torna sempre a chiamarmi in qualche modo. Non mancano gli sketch a matita fatti soprattutto quando sono fuori casa e qualche acquerello qua e là quando ho molto tempo a disposizione.
Hai particolari argomenti che preferisci affrontare?
Sicuramente la storia è una tematica che ti è affine, come è nata questa passione e come si è legata al tuo disegno? Ci sono anche altre tematiche che ami rappresentare?
Penso di dare la “colpa” a personaggi come Fantaghirò, Lady Oscar e Robin Hood. Sono loro ad aver acceso questo interesse verso la storia assieme ai draghi di cui ero ossessionata da bambina.
Col tempo poi tramite libri illustrati, documentari e film la passione si è consolidata fino a trasmetterla nel disegno dove, prendendo spunto dall’arte medievale, narro le gesta dei cavalieri e trasmetto la mia personale visione sui mostriciattoli presenti nei manoscritti.
Essendo un percorso intrapreso da nemmeno un anno, ancora tutto è in fase di sviluppo. Sto esplorando possibili orizzonti per eventuali progetti. Non mi dispiacerebbe affatto contribuire alla creazione di giochi in scatola, carte, o anche di videogiochi in futuro.
Ma oltre al medioevo non manco di disegnare animali, altra grande mia passione da che ho memoria, oppure, anche se ormai più raramente, personaggi stile manga a me cari.
Insomma, mi sono sempre lasciata ispirare dalle mie passioni senza pormi troppi limiti, non complicandomi troppo la fantasia con problemi o afflizioni siccome il mio percorso artistico è sempre stato un poco tormentato per mancanza di supporto o per lo stile che ho faticato tanto a trovare. Ora mi vedo più decisa e con la voglia di mettermi alla prova anche con situazioni difficili e, beh, vedere i propri sforzi dare frutto nonostante la difficoltà è proprio una sensazione meravigliosa. Liberatoria!
Cosa rappresenta per te il tema di questo mese?
Il tema di questo mese è la Libertà, ti va di raccontarci come lo hai declinato all’interno di quest’opera?
All’inizio ero un poco preoccupata di non trovare subito l’ispirazione. È stato invece quasi incredibile ritrovarmi in mente l’immagine chiara e cristallina, senza troppi tentennamenti: una ragazza vestita anni’40 che sorride a occhi chiusi stesa su un prato verde in una giornata soleggiata primaverile.
È stato rilassante anche disegnarla, ho potuto sperimentare con nuovi pennelli, imparare nuove tecniche e ho sentito nel finire solo la bozza la sensazione che mi donava il disegno: la libertà.
La ragazza è stesa senza fare niente, si dà libertà di perdere tempo in una società che invece incita al fare senza fermarsi. Si rilassa nonostante tutto riconnettendosi con la natura, di cui ci si scorda facilmente. Si entra a contatto con essa e noi stessi. Ci si lascia esistere senza nessun peso addosso.
Ho pensato al venticello fresco e al sole che comincia a farsi caldo con la speranza di giornate più serene.
Non è a caso il suo vestiario, che rimanda ad un’epoca passata, alle partigiane. Infatti i papaveri rossi sono un chiaro rimando a loro e quindi a quel concetto di libertà, al 25 aprile, alla Resistenza. A quando finalmente si poteva iniziare a pensare a un futuro più libero e tranquillo.
Questo è quello che ho voluto raccontare tramite questa copertina, che sono molto felice di aver creato.
Intervista a cura di Matteo “Bonco” Boncompagni e Isabella Giorgini




