Salute mentale, Albus Silente e dintorni

Parlare di salute mentale non è affatto facile. È un tema delicato che, anche se con ancora delle resistenze, negli ultimi anni è riuscito finalmente a farsi strada nell’opinione comune, indebolendo lo stereotipo dello psicologo come “dottore dei pazzi”.

Sdoganare, almeno in parte, queste convinzioni infondate ha permesso di rendere la salute mentale un argomento di cui si può parlare liberamente, senza vergogna. Nel corso degli anni, ho intrapreso diversi percorsi psicologici per comprendere meglio le emozioni e le difficoltà che mi portavo dentro. Ancora oggi sto seguendo una psicoterapia, perché non si smette mai davvero di conoscersi: più ci si esplora, più spesso si sente il desiderio di andare ancora più a fondo, per stare meglio e acquisire una maggiore consapevolezza su chi siamo e dove vogliamo andare.

Vi è mai capitato di vivere un momento di confusione o smarrimento? Di chiedervi “perché ho reagito così” oppure “perché questa cosa o quella persona mi ha ferito così tanto”? Beh, se la risposta è sì, sappiate che è perfettamente normale. Affrontare queste domande senza sentire giudizio o vergogna è importantissimo; dopotutto, la salute mentale non è poi così diversa da quella fisica: va curata e coltivata nel tempo, per vivere bene e vivere a lungo.

Che cos’è la salute mentale?

Il dizionario Merriam-Webster definisce la salute mentale come “uno stato di benessere emotivo e psicologico nel quale le persone sono in grado di sfruttare le proprie capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all’interno della società e rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno”. In altre parole, la salute mentale è quello stato in cui ci sentiamo bene e “funzioniamo bene” nelle cose che facciamo e con le persone con cui interagiamo.

Perché è così importante parlarne?

Parlare di salute mentale rimane fondamentale perché aiuta a normalizzare le esperienze di vita delle persone e aiutarle a capire che non sentirsi bene è un’esperienza umana e che dare un nome a ciò che ci preoccupa, riconoscere le emozioni e lavorare su se stessi non è un atto di debolezza, ma di forza. Per questo per me è importante parlane in questo articolo, anche se so bene che, come i migliori nemici in cui ci imbattiamo in una sessione di D&D, in un videogioco o in un film, i falsi miti sono duri da sconfiggere.

Il mio percorso personale

Negli ultimi 15 anni ho intrapreso più volte il percorso della psicoterapia. L’ultimo è iniziato circa un anno fa; un percorso con una psicoterapeuta specializzata in sessuologia — altro mito da sfatare, anche gli uomini cis hanno i loro crucci riguardo al sesso!

Ma come mi sono reso conto di aver bisogno di affrontare questo percorso? Questo percorso mi sta facendo scoprire tantissime cose di me, inerenti al sesso e non solo. Sentivo di avere davvero bisogno di aiuto per capirmi meglio. Incontro dopo incontro sto imparando sempre di più a non vergognarmi del mio corpo, ad accettare ciò che non mi piace e a comprendere che non c’è nulla di sbagliato nelle emozioni che provo e vivo. Semplicemente, vanno vissute e capite.

Come prendersi cura della salute mentale

Oltre alla terapia, ci sono molti modi per prendersi cura della propria salute mentale. Ad esempio, concedersi pause quando si è stanchi e accettare di aver bisogno di riposo, coltivare relazioni sane e autentiche — quelle che ci fanno conoscere per come siamo davvero – ascoltare ciò che proviamo senza giudicarci e chiedere aiuto quando ne abbiamo bisogno, senza paura di farlo.

Se state passando un momento un po’ turbolento, vi sono vicino. Ricordatevi le parole di un grande Preside: “La felicità può essere trovata anche nei tempi più bui, se ci si ricorda solo di accendere la luce”.

Salute mentale e Cinema

I film come sempre ci aiutano, almeno alcuni, a leggere il mondo interiore complesso che si nasconde dietro ogni comportamento, ogni sorriso o ogni silenzio di una persona. Alcuni film sono riusciti a raccontare questo viaggio interiore con grande sensibilità, aiutandoci a riconoscere e capire le nostre emozioni e vissuti. Penso, ad esempio, a film come:

  •      A Beautiful Mind (2001) – Racconta la storia vera del matematico John Nash e della sua lotta contro la schizofrenia. Un film molto bello che tratta argomenti complessi.
  •      Silver Linings Playbook (Il lato positivo, 2012) – Parla di come l’amore, la famiglia e l’accettazione possano aiutare a convivere con il disturbo bipolare.
  •      Good Will Hunting (1997) – Un film davvero toccante su un ragazzo geniale che, grazie alla terapia, riesce a confrontarsi con il suo dolore più profondo. Ultra consigliato!
  •      Inside Out 2 (2024) – Un film d’animazione che spiega con dolcezza e intelligenza il valore di tutte le emozioni, anche quelle più difficili da comprendere e gestire, come l’ansia. Da vedere assolutamente, anche insieme alle persone più giovani!
  •      Joker (2019) – Una rappresentazione cruda e provocatoria di cosa può succedere quando la società ignora la sofferenza mentale e di cosa può causare. (Parlo del primo film, ovviamente: il secondo non lo consiglio molto!)

di Lorenzo Baldoni

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