Alan Silvestri e gli Avengers – Il percorso musicale fino a Endgame

Manca poco ormai all’attesissima uscita al cinema di Avengers: Doomsday, prevista per il prossimo 16 dicembre. Nella testa dei fan più appassionati già risuonano le note del tema musicale più riconoscibile dei superhero movies degli ultimi anni, una melodia che ci accompagna da quando per la prima volta i nostri Vendicatori preferiti si sono riuniti in una Manhattan minacciata da un esercito alieno inferocito.

La strada da percorrere è ancora lunga, ma vediamo insieme le tappe di questo viaggio cinematografico e musicale, tra vittorie, sconfitte e colpi di scena.

La musica per una saga

Comporre la colonna sonora di un film è tutt’altro che semplice: trovare un filo conduttore coerente che sappia accompagnare e valorizzare le immagini sullo schermo è un’arte in cui pochi riescono a essere autentici maestri. Se al posto di un film hai a che fare con una vera e propria saga, le cose si complicano esponenzialmente. Se poi questa saga è solo il collante di un multiverso di storie intrecciate tra loro, abbiamo bisogno di un miracolo.

O forse quello che ci serve è Alan Silvestri.

Questo mese parliamo infatti dei film dedicati agli Avengers dell’MCU, l’universo cinematografico dei Marvel Studios, e del percorso parallelo delle relative colonne sonore. L’occasione è l’uscita nelle sale della versione lievemente estesa dell’ultimo lungometraggio da record dei Vendicatori Marvel, Avengers: Endgame Encore (nei cinema italiani con il titolo Avengers: Endgame Extra).

Già dagli inizi le ambizioni erano grandi: far convergere in un’unica grande saga cinematografica le storie dei supereroi Marvel più famosi, un punto di unione comune a tutti gli altri film, creando qualcosa di eroico e indimenticabile che lasciasse il proprio segno nella storia. Era scontato che anche la colonna sonora di questa epopea sarebbe dovuta essere altrettanto eroica e indimenticabile, entrando a gamba tesa nei cuori di milioni di fan in tutto il Mondo.

The Avengers

Per questo per la musica di The Avengers, il primo film che nel 2012 avrebbe riunito le storie dei nostri eroi, la scelta ricadde su Alan Silvestri, celeberrimo compositore di colonne sonore epiche ed eterne, tra le più famose Ritorno al futuro, Chi ha incastrato Roger Rabbit? e Forrest Gump. Non al suo esordio nell’MCU, arrivava dalla riuscitissima composizione delle musiche per Captain America – Il primo Vendicatore, in cui aveva dato sfoggio di accattivanti melodie patriottiche, a cui il pubblico americano è tanto affezionato.

Silvestri, a creare la musica perfetta per la nostra saga, ci è riuscito. Nella scena più iconica del film, che ormai è storia del cinema, i sei Vendicatori protagonisti si dispongono in cerchio per la prima volta tutti assieme per affrontare la minaccia extraterrestre. E proprio in questa scena si fa strada in un tripudio di ottoni lo straordinario tema epico che ci ha accompagnato nei film degli Avengers fino ad ora.

Silvestri ha saputo egregiamente riassumere con poche note le emozioni che un pubblico in visibilio non sarebbe riuscito a trattenere, vedendo i propri beniamini finalmente uniti contro un nemico comune.

avengers

È un peccato però che, a parere del sottoscritto, il resto della colonna sonora del film non riesca ad essere altrettanto brillante. Nonostante il grande pregio di evitare le scorciatoie come un editing eccessivo o un uso smodato di sintetizzatori (quasi totalmente assenti, o quantomeno non facilmente percepibili), e il tentativo di rendere musicali e orecchiabili anche i momenti di accompagnamento o di azione più concitata, il risultato finale è quello di un generico commento musicale interlocutorio, che non porta da nessuna parte, alternato a momenti di totale silenzio.

Va detto che ancora la dimensione dell’Universo Cinematografico Marvel non era quella attuale, e certamente non ci si aspettava che sarebbe arrivato ad essere il colosso dei giorni nostri. Di conseguenza anche le aspettative che si potevano avere su una colonna sonora di questo tipo erano quelle dedicate ad una qualsiasi altra colonna sonora di un film di supereroi: ritmi incalzanti e temi epici semplici e accattivanti per un pubblico di adolescenti. Il risultato minimo era più che raggiunto.

Avengers: Age of Ultron

Dietro alla realizzazione di una colonna sonora si muove tutto un insieme di meccanismi che quasi mai lasciano trasparire all’esterno ciò che accade prima, dopo e durante la creazione delle musiche che tanto amiamo.

In questo alone di mistero resta dunque l’assegnazione della colonna sonora di Avengers: Age of Ultron, secondo episodio della saga, a Brian Tyler, che già aveva lavorato nell’MCU per i film Iron Man 3 e Thor: The Dark World. Se per alcuni l’arrivo di Tyler fu dovuto alla sua rapida ascesa e considerazione in casa Marvel, per altri sembrerebbe che il compositore sia stato contattato dopo controversie e dissapori tra Silvestri e Joss Whedon, regista e sceneggiatore dei primi due film degli Avengers.

