Intervista a Cosmano Lombardo, road to We Make Future 2024

Innovazione, tecnologia e intelligenza artificiale: tutti argomenti che stanno travolgendo e stravolgendo ogni settore, dall’istituzionale al creativo.

Ambiti, soprattutto, importanti per l’evoluzione umana. Abbiamo menti estese, capacità in continua espansione e facoltà per poterne godere e migliorare la nostra vita.

Abbiamo parlato approfonditamente di futuri innovativi con Cosmano Lombardo, ideatore del WMF e CEO di Search On Media Group, in attesa della nuova edizione del We Make Future del 13, 14 e 15 giugno 2024 presso il Bologna Fiere.

Ecco l’intervista a Cosmano Lombardo.

We Make Future, il network del futuro

intervista a cosmano per il wmf

Come nasce l’idea di organizzare festival così all’avanguardia, come il We Make Future a Bologna e il Festival dell’intelligenza artificiale di Milano?

Il WMF nasce da un’idea ambiziosa che ha visto la sua genesi nel 2013 a Roma per le prime due edizioni, per poi trasferire l’evento a Rimini e, da quest’anno, a Bologna.

Nel 2016 abbiamo realizzato il primo evento sull’intelligenza artificiale, all’interno del contesto del WMF. Vista l’evoluzione del mercato, abbiamo ritenuto opportuno portare l’attenzione anche su Milano, con questo binomio: intelligenza artificiale in una città in cui la tecnologia la fa da padrona.

Entrambi gli eventi approfondiscono tutti gli aspetti delle innovazioni, non solo in ambito lavorativo, ma anche in quello etico e del marketing, indagando ancora di più riguardo l’intelligenza artificiale.

Nel mercato attuale, quale posto può occupare l’intelligenza artificiale?

Parlo sia dell’ambito business che di quello del cliente finale.

L’intelligenza artificiale oggi è utilizzata, secondo gli ultimi dati dell’osservatorio del politecnico di Milano, da circa il 95% delle persone. Questi ultimi si sono approcciati alle AI grazie a strumenti come Chat GPT, ma non solo. Per quanto riguarda l’applicazione aziendale, dobbiamo compiere una distinzione tra grandi aziende e piccole e medie imprese.

Circa il 55% delle grandi aziende ha già sviluppato dei progetti relativi all’intelligenza artificiale, mentre i dati sono molto meno confortanti per le PMI. C’è ancora tanto da fare, ma credo che nei prossimi due anni assisteremo a un avvicinamento importante, sia dal punto di vista dell’utente finale che in ambiti come quello scolastico e quant’altro.

L’integrazione in modo sempre più massivo di quelle che sono le automazioni dell’intelligenza artificiale non potranno che accelerare i processi produttivi ed esperienziali.

Nell’organizzare il WMF e il Festival dell’Intelligenza Artificiale, avete utilizzato anche l’AI per poter gestire al meglio questi grandi eventi?

we make future

I festival hanno una loro anima fisica e una digitale, grazie anche al supporto della piattaforma Ibrida, sviluppata nel 2014 e che ci aiuta nella gestione degli eventi, degli ospiti e molto altro.

Negli ultimi 12 mesi Ibrida è stata potenziata dall’implementazione dell’intelligenza artificiale, con funzionalità che incentivano il networking, come il sistema di instant matching, grazie al quale i partecipanti possono incontrarsi e sviluppare idee.

La scelta degli ospiti è sempre molto variegata, provenienti dal mondo istituzionale e da grandi aziende, fino ad arrivare ai marketer e ai creators. Come mai la scelta di unire ambiti così distanti tra di loro? 

Nel momento in cui si parla di innovazione digitale, si vuole approfondire anche il modo in cui si possono utilizzare queste tecnologie per migliorare la società in ogni suo aspetto. Quindi, non si può prescindere dall’approfondire tutte le industries o, quantomeno, i principali pilastri della quotidianità: ecco perché l’ambito del lavoro, ecco perché la parte creativa, ecco perché la presenza nel mondo istituzionale, oltre che di piccole e grandi aziende.

Per sfruttare tutto l’arsenale tecnologico a nostra disposizione oggi, abbiamo bisogno di far confluire in un’unica grande realtà sia le aziende che le piccole e grandi istituzioni, oltre che creators e startup. Bisogna lavorare insieme per sfruttare l’intelligenza artificiale e costruire un futuro migliore, radunando da ogni settore tasselli di esperienza.

