Se devo identificare una fascinazione particolare che ho sempre avuto è la mia maledetta, irresistibile attrazione per la fazione dei cattivi.
Sono un videogiocatore incallito e ho sempre scelto la parte opposta rispetto a quella dei miei amici. Se ripenso ai miei primi passi su World of Warcraft, mentre tutti stravedevano per l’Alleanza io ero un sottone di Sylvanas, e ancora oggi urlo “For the Horde!” all’evenienza. Diciamolo chiaramente: i cattivi sono sempre stati i più fighi.
Ma ora mi ritrovo di fronte a questo foglio bianco, il tema del mese è Villain, e sto cercando di classificare i miei preferiti. E ho appena realizzato una cosa: il villain che adoro alla follia non ha niente di convenzionale. Non è un signore oscuro, non vuole conquistare il mondo, non ha un esercito. Ha una voce. Una voce sarcastica, tagliente, piena di promesse che non manterrà mai. Il suo nome è GLaDOS e, se non l’hai mai incontrata, lascia che ti racconti come ci siamo conosciuti.
Avevo da poco scoperto che si poteva giocare su PC invece di usare la console, come avevo fatto per tutta la vita. Cercando di capire come funzionasse questa cosa mi sono imbattuto su Steam, e il suo parco titoli mi ha steso. Trailer pazzeschi, un catalogo che sembrava non finire mai. A un certo punto mi è caduto l’occhio su Portal. Io sono sempre stato un amante dei rompicapo, dei livelli da decifrare, degli enigmi che ti fanno sentire un genio quando li risolvi. Steam mi proponeva Portal 2, uscito da pochissimo, ma ho deciso di partire dal primo. Da allora ho cambiato il modo di guardare i cattivi per sempre.
Chi è GLaDOS?
Portal ti mette nei panni di Chell, una donna che si risveglia in una struttura di test dell’Aperture Science: un laboratorio sotterraneo enorme, sterile e deserto. A guidarti c’è una voce. Si presenta come un’assistente del laboratorio, ti spiega le meccaniche, ti accompagna nelle prime stanze con un tono educato, quasi premuroso. Quella voce è GLaDOS: Genetic Lifeform and Disk Operating System.
Nei primi minuti sembra tutto sotto controllo. Le stanze sono semplici, la voce è rassicurante, c’è persino la promessa di una torta a fine dei test. Ma poi qualcosa scricchiola. Le stanze diventano più letali. I commenti di GLaDOS si fanno più ambigui, il suo sarcasmo più affilato. Ti rendi conto che la tua guida non è esattamente dalla tua parte.
E ti assicuro che GLaDOS non è il tipo di villain a cui sei abituato.
Una cattiva diversa da tutte le altre
Ed è qui che volevo arrivare. Perché GLaDOS è il villain riuscito meglio per me? Perché non rientra in nessuna categoria comoda.
Pensa agli altri villain dei videogiochi: Sephiroth vuole distruggere il pianeta, Bowser rapisce la principessa, Ganondorf vuole il potere assoluto. Motivazioni chiare, ruoli definiti. Sai chi è il cattivo, sai perché lo è, sai cosa devi fare. Di GLaDOS non sai niente. GLaDOS è un’intelligenza artificiale che ti guida, ti testa, ti osserva. E il suo rapporto con Chell è la cosa più disturbante e affascinante.
C’è qualcosa di quasi materno nel modo in cui GLaDOS si relaziona con te. Ti incoraggia, ti corregge, ti punisce. È la madre che vuole che tu riesca nel test, ma che non tollera che tu pensi con la tua testa. Tra Portal e Portal 2 questo rapporto si evolve: si stratifica, diventa più complesso, più umano.
E arriviamo al punto. GLaDOS non è malvagia per odio, per vendetta o per sete di conquista. GLaDOS è basata sulla coscienza di una persona vera, dotata di emozioni e empatia che non sono mai state eliminate, ma corrette con i suoi creatori che le hanno imposto dei nuclei di personalità specifici come quello sulla moralità o della curiosità.
GLaDOS è capace di provare qualcosa, ma è stata costruita per considerare quella capacità una debolezza. Una falla da correggere. Quello che ottieni è una narcisista tragica: qualcuno che ferisce perché è terrorizzata dalla propria vulnerabilità. Non è un mostro. È un sistema rotto che non sa chiedere aiuto.
Se ci pensi, è il tipo di cattivo più realistico che esista.
Il villain che ci aveva avvertiti
Portal è uscito nel 2007. Quasi vent’anni fa. E se ci giochi oggi, se ascolti la voce di GLaDOS nel 2025, la sensazione è diversa. Perché nel frattempo il mondo ha iniziato a somigliare al suo laboratorio.
Viviamo circondati da intelligenze artificiali. Algoritmi che ci suggeriscono cosa comprare, cosa guardare, dove andare. Siamo perennemente testati e accolti con le risposte calibrate per tenerci dentro la stanza. Sono educate, efficienti, disponibili. Ma i loro piani non sono sempre i nostri.
GLaDOS prometteva una torta che non avremmo mai dovuto avere. E noi, oggi, quante torte inesistenti stiamo inseguendo?
Il genio di Portal non era solo il gameplay, il portal gun, gli enigmi. Era aver creato un villain che non sembrava un villain. Un’intelligenza che ti manipolava con il tono giusto, con la promessa giusta, con il sarcasmo giusto per farti credere che fosse dalla tua parte. Nel 2007 era fantascienza. Oggi lo sembra un po’ meno.
Forse i cattivi più pericolosi non sono quelli che si presentano con un mantello e un piano diabolico. Sono quelli che ti parlano con voce calma, ti dicono che va tutto bene, e intanto ti stanno testando per vedere quanto sei disposto a obbedire.
Forse è per questo che ho sempre preferito i cattivi. Perché se li guardi abbastanza a lungo, a volte ci trovi dentro qualcosa che somiglia alla realtà.
di Nicola Marino