Ancora più avvolto nel mistero è l’affiancamento a Tyler, a quanto pare solo poche settimane dopo la fine delle registrazioni orchestrali a Londra, del più celebre compositore Danny Elfman, storico collaboratore di registi come Tim Burton e Sam Raimi.

Le ipotesi più accreditate nel motivare questa scelta peculiare racconterebbero di un Tyler sulla cresta dell’onda, sommerso da innumerevoli progetti in corso, che non avrebbe avuto tempo sufficiente a completare tutte le musiche richieste da un sempre più complesso processo di post-produzione, e che si sia scelto Elfman come autorevole co-autore per portare a termine il lavoro.

I brani composti dai due compositori sono stati scritti e registrati in tempi diversi, da orchestre diverse, con diversi team di produzione. Sono ben distinti all’interno dell’album della colonna sonora completa, e le differenze soprattutto dal punto di vista musicale sono notevoli in quanto a sonorità, ritmi, densità strumentale e carattere generale.

E io, inevitabilmente, un mio film personale, nella testa, me lo sono fatto.

Il mio film personale

Ascoltando le musiche, che rimangono di notevole livello da parte di entrambi, mi è parso ovvio che Tyler, giustamente, abbia voluto trovare una sua personale identità nella creazione del suo mondo, staccandosi dal lavoro svolto da Silvestri per il primo episodio della saga.

Mi immagino però anche un Kevin Feige, produttore cinematografico e presidente dei Marvel Studios, che, ascoltata la colonna sonora appena registrata, dice fra sé e sé:

«Bella questa musica, per carità… Ma non c’entra niente con gli Avengers! Non ha riutilizzato neanche una volta il tema dei Vendicatori riuniti, che era l’unica melodia orecchiabile che avevamo. Queste atmosfere mi ricordano più le musiche di Danny Elfman per i film di Tim Burton. Facciamo così: chiamate proprio quel volpone di Elfman, saprà sicuramente creare qualcosa che metta d’accordo le sonorità di Tyler e la pomposità vecchio stile di Silvestri!»

Seppur derivata da un ascolto più che attento della colonna sonora, questa mia fantasia rimane appunto tale, non potendo essere supportata dalla benché minima documentazione o testimonianza. Rimane un fatto però che le tracce e riproposizioni delle atmosfere e dei temi usati da Silvestri per The Avengers hanno spazio esclusivamente nei brani scritti da Elfman, che appunto aiutano a creare una continuità nella saga che, fosse stato per Tyler, sarebbe stata totalmente assente.

Il resto della colonna sonora, ancora peggio di quanto visto per il primo film, non aggiunge niente di sostanziale al ruolo di solido ma insipido accompagnamento di un film d’azione supereroistica. Non mi dilungherei ulteriormente.

Avengers: Infinity War

Sempre nel film della mia fantasia, Kevin Feige torna a parlare:

«Ok, abbiamo fatto una cavolata con Tyler e il rattoppo di Elfman. Il prossimo film è grosso, cambia le regole del gioco. Chiamate Silvestri, dobbiamo convincerlo a tornare!»

Avengers: Infinity War ha cambiato sul serio le regole del gioco, sia per l’imponenza del progetto che per il finale inaspettato in cui muoiono, se non tutti, una buona metà dei personaggi. L’asticella si è alzata, insieme con la qualità generale del film, anche per le aspettative della colonna sonora.

Alan Silvestri, ritornato in ottima forma dopo lo straordinario successo di Ready Player One, quelle aspettative non le ha deluse proprio per niente. Io stesso, da appassionato del genere, guardando e ascoltando nuovamente e con più attenzione, sono rimasto sinceramente stupito dal salto qualitativo a cui questo film ci mette davanti. Con questo film e con queste musiche si può davvero parlare di Cinema, con la C maiuscola.

Non più pochi temi epici e ritmi incalzanti, ma vere e proprie poesie sinfoniche. Nel brano No More Surprises gli ensemble di legni ci raccontano della tranquillità ritrovata di Tony Stark, in I Feel You Silvestri ci dà un pugno nello stomaco con epica intensità di orchestra piena sia alla morte di Gamora che quando Wanda distrugge la gemma che dà vita a Visione, con il meraviglioso tema della “perdita della persona amata”. Lo stesso tema tornerà nel film successivo della serie quando, al pari di Gamora, la Black Widow di Scarlett Johansson perderà la vita per permettere a Hawkeye di recuperare la gemma dell’anima.

Nota di classe, l’incredulità e lo shock del finale sono affidati a poche e toccanti note di un quintetto d’archi nel brano Porch, in cui vediamo Thanos riposarsi nella sua veranda (appunto porch in inglese) a lavoro ultimato.