Hai anche parlato di supporto per ambiti che aiutano l’uomo, come ad esempio il settore sanitario. Qual è l’apporto che l’intelligenza artificiale potrebbe dare, se usata in maniera più massiva, all’interno di queste istituzioni?

Esistono ad oggi molti progetti che provengono dall’intelligenza artificiale e che stanno rivoluzionando l’ambito sanitario. Ad esempio è possibile, in pochi minuti, mappare ipotetici problemi sullo stato di salute attuale di una persona e formulare report a riguardo.

Facendo riferimento anche all’ambito democratico e al sistema decisionale del nostro Parlamento, verrebbe in mente l’attività svolta dall’On. Anna Ascani, vicepresidente della Camera, che presiede il Comitato di vigilanza sull’attività di documentazione intento nel compiere test sull’intelligenza artificiale da applicare come supporto ai lavori dei parlamentari.

Cito due ambiti che fanno riferimento al mondo istituzionale o, comunque, all’ambito pubblico: la salute e la democrazia.
Se impiegate così, possono portare sicuramente a novità positive.

Come fu per l’avvento della fotografia, l’intelligenza artificiale può essere considerata una rivoluzione in grado di generare preoccupazione nel settore artistico?

Oggi molti artisti si vedono quasi messi in pericolo dall’implementazione dell’intelligenza artificiale, nonostante quando accadde per la fotografia, quest’ultima trovò un suo ambito di applicazione separato da quello della pittura.

Possiamo parlare di rivoluzione artificiale come nuovo spiraglio di interesse umano?

cane robot

Sì, rivoluzione artificiale è sicuramente interessante come termine, però credo che si dovrebbe parlare più di una evoluzione aumentata delle competenze di noi esseri umani, grazie all’intelligenza artificiale e alla tecnologia.

Saranno sicuramente toccate in modo importante le professioni, come quelle creative, ma non solo.

Però voglio essere su questo punto molto confortante, citando alcuni dati: verranno influenzati dall’intelligenza artificiale in modo negativo circa 3,8 milioni di lavoratori, nel senso che dovranno rivedere necessariamente il modo di svolgere la propria professione, ma il World Economic Forum ha recentemente dichiarato che dal 2025 saranno necessarie nuove professionalità per un quantitativo di 97 milioni di nuovi posti di lavoro.

Quindi, è vero che verrà cambiato il modo di concepire il lavoro, ma credo anche che bisognerà parlare di esseri umani con la predisposizione, le capacità e le tecnologie in grado di aumentare e agevolare le loro competenze e la loro creatività. Si parla anche di nuove professioni che ancora oggi non conosciamo, una nuova finestra verso l’evoluzione del lavoro, anche in ambito creativo.

Festival proiettati verso il futuro, sia per argomenti trattati che per il forte coinvolgimento umano e di competenze. Immagino già che per il futuro abbiate in serbo qualcosa di abbastanza importante.

L’AI Festival dello scorso febbraio era un road to che ci porterà direttamente verso il WMF (We Make Future), la fiera internazionale delle innovazioni che ha anche l’AI tra i temi di punta.

Il WMF si terrà a Bologna il 13, 14 e 15 giugno 2024 presso il Bologna Fiere.

Per quanto riguarda l’AI Festival, invece, nel 2025 si svolgerà nuovamente a Milano, con la visione di potenziare e aumentarne la portata. Un AI Festival diffuso, che vedrà sempre più la partecipazione delle persone alla conoscenza delle nuove frontiere tecnologiche.

Miriam My Caruso

Miriam Caruso
Miriam Caruso

Caporedattrice di Niente da Dire, è giornalista pubblicista dal 2018, nel campo nerd, divulgativo e musicale.
Nel 2018 fa il suo ingresso nel digital marketing grazie ad Arkys, verticalizzandosi nella SEO e imparando a mettere a punto strategie di marketing per le aziende.
Nel contempo si laurea in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione nel 2020, acquisendo la lode con una tesi antropologica dedicata al Cannibalismo e agli Zombie di Romero. Nel tempo libero, per non cambiare strada, scrive racconti e gioca a giochi da tavolo e canta, sotto la doccia, fuori, ogni volta che può.

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