Isabella Giorgini – la trovate sui social come @isabellagiorginiillustrator – è l’autrice della copertina del numero di marzo, a tema Corruzione.
Isabella collabora già con la redazione di Niente Da Dire da un po’, lo scorso anno ha realizzato altre illustrazioni per noi e finalmente abbiamo l’opportunità di farci raccontare qualcosa riguardo al suo lavoro, alle sue ispirazioni e sul tema del mese dal suo punto di vista, grazie a questa nuova rubrica de “L’artista del mese”.
Raccontaci qualcosa di te e di quello che fai.
Buongiorno, Isabella! Grazie per aver realizzato questa copertina per Niente Da Dire. Ti va di raccontarci qualcosa di te e di quello che fai?
Ero una bambina profondamente curiosa, con un’ immaginazione molto fervida e che disegnava su qualsiasi superficie. Crescendo sono rimasta abbastanza fedele a me stessa. Ho continuato a studiare per conto mio tante materie diverse, scrivo storie e le illustro sui libri.
Dopo il liceo classico ho frequentato lo IED di Milano, indirizzo Illustrazione e Animazione e ho iniziato quasi subito a lavorare come illustratrice. In questi ultimi anni mi sono specializzata nell’editoria per l’infanzia, nel ramo della divulgazione scientifica dove come autrice sia dei testi che delle immagini mi sento proprio a casa. Ho unito la passione per il disegno, per le storie, per la scienza e anche per l’ambiente.
I miei ultimi due titoli sono con Editoriale Scienza: Il Girotondo del Carbonio, dove racconto il ciclo del carbonio e come si sono innescati i cambiamenti climatici e Il Girotondo dell’Energia, dove racconto ai più piccoli la rete alimentare, biodiversità e ecosistemi. Su questi libri ho realizzato dei laboratori ludo-didattici che mi permettono di conoscere ogni anno centinaia di bambini nelle scuole, nelle biblioteche, nei Festival. Questi incontri danno ulteriore energia alla mia immaginazione per nuovi libri e suggestioni. Nel 2023 sono arrivata prima al Premio Piccolo Galileo, categoria junior, e le mie attività mi hanno portato anche a essere chiamata come ospite a conferenze su scienza, educazione e ambiente tra cui una al Senato!
Oltre all’attività di autrice e a quella laboratoriale affianco anche altri lavori di illustrazione e grafica.
In cosa consiste solitamente il tuo processo creativo?
Ormai è da un po’ di tempo che abbiamo modo di collaborare, ti va di lasciarci curiosare un po’ nel processo creativo che c’è dietro alle tue opere?
Dipende un po’ dall’opera in questione. Sono una persona che riflette molto prima di partire, mi piace avere chiaro il concetto che voglio comunicare e magari la metafora che uso come mezzo per farlo. Poi proseguo incamerando informazioni e impressioni da tante fonti diverse. Per funzionare bene, spesso il passo successivo è dedicarsi a qualcosa di meccanico che non c’entra nulla, come le pulizie, la burocrazia, mettere in ordine, per far decantare i concetti e rielaborarli in maniera personale. A quel punto di solito ho un’illuminazione che rappresenta il punto di partenza per la mia nuova opera. Il mio professore di character design le chiamava le tre B: Bed, Bus e Bathroom, ovvero i luoghi dove ti emergono le idee perché non ci stai pensando ossessivamente seduto a una scrivania. Posso dire che aveva ragione.
Una volta che ho definito l’idea procedo con la realizzazione. Se si tratta di libri in cui sono autrice unica spesso produco testi e disegni allo stesso tempo. È un metodo un po’ “incasinante” e il fatto di dedicarsi anche a più progetti in contemporanea non rende di certo le cose semplici.
Parto scrivendo una scaletta della storia e qualche appunto tra cui gli scarabocchi dei personaggi su fogli volanti, poi li riscrivo su un quaderno così non li perdo e li fisso bene nel cervello. Proseguo facendo un prototipo in miniatura con tutti gli elementi già abbozzati. Poi fotografo le thumbnail e faccio prove colore. Infine, faccio le bozze di tutto e una volta approvate procedo con il definitivo. Per l’editoria lavoro più che altro in digitale, un motivo in più per cui mi piace fare tutta la prima parte su carta (oltre che per il fatto che mi aiuta a riflettere). Quando posso mi ritaglio la possibilità di fare lavori con tecniche analogiche: mi piace sperimentare con acquerelli, pastelli, tempere e quello che trovo. È un atto di libertà e improvvisazione.
Hai particolari argomenti che preferisci affrontare?
Sfogliando la tua produzione artistica e autoriale è facile notare una serie di pattern stilistici e argomenti che ti stanno particolarmente a cuore. Ti va di raccontarci queste tematiche che ti appassionano?
Come già detto nella prima risposta, i miei temi ricorrenti sono scienza e ambiente. Mi piace molto anche occuparmi di storia e di “cose tecniche”. A livello estetico sono stata certamente influenzata da tutte quelle narrazioni per immagini con le quali sono cresciuta, ad esempio mi rendo conto che lo stile dei character design di Miyazaki ha lasciato una traccia nel mio modo di concepire i personaggi.
Tutta la mia produzione mostra un pezzetto di me, ma mentre nel mio lavoro autoriale mi si riconosce perché racconto quello che mi appassiona (e che credo possa appassionare anche altri) nelle copertine di Niente Da Dire mi ricollego a temi più introspettivi e/o legati all’attualità.
Cosa rappresenta per te il tema di questo mese?
La tua copertina ha una particolarità: è realizzata con tecniche analogiche, ad acquerello, e trasmette un punto di vista tutt’altro che didascalico sul concetto di “Corruzione”. Cosa rappresenta per te il tema di questo mese e come lo hai declinato all’interno di quest’opera?
Ho scelto un tema che per me non è “comfort”, mi piacciono le sfide. Quasi subito ho pensato all’acquerello: quando non fai attenzione e due colori ancora bagnati si toccano, si contaminano. La contaminazione a volte è un bell’imprevisto, lo rende più interessante; a volte, invece, ti corrompe l’intero disegno.
L’ambiente che ci circonda ci influenza, possiamo imparare a gestire la nostra reazione agli stimoli esterni ma è più facile che gli stimoli esterni ci penetrino dentro.
Questa impressione mi ha portato a riflettere su cosa sto vivendo in questo periodo. Che cosa corrompe i miei pensieri? Sta arrivando la primavera, lo sento nell’aria. È il mio momento preferito dell’anno, quando gli alberi in città sono un’esplosione di petali rosa e i prati si riempiono di margherite, malva e tarassaco. L’aria è fresca ma il sole sulla pelle ti fa sentire la sua carezza calda. Eppure la luce mi sembra più fredda, il cielo meno acceso, l’aria più pesante. L’aria di guerre che si consumano all’orizzonte rende tutto più cupo e corrompe la primavera. Anche quella che era dentro la testa.
Intervista a cura di Matteo “Bonco” Boncompagni




