Intervista a Diego Bianchi, Zoro di Propaganda live

Il Salone del Libro è un evento in cui si possono incontrare i professionisti della comunicazione e le menti brillanti del panorama giornalistico e non solo.

Tra i tanti volti noti, ho avuto modo di scambiare due chiacchiere con una personalità tanto curiosa quanto schietta del mondo dell’informazione italiana: Diego “Zoro” Bianchi.

Conduttore ironico e tagliente, è la voce che esprime i fatti politici e sociali contemporanei dalle frequenze di La7 per Propaganda Live.

Mi ha raccontato un po’ di sé, della sua propensione a comunicare i fatti che accadono nel Bel Paese, creando interessanti spunti di riflessione per i suoi spettatori, a prescindere dal credo politico.

Ecco cosa mi ha raccontato, nell’intervista esclusiva a Diego Bianchi.

Chi è Diego Bianchi?

Una persona di 54 anni che va verso l’anzianità, cercando di farlo nella maniera più dignitosa possibile, sia personalmente che professionalmente. Una personalità ormai abbastanza definita, nel bene e nel male.

Uno che ancora si diverte nel fare quello che fa, con una capacità di programmazione del futuro pari a zero: non so quasi mai quello che farò domani e ciò è un dettaglio sia molto positivo che molto negativo, sotto tanti aspetti.

diego bianchi propaganda live

Come nasce la tua passione per la comunicazione e quindi per il giornalismo e la divulgazione? Cosa ti ha spinto a dire “devo comunicare al mondo determinate cose”?

Dici un po’ di mitomania? – ride – Sicuramente la passione per la politica, l’interesse antropologico, sociologico e per quegli aspetti che riguardano un po’ tutti da vicino.

Molta curiosità, soprattutto di andare a conoscere cosa sta accadendo intorno a noi. Nel momento in cui si fa esperienza di ciò che accade, si sente anche l’inevitabile bisogno di condividerlo, senza porsi particolari aspettative.

Come viene percepito dallo spettatore questo genere di divulgazione dei fatti? Anche scomodi, in alcuni casi.

Dipende da qual è il punto di partenza dell’ascoltatore: quello che spero sempre è che sia percepita la nostra totale onestà intellettuale, la buona fede, la passione e la credibilità nel raccontarli a modo nostro.

Poi uno può pensarla anche in maniera diversa: abbiamo tanta gente, anche di destra, che ci segue e che non ha la nostra stessa visione delle cose, però ci riconosce la professionalità, le capacità e la creatività. Quindi spero che i fatti raccontati siano, in generale, percepiti così dai nostri spettatori.

Secondo te siamo in quella zona grigia in Italia tra libertà e dittatura?

Non so, dittatura è un parolone oggettivamente. Direi ancora di no, però ci sono tanti campanelli d’allarme che fanno pensare che, comunque, tutte le cose di cui godiamo, come la libertà nel dibattito e il confronto, non debbano essere date per scontate, perché noi abbiamo la fortuna generazionale di aver trovato tutto già fatto.

Però, da quando le cose non erano esattamente così, non sono passati tantissimi anni. Siamo sempre noi, siamo sempre in questo Paese che ha vissuto anche periodi non grigi, ma proprio neri. Quindi è bene tenere a mente questo, cercando di tenere la barra dritta nella difesa di quei pochi punti fermi, che in teoria dovrebbero essere condivisi da tutti: sinistra, destra, centro.

Diego, che cos’è che ti lascia senza Niente da dire?

intervista a diego bianchi di propaganda live

Rari momenti di felicità che non ti aspettavi e che possono capitarti in qualunque momento. Quando ti si svuota la testa perché stai facendo qualcosa di positivo, ascoltando della musica ad esempio.

Forse anche in solitudine, ci sono dei momenti in cui ti si svuota un po’ la testa. Devo dire che sono molto rari, non per dire che “hai un sacco di impegni”, ma per dire che uno sta un po’ fissato, forse troppo, con il lavoro. Con le preoccupazioni, come tutti, anche a prescindere dal lavoro che si fa.

Poi uno va a vedere le partite della Roma e a volte resta senza parole, nel bene e nel male!

Miriam My Caruso

Miriam Caruso
Miriam Caruso

Caporedattrice di Niente da Dire, è giornalista pubblicista dal 2018, nel campo nerd, divulgativo e musicale.
Nel 2018 fa il suo ingresso nel digital marketing grazie ad Arkys, verticalizzandosi nella SEO e imparando a mettere a punto strategie di marketing per le aziende.
Nel contempo si laurea in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione nel 2020, acquisendo la lode con una tesi antropologica dedicata al Cannibalismo e agli Zombie di Romero. Nel tempo libero, per non cambiare strada, scrive racconti e gioca a giochi da tavolo e canta, sotto la doccia, fuori, ogni volta che può.

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