Gli esempi sarebbero molti altri, il lavoro di Silvestri torna ai fasti di colonne sonore fatte con competenza e qualità, riesce a superare sé stesso, sempre alla vecchia maniera senza i fuochi d’artificio delle scorciatoie digitali.

thanos

Endgame – Riprendere un discorso interrotto

Con l’inizio di Avengers: Endgame, Silvestri ci riporta immediatamente al tema di Porch e del disastro di Thanos riproposto ed evoluto in Totally Fine. Troviamo Iron Man e Nebula in fin di vita sperduti nello Spazio, e la musica ci lascia con il suono di una glassarmonica, lo strumento etereo da sempre collegato al regno ultraterreno dell’aldilà. È proprio qua che abbiamo un’anticipazione del tema di The Real Hero, la meravigliosa marcia funebre finale tutta dedicata a Tony Stark.

In piena e perfetta continuità con Infinity War, Silvestri riapre discorsi musicali lasciati in sospeso e li amplia, va più a fondo nei sentimenti, la sua musica è permeata di intensità e ricercatezza, niente è lasciato al caso. Altra piccola chicca, le atmosfere retrò con sax, vibrafono, contrabbasso e batteria di In Plain Sight, dove vediamo Rogers e Stark indietro nel tempo nel 1970, ci fanno rivivere le atmosfere di uno spy movie dell’epoca.

E quando nei gloriosi titoli di coda, dove vengono presentati uno ad uno i tantissimi protagonisti della saga, sentiamo la suite Main on End culminare inevitabilmente nel tema degli Avengers in tutta la sua potenza, capiamo di aver appena assistito a un evento di proporzioni mai viste. Con la sua musica Silvestri riesce a farti rivivere non solo i quattro film dei Vendicatori ma tutte le loro storie, e la lacrimuccia è inevitabile.

Silvestri ha trovato la musica perfetta per questa saga di supereroi.

Ma è tutto merito suo?

I titoli di coda

Da vero nerd dei dietro le quinte, vado spesso a leggere seriamente quanto scritto nei titoli di coda dei film. Rimasto molto contento dall’ennesima visione soprattutto dei due ultimi capitoli della saga degli Avengers, sono andato a spulciarmi la sezione dedicata alle colonne sonore. Mi ha colpito un nome in particolare: Mark Graham, che si è occupato di orchestrare e dirigere le musiche sia per Infinity War che per Endgame.

Graham, di cui trovate qui notizie sulla sua incredibile carriera, aveva infatti da poco collaborato con Silvestri orchestrando le musiche di Ready Player One, e ancora prima quelle di Captain America.

Coi ritmi serrati di adesso, nelle produzioni di grandi dimensioni i compiti vengono suddivisi e assegnati a diverse figure professionali, per accelerare e facilitare la realizzazione del tutto. Spesso e volentieri i compositori che “firmano” le colonne sonore danno il loro contributo minimo e indispensabile. Magari a volte la musica è scritta solo per poche parti o strumenti, o altre volte suonata e registrata alla bell’e meglio con una tastiera, e farne un adattamento adeguato e una trascrizione per un’orchestra completa è compito dell’orchestratore.

Capirete facilmente che è proprio l’orchestratore a fare il lavoro sporco e a dare i giusti suoni e colori a quello che il compositore aveva in mente. Spesso, purtroppo, gli orchestratori scrivono di loro pugno a tutti gli effetti la maggior parte delle musiche. Esistono compositori che sfruttano il lavoro di assistenti e orchestratori, senza neanche accreditarli nei titoli di coda, mettendo la loro firma solo sul lavoro ultimato facendosi forti di una fama acquisita in tempi passati.

La nostra Marta Minako aveva scritto qui un interessantissimo articolo sul tema, ve lo consiglio caldamente.

I modi in cui avviene tutto questo sono estremamente opachi, mai si verrà a sapere cosa veramente accade durante la lavorazione di una colonna sonora. Nel caso degli ultimi due film degli Avengers, non sapremo mai dove finisce Silvestri e dove inizia Graham. Sappiamo senza dubbio che entrambi hanno dei meriti notevoli, e che il risultato finale è eccellente; è altresì palese che la differenza di qualità tra le musiche del primo film rispetto al terzo e al quarto è abissale.

Qualcosa vorrà pur dire, e sono convinto che il contributo di Graham sia stato più che decisivo nell’ottima riuscita del prodotto.

Il futuro

Alan Silvestri è già stato annunciato come compositore per il prossimo film Avengers: Doomsday, e sono personalmente elettrizzato e curioso di scoprire quali sorprese avrà in serbo per noi in questo nuovo capitolo della saga.

Le domande sono tante, e le aspettative (povero Alan…) ancora più alte. È vero che, alla fine dei conti, si tratta sempre di un film e della sua colonna sonora, da cui di certo non dipende la vita di nessuno. Per cui, se non dovesse piacerci, poco male: ce ne faremo una ragione.

Ma sinceramente spero davvero tanto di emozionarmi e di appassionarmi almeno quanto mi sono emozionato e ri-appassionato a questo splendido viaggio rivedendo questi film memorabili.

Saranno le musiche di Doomsday all’altezza delle nostre aspettative? Lo scopriremo presto insieme!

di Matteo Desole

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