Editoriale: comodo, ma diverso

Vie, percorsi e strade interrotte. Abbiamo di fronte scelte ogni minuto della nostra giornata, un perfetto sliding doors dalle mille possibilità. Anche una piccola variazione può generare quell’effetto farfalla tanto caro a chi sta dall’altra parte del mondo. E così, senza che ce ne accorgiamo, ci troviamo già altrove.

E se quell’effetto cambiasse totalmente la nostra vita, saremmo bravi ad accogliere il nuovo?

Questa è la domanda che mi pongo in questo editoriale di ottobre. Le scelte, come le foglie, cadono e si disperdono, tocca a noi capire se sgretolarle tra le mani o coglierle al volo.

Ciò non significa che andrà tutto bene, ma che almeno ci abbiamo provato.

Strade da vicolo cieco

La lungimiranza nel voltare l’angolo può peccare di miopia. Siamo convinti che quella svolta inaspettata possa portarci fortuna.

Ci penso io a darti qualche legittimo dubbio, perché l’esperienza insegna: siamo preparati ad accogliere il baratro? Ogni svolta, come detto, può portarci a un evento inaspettato: una fortuna o un futuro problema. Ma siamo pronti ad affrontare ciò che non conosciamo?

Questi sono i dubbi che, nella malinconia di una tazza di tè, mi pongo. E mi confronto con te che visivamente mi ascolti.

Siamo pronti davvero ad accettare i cambi di rotta e i possibili muri alla fine del percorso? O i segnali di strada chiusa ci faranno crollare nel panico?

Personalmente, li gestisco molto male. Ma la reazione di pancia lascia da sempre spazio alla razionalità, che trova altri modi per farci sopravvivere alle nostre scelte.

Cambi di rotta, cambi di mezzi

Una volta, anzi anche dieci volte, ho percorso una strada che sembrava un viaggio in prima classe: sedili confortevoli, rotaie nuove di zecca, alta velocità e soffici cuscini. Non mi sembrava vero. Poi, il segnale antincendio ha suonato i suoi rintocchi e sono rimasta alla stazione di nessuno a cercare disperatamente un altro treno. Dopo ore, giorni e stagioni di attesa, ho capito che dietro l’angolo, in un altro posto ancora, vi era un autobus pronto a partire.

Comodo, ma diverso.

Cosa intendo con questa enorme metafora, che mi ha fatto pensare a un’ambientazione nebbiosa alla Silent Hill?

Che è proprio questa la difficoltà nel prendere decisioni: l’inconsapevolezza della durata dei loro effetti, sia nel bene che nel male. Ma che ci importa? Intanto viviamo, sbagliamo e cambiamo altre ottanta volte strada, al nostro ritmo.

Domani è un altro giorno. E, magari, proprio grazie a quell’esperienza di perdita di bussola potrà essere migliore o uguale a prima. Ma che meraviglia scoprirlo.

Miriam My Caruso

Miriam Caruso
Miriam Caruso

Caporedattrice di Niente da Dire, è giornalista pubblicista dal 2018, nel campo nerd, divulgativo e musicale.
Nel 2018 fa il suo ingresso nel Marketing, esplorando il mondo della SEO e delle Strategie di Contenuto.
Nel contempo si laurea in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione nel 2020, acquisendo la lode con una tesi antropologica dedicata al Cannibalismo e agli Zombie di Romero. Nel tempo libero, per non cambiare strada, scrive racconti e gioca a giochi da tavolo e canta, sotto la doccia, fuori, ogni volta che può.

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