La maschera di Spider-Man

Quando sentiamo la parola finzione pensiamo subito ai mondi immaginari. Draghi, astronavi, supereroi, magie. Qualcosa di lontano dalla realtà, costruito per intrattenere o per farci evadere. Eppure esiste un’altra forma di finzione, molto meno spettacolare e molto più quotidiana. Quella che usiamo per restare in piedi quando dentro di noi qualcosa non va. È la finzione delle persone, la maschera che indossano per affrontare le difficoltà della vita.

Peter Parker e il peso dietro la maschera

Pochi personaggi rappresentano quest’idea meglio di Spider-Man. Peter Parker è spesso associato alle battute, all’ironia e alla leggerezza con cui affronta i criminali. Eppure dietro quella maschera c’è quasi sempre una persona che fatica a tenere insieme la propria vita, per via di problemi economici, responsabilità enormi, relazioni complicate e perdite dolorose.

Peter continua a sorridere, continua a scherzare e continua a lanciarsi tra i grattacieli di New York come se tutto fosse sotto controllo. Continua ad andare avanti anche quando dentro è stanco, ferito, a pezzi. I sensi di ragno e il fatto che si arrampichi sui muri non sono la cosa più straordinaria di lui. Straordinario è il suo riuscire a non farsi definire completamente da ciò che lo sta schiacciando.

Le vite che interpretiamo ogni giorno

Come Spider-Man, anche noi spesso ci ritroviamo a indossare una maschera per affrontare i nostri demoni quotidiani. L’importante è sapere quando lasciarla cadere.

La vita quotidiana è piena di ruoli che impariamo a interpretare, non in nome della falsità, ma dell’equilibrio. Spesso adattiamo la nostra persona in base al contesto in cui ci troviamo. Non perché stiamo fingendo di essere qualcuno che non siamo, ma perché ogni situazione richiede parti diverse della nostra personalità. In questo senso, la finzione è quasi inevitabile. Sorridere mentre si è stanchi, parlare mentre ci si sente svuotati, andare avanti quando ci si vorrebbe fermare. Non è una recita nel senso superficiale del termine ma un modo per attraversare il mondo senza lasciarsi travolgere da tutto in ogni momento.

C’è da ricordarsi però che non tutte le situazioni dovrebbero richiederla allo stesso modo.

Le persone che amiamo non dovrebbero vedere solo la versione “funzionante” di noi. Non perché dobbiamo scaricare tutto sugli altri, ma perché l’intimità non si costruisce sullo stare sempre bene, al contrario. Sentirsi al sicuro con qualcuno significa anche potergli mostrare le nostre debolezze e fragilità, senza paura del giudizio.

La verità sotto la maschera

La finzione ha una funzione importante: ci aiuta a restare presenti quando non siamo al massimo. Ma quando diventa l’unico modo di stare nel mondo, rischia di trasformarsi in isolamento. Una vita completamente interpretata non lascia più spazio a ciò che è spontaneo, fragile, vero. Forse è per questo che personaggi come Spider-Man continuano a parlarci. Perché non sono infallibili, perché non sempre resistono a tutto.

Tutti, nessuno escluso, prima o poi, indossiamo una maschera.

L’importante è essere consapevoli che non si può tenerla su troppo a lungo. Esistono luoghi e persone in cui possiamo lasciarla cadere senza conseguenze. Essere noi stessi con le nostre fragilità, paure e insicurezze. E sapere che siamo di fronte a qualcuno pronto ad accoglierle e a darci un abbraccio.

di Lorenzo Baldoni

Redazione
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