Antonio Rubino, l’inquietante eclettismo dell’avanguardia

Multiforme genio del Novecento, Antonio Rubino è stato autore di copertine, fumetti già nel 1886 e illustrazioni per testate storiche come Il giornalino della Domenica e Corriere dei Piccoli, oltre che direttore del primo Topolino disneyano edito da Mondadori in formato giornale. Antesignano di personalità artistiche prorompenti, è stato d’ispirazione a Benito Jacovitti e Luciano Bottaro (ma anche al regista Federico Fellini).

È davvero impossibile riassumere in poche righe l’instancabile attività della “matita di zucchero” (per citare un libro dell’impagabile biografa Paola Pallottino), sconfinata anche nell’animazione, l’arredo e lo studio di giocattoli (si ricorda perfino un gioco ispirato alla “classicissima” Milano-Sanremo).

Antonio Rubino, l’inquietante eclettismo dell’avanguardia

Versi e disegni

In particolare per il “Corrierino” (come chiamano subito tutti il primo giornale italiano di fumetti, essendo diretta filiazione del “Corrierone”) l’autore disegna la grafica della testata, illustrando racconti e scrivendo versi in rima per le vignette (nelle didascalie che fino agli anni Sessanta del Novecento prendono praticamente il posto delle “nuvolette”).

Crea personaggi e storie in parallelo ai libri per bambini… ma che affascinano e a volte inquietano anche i più grandi. Basti citare Versi e disegni (1911), forse il primo libro italiano pensato, scritto, illustrato e impaginato da un’unica persona: un vero “libro d’artista” nella moderna accezione del termine.

Antonio Rubino, l’inquietante eclettismo dell’avanguardia

Le testate

Con lo scoppio della Prima guerra mondiale, come molti colleghi è costretto a lavorare per giornali che tengono compagnia ai soldati in trincea: nel suo caso La Tradotta, scrivendo e disegnando per un anno. In seguito collabora a Il Balilla, supplemento per bambini del quotidiano “Il Popolo d’Italia”, arrivando a dirigerlo.

Ha poi fondato altri giornali come Mondo Bambino (un quindicinale a colori di grande formato per La Rinascente) e Mondo Fanciullo (settimanale ancora a colori, per allora non così scontato), collaborando anche al Cartoccino dei Piccoli, una rivista per bambini di età prescolare dell’editore Cartoccino prima quindicinale e poi settimanale con fumetti e giochi, una formula poi divenuta abituale.

Antonio Rubino, l’inquietante eclettismo dell’avanguardia

Le mostre

Dopo le mostre curate da Claudio Bertieri al Museo Civico della natìa Sanremo nel 1995 (“L’amico delle nuvole”) e nel 2005 sul Mondo Fanciullo (“Antonio Rubino narratore per i ragazzi”), lo stesso museo gli dedica nel 2011 un’esposizione permanente, in collaborazione con la nipote Antonietta Cutini e l’Università degli Studi di Genova.

Per i più curiosi, è da segnalare anche il catalogo per una mostra a Parma nel 1999, con tanto di filmato sul sito dell’editore Edicta da 30 minuti, l’articolo di Matteo Fochessati in LG Argomenti sulla cameretta dei bambini alla Wolfsoniana (sede espositiva a Genova della Collezione Wolfson), anche in coincidenza delle iniziative per i 130 anni dalla nascita nel 1880.

Da non perdere anche la ristampa di Viperetta nel 2011, ma soprattutto il “libro dei libri” Antonio Rubino. I libri illustrati in cui Santo Alligo cataloga per la casa d’aste Little Nemo tutti i volumi pubblicati dall’autore, scomparso nel 1964.

Ma andrebbe catalogata e ristampata anche la sua produzione a fumetti, che – con quel suo “qualcosa di spettrale” (come ha giustamente notato Fellini) – e quel suo certo horror vacui rococò ci darebbe più di qualche brivido…

di Loris Cantarelli

Loris Cantarelli
Loris Cantarelli
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