In occasione del Game Fest di Cosenza, tenutosi il 6 e 7 dicembre 2025, abbiamo avuto il piacere di intervistare Nicholas Sacco, figura di riferimento per l’universo di Warhammer.
Curatore editoriale della linea di romanzi per Panini Comics, nonché divulgatore e creatore di contenuti molto apprezzato dalla community, Nicholas ci ha raccontato il suo percorso personale.
Parlaci di te. Di cosa ti occupi?
Mi chiamo Nicholas e mi occupo di Warhammer a tutto tondo, in particolare dal punto di vista editoriale. Il mio ruolo può essere definito in vari modi: curatore editoriale, editor, supervisore. Mi occupo della linea di romanzi Warhammer in Italia per Panini Comics.
Il mio lavoro consiste nello strutturare il piano editoriale e nel seguire tutto il processo di traduzione dei romanzi, verificando che ci sia fedeltà al materiale originale e, soprattutto, coerenza con tutto il resto dei prodotti pubblicati. Questo universo ha una quantità enorme di contenuti in italiano e il lettore deve potersi muovere senza trovare mille versioni diverse dello stesso termine o concetto.
Il mio obiettivo è garantire una buona esperienza di lettura per chi è appassionato.
Accanto a questo c’è anche l’aspetto divulgativo: creo contenuti, live e video per orientare chi vuole avvicinarsi a questo mondo. Mi piace spiegare le cose, ma non voglio essere solo qualcuno da ascoltare passivamente. Vorrei trasmettere la passione e spingere le persone a fare il loro percorso, a costruirsi una conoscenza personale, fino a diventare a loro volta un punto di riferimento per altri.
Come ti sei avvicinato per la prima volta a Warhammer?
È successo durante i primi anni delle superiori. Me ne parlò un mio amico. Il nome lo avevo già sentito, ma non lo conoscevo in modo approfondito. Mi mostrò il sito con le miniature e all’inizio fu soprattutto fantasia: guardare quei modelli e immaginare cosa ci fosse dietro.
Da lì è nato il desiderio di vedere tutto dal vivo, di entrare in un negozio, montare e dipingere miniature. In parallelo arrivò anche il lato videoludico: il mio primo vero contatto fu Dawn of War: Soulstorm.

Poco dopo andammo insieme in un negozio a Torino e comprammo il nostro primo set base: era la quinta edizione di Warhammer 40.000. Da lì non ci siamo più fermati.
Come sei arrivato a fare quello che fai oggi?
Tutto parte dalla lettura. All’epoca c’erano pochi romanzi disponibili in italiano, pubblicati da case editrici precedenti, come Mondadori, tra il 2009 e il 2010. Dopo averne letti alcuni, mi resi conto che esisteva molto altro materiale che qui non arrivava.
Ho avuto la fortuna di avere un insegnante di inglese straordinario alle superiori, che riuscì a trasmettermi una vera passione per la lingua. A un certo punto decisi: il primo libro dell’Eresia di Horus l’avevo letto in italiano, il secondo lo avrei provato in inglese.
Ricordo ancora la prima parola che dovetti cercare sul dizionario: talon. Oggi sembra banale, ma allora era una conquista. Quando dissi al mio insegnante che stavo leggendo un romanzo interamente in inglese, vidi la gioia nei suoi occhi. Da lì ho continuato a coltivare la lingua per anni, leggendo di tutto.
Il primo vero passo editoriale arrivò con Need Games, che mi contattò per una consulenza sulla traduzione dei manuali dei giochi di ruolo. Era la mia prima esperienza concreta nel lavorare su testi tradotti dall’inglese all’italiano. Prima avevo collaborato con riviste e testate, ma in modo più saltuario.
Poi è arrivata l’esperienza con i romanzi e infine Panini Comics. Quando Panini annunciò che avrebbe portato di nuovo i romanzi Warhammer in Italia, tantissime persone mi taggarono dicendo: “Dovete andare da lui”. È stato un momento incredibile: nel giro di quattro ore mi contattarono.
Oggi lavoro con un team straordinario: traduttori, redattori, correttori di bozze, grafici. Persone che vogliono davvero fare un bel lavoro, e questo fa tutta la differenza.
Qual è la tua fazione preferita della lore?
È difficile sceglierne una sola.
Tra i lealisti ti direi i Blood Angels, perché sono stati il mio primo amore. Per quanto riguarda i traditori, i Thousand Sons. Tra gli xeno, invece, senza dubbio i Necron.

Cosa ti lascia oggi senza Niente Da Dire?
L’affetto delle persone. Sia io che Panini Comics siamo rimasti spesso senza parole davanti all’entusiasmo dei lettori. Vedere quanto le persone siano contente di ciò che stiamo facendo è qualcosa che ci onora enormemente.
Quando qualcuno prende in mano un libro, lo legge e lo chiude soddisfatto, non solo per la copertina ma per l’esperienza completa, capisci che il lavoro è arrivato dove doveva arrivare. Ed è la cosa più bella.
di Federica Curcio




