La seduzione tra cinema e musica: 5 canzoni per 5 scene iconiche

La rappresentazione della seduzione al cinema è spesso veicolata dalla musica. Anzi, proprio la musica contribuisce il più delle volte a dare un diverso carattere e a creare la giusta atmosfera per ogni tipo di scena di corteggiamento, flirt o esplicito incontro intimo. L’accompagnamento musicale può dunque rendere il mood della ripresa sensuale o scanzonato a seconda delle varie forme di seduzione che il regista vuole restituire sul grande schermo.

In questo episodio del Minako’s Jukebox ho scelto cinque scene iconiche di seduzione tratte da film famosi, rese ancora più celebri proprio dalla colonna sonora che le accompagna.

1. You can leave your hat on – 9 settimane e mezzo

Parlare di 9 settimane e mezzo al giorno d’oggi è piuttosto problematico. Ciò che all’epoca della sua uscita era visto solo come un film “erotico-chic” è in realtà una storia di abuso. La relazione tossica con il broker John (Mickey Rourke) trascina la gallerista Elizabeth, interpretata da Kim Basinger, in una spirale autodistruttiva. La vicenda è persino stata “edulcorata” dal regista Adrian Lyne. Il libro da cui il film è tratto è infatti la storia vera della giornalista Elizabeth McNeill (pseudonimo di Ingeborg Day) e sulle pagine del romanzo risultava ancor più violenta, scabrosa e tetra.

Nonostante questo, la scena in cui Elizabeth seduce John è forse lo strip tease più famoso della storia del cinema, tanto che il brano che l’accompagna è diventato la canzone “da spogliarello” per eccellenza. Forse non tutti sanno però che questa versione di You can leave your hat on, interpretata da Joe Cocker, è in realtà una cover. Il brano è infatti in origine stato scritto e interpretato da Randy Newman. Sì, quello delle musiche di Toy Story.

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2. A lovely night – La La Land

Nel linguaggio dei musical un duetto va spesso a sostituire un dialogo o un momento intimo tra i due protagonisti. In La La Land la musica ha un ruolo fondamentale, sia perché l’azione spesso si snoda attraverso di essa, sia perché è un elemento integrante della trama. Il regista Damien Chazelle, essendo lui stesso un musicista, tiene particolarmente a questo aspetto nelle sue pellicole.

In questo caso specifico, Mia e Sebastian (Emma Stone e Ryan Gosling) si imbattono una seconda volta l’uno nell’altra dopo un primo casuale incontro in cui non si sono andati propriamente a genio. Ed ecco che il flirt qui assume una veste insolita, sotto forma di duetto (in questo caso con tanto di pas de deux di tap dance) in cui i due non se la mandano a dire. Mia e Sebastian mal celano la loro reciproca attrazione fingendo di non sopportarsi vicendevolmente. Tutto il numero musicale A lovely night risulta così essere un divertente gioco del corteggiamento fatto di frecciatine e pungenti stoccate.

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3. Why don’t you do right? – Chi ha incastrato Roger Rabbit?

“Mi disegnano così”, diceva Jessica Rabbit. Peccato che al momento delle riprese – leggenda narra – il design del personaggio non fosse stato ancora definito. Il regista Robert Zemeckis chiese al protagonista di Chi ha incastrato Roger Rabbit? Bob Hoskins di immaginare, durante la scena dell’esibizione canora di Jessica, “la sua fantasia sessuale ideale”. Mentre giravano la sequenza di Why don’t you do right – brano del 1936, standard del repertorio jazzistico, nel film interpretato da Amy Irving – Hoskins si trovò a recitare, come per quasi l’intera pellicola, da solo con un green screen.

Tutto il film gli costò uno sforzo di immaginazione enorme, tanto che per lungo tempo soffrì di disturbi simili ad allucinazioni. Anche dopo la conclusione delle riprese, dopo aver immaginato per mesi di recitare con cartoni animati, continuava a vederli e a sentirne le voci. Decise così di prendersi una pausa dal mondo del cinema.

Tuttavia, una volta visto l’aspetto della rossa signora Rabbit, dovette ammettere che nemmeno la sua fantasia ideale poteva competere con la sensualità e la carica seduttiva di Jessica.

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4. (I’ve had) The time of my life – Dirty dancing

È stato difficile scegliere questa, perché Dirty Dancing è tutto un continuo gioco di seduzione veicolato dalla danza, e quindi dalla musica. Le scene tra Patrick Swayze e Jennifer Grey, rispettivamente Johnny e Baby, sono dense di movimenti sensuali e linguaggio del corpo che, anche attraverso il filtro simbolico del ballo, lascia ben poco al senso metaforico e agli eufemismi. Tutta la colonna sonora è composta da bellissimi brani (tra cui Love is Strange e Cry to me).

La mia scelta tuttavia è ricaduta sul tema musicale che accompagna il finale del film, quello della coreografia conclusiva con l’iconica “presa dell’angelo”. Presa che abbiamo tutti (io per prima) provato a eseguire almeno una volta nella vita, rischiando di volare fuori dalla finestra (probabilmente sarebbe stato necessario il disclaimer “don’t try this at home” – non fatelo a casa).

Senza dubbio la prima canzone che viene in mente appena si nomina Dirty Dancing è The time of my life, e di sicuro è abbastanza rappresentativa di tutto lo “spirito seduttivo” della pellicola. E poi, nessuno mette The time of my life in un angolo.

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5. Unchained Melody – Ghost

Abbiamo già imparato nel paragrafo precedente che “Patrick Swayze + film romantico + canzone iconica” è un’equazione che funziona. Unchained melody è il tema portante della famosissima, sensualissima, straziantissima (e un sacco di altri -issima) scena del vaso di Ghost, film del 1990 con protagonisti il già citato compianto attore e Demi Moore.

In realtà il brano nasceva nel 1955 come colonna sonora per un altro film, intitolato appunto Unchained, ed era cantato da Todd Duncan. Negli anni ne sono state eseguite centinaia di reinterpretazioni da più di 600 artisti diversi. La cover del 1965 dei Righteous Brothers è la più celebre di tutte ed è proprio quella che accompagna la famosa scena di Ghost. Grazie al successo della pellicola, la loro versione di Unchained Melody balzò in cima alle classifiche 25 anni dopo la sua uscita.

Una curiosità: Dirty Dancing e Ghost non hanno solo Patrick Swayze in comune. Infatti, Bill Medley – che cantava The time of my life insieme a Jennifer Warnes – è anche una metà del duo dei Righteous Brothers.

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Le scene sopra descritte forse non sarebbero diventate altrettanto iconiche se non fossero state accompagnate da queste canzoni in grado di renderle ancora più di impatto, consegnandole alla storia del cinema. Perché la musica, tra le tante cose che riesce a essere, è anche una potentissima arma di seduzione.

di Marta “Minako” Pedoni

Marta Pedoni
Marta Pedoni

Marta Pedoni è una cantante, attrice e performer. Ha inoltre studiato doppiaggio cantato a Roma presso la Scuola Ermavilo fondata da Ernesto Brancucci.
In arte Minako, sceglie questo nome in onore di Sailor Venus. Classe 1990, la sua vita (nonchè la sua personalità) si divide tra arte e scienza, in equilibrio tra razionalità e sensibilità. Tutto ciò si traduce, per farla breve, in una Principessa Disney laureata in Tecniche di Laboratorio Biomedico.
Quando non è su un palcoscenico a cantare, recitare e ballare o non viaggia su un aereo, parla di musica su Niente Da Dire e conduce con Daniele Daccò Il Cornetto Del Mattino sul canale Twitch de Il Rinoceronte Viola.

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