Transformers – Il Risveglio, la recensione con piccoli spoiler

È l’estate del 1997. Sei un bambino pronto ad andare a scuola. Tua madre ti prepara la colazione, accendi la tv e inizi a cantare “ROMBI DI TUONO E CIELI DI FUOCO PER I BIOCOMBAT!” insieme a Enzo Draghi. E sei felice, ti gusti del latte al cioccolato e guardi dei robottoni dalle fattezze animali che si sparano pixel grafici l’uno contro l’altro, con un suono che faceva qualcosa come “piùh piùh”.

Se siete vecchi come me e avete vissuto quel periodo e quelle emozioni, allora tenetevi pronti, perché l’ultimo film della serie dei Transformers “Il Risveglio” (Rise of the Beast) vi trasporterà indietro nel tempo, facendovi rivivere quelle mattine.

Si, perché il film, con i suoi pregi e difetti, sembra effettivamente una lunga puntata dei Biocombat (eh, da noi sono arrivati con questo nome, non sapevamo nemmeno fossero della saga Transformers “Beast Wars”) in live action.

Il Risveglio delle Bestie, ma anche di un franchise

Transformers – Il Risveglio, diretto da Steven Caple Jr. e scritto da Joby Harold per la Skydance Media e Hasbro, è il settimo film della serie, sequel diretto dell’ottimo “Bumblebee” (personalmente, il miglior film del franchise). Il film ha un cast di tutto rispetto come, per citarne alcuni, Peter Cullen (storica voce di Optimus Prime), Ron Perlman come Optimus Primal (il nostro Blackjack) e Peter Dinklage.

La storia si svolge nel 1994, a New York, dove gli Autobot presenti (Optimus Prime, Bumblebee, Mirage, Arcee, con la successiva aggiunta di Wheeljack e Stratosphere) si ritrovano a gestire un potente artefatto antico, appartenuto ai Maximal, robot dalla forma animale e loro… discendenti (si, la questione è complicata, casomai ne parlerò in un articolo dedicato). I Maximal sono fuggiti dal loro pianeta natale, divorato da Unicron, gargantuesco Transformer dalle sembianze (e dimensioni) di una stella che vaga per il cosmo in cerca di energia. I suoi scout, i Terrorcon, capitanati dal mercenario senza scrupoli Scourge, viaggiano nello spazio, identificando pianeti appetibili e appetitosi.

Nel corso della vicenda, gli Autobot e i Maximal si troveranno a combattere contro i Terrorcon, arrivando a fidarsi degli umani nella speranza di respingere la venuta di Unicron. Una storia semplice, che mette i robot in primo piano, con l’ausilio di (poche) figure chiavi umane, ma che si fa guardare, con combattimenti strutturati e personaggi ben caratterizzati. Almeno, la maggior parte di loro…

“Son grandi i Maximal…”

I Maximals sono la nuova aggiunta al roster dei live action del franchise e riprendono a piene mani dagli originali della serie Beast Wars:

  • Optimus Primal, gorilla;
  • Rhinox, rinoceronte;
  • Cheetor, ghepardo;
  • Airazor, falco pellegrino.

Mancano purtroppo alcuni dei più famosi e amati, come Rattrap (ratto), Tigertron (tigre bianca) e Dinobot (Velociraptor). Quest’ultimo vero protagonista morale della serie originale.

La versione live action dei Maximal è… da mozzafiato.

Veramente. In qualche modo, sono riusciti a trovare la quadra nel coniugare elementi biologici (pelo, piume, becchi, artigli) con gli elementi metallici tipici di questi robot, soprattutto nei primi piani del parlato o nelle trasformazioni. Si, ho avuto la pelle d’oca quando Primal ha detto la famosa frase “Maximal, maximize!” (per me, ha avuto un effetto maggiore del “Avengers, Assemble” di Cap). E la caratterizzazione delle loro personalità ha rispecchiato fedelmente quelle della serie animata.

Peccato per il personaggio di Rhinox, scienziato del gruppo originale, ma qui abbandonato nelle retrovie senza quasi nemmeno una battuta parlata (il nostro Direttore se ne risentirà!).

I nemici di questo film sono i tre Terrorcon: Scourge, Nightbird e Battletrap. Il loro design ricade un po’ nel banale, con i classici truck e automobili da corsa, ma le loro forti personalità livellano questa criticità.

E Unicron. UNICRON.

Immenso, spaventoso, terrificante, fantastico. Pura pelle d’oca in ogni scena dove compare, hanno sapientemente riprodotto l’aura di orrore divino che abbiamo provato noi più vecchietti quando vedemmo il film dei Transformers (1986).

Ma.

“… son forti i… Predacons”?

Fa molto strano, forse anche troppo, non vedere i Maximal guerreggiare contro i loro nemici storici, i Predacon (discendenti dei Decepticon).

Questo gruppo di transformers rivali fanno una mini-comparsata in una scena di Scourge, dove il cacciatore mostra fiero la sua collezione di effigi, tra cui compare quella del gruppo capitanato da Megatron. No, non quel Megatron, ma un suo discendente diretto. E vi dirò di più, un Megatron che si trasforma in Tyrannosaurus rex! E che si fa il bagno in una jacuzzi con una paperella di plastica! Miglior transformer di sempre, a mani basse.

Optimus Primal e Megatron. King Kong contro il Tirannosauro. Furono creati proprio come omaggio al film americano del 1933 e i due personaggi sono fortemente interconnessi. Per questo fa male non vederli combattere in live action, ma si spera sempre nei sequel.

Criticità e speranze future

Ovviamente, il film non è esente da critiche. Anzi. Rispetto a “Bumblebee”, IL film che secondo me ha maggiormente onorato e rispettato la vera essenza del franchise, qui si torna verso alcune inflessioni alla Michael Bay. Esplosioni un po’ qui e un po’ là; personaggi nuovi introdotti dal nulla senza un background; centro dell’attenzione un po’ troppo indirizzato sugli umani e alcuni design dei robot troppo macchinosi, come quello di Optimus Prime.

Fortunatamente, nel quadro generale dell’opera, questi difetti non interferiscono più di tanto nella valutazione complessiva. Inoltre, i combattimenti son più vicini al formato “Bumblebee” che ai film di Bay, con azioni pulite e ben ritmate, dove ogni personaggio può sfoggiare il suo parco mosse con visione nitida.

I personaggi umani sono pochi, ma dal peso narrativo considerevole, soprattutto durante il combattimento finale che… non voglio raccontare, quella è una sorpresa che so farà storcere il naso ai fan di nuova data del franchise. La cosa che mi spaventa per il futuro dello stesso è il crossover suggerito durante l’ultima scena del film con un altro famoso brand di giocattoli americano. Perché ci saranno sequel, lo spero veramente.

Voglio Megatron Tirannosauro. Deve fare la sua apparizione, in futuro.

Ma fino ad allora, ritorniamo bambini e cantiamo a squarciagola come “Ci sono mostri preistorici su quel pianeta, nessuna traccia di uomini, ma che disdetta! Le due astronavi atterrate sono danneggiate perciò i Biocombat restano là...” mentre ci riguardiamo questo film!

 

Filippo Dice n Dinosaurs Bertozzo

Filippo Bertozzo
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