Queen Unseen: in mostra a Milano le fotografie di Peter Hince

Abbiamo tutti, impressa nella mente, l’immagine di Freddie Mercury con corona e mantello regale. La mostra Queen Unseen, con le fotografie di Peter Hince in esposizione alla Fondazione Luciana Matalon a Milano, si apre proprio con uno scatto di Freddie che indossa quegli iconici accessori scenici. Quasi come per dirci “so che siete abituati a questo, ma preparatevi a vedere qualcosa di completamente diverso”. E anche questa immagine, a ben guardare, rappresenta una singolarità. Si tratta infatti dell’unica foto in sala di posa che ritrae Freddie abbigliato con il celebre costume da re (pardon, regina) con cui concludeva le tappe del Magic Tour nel 1986: tutte le altre immagini che conosciamo sono tratte appunto dai concerti dal vivo. Freddie era piombato nello studio a Londra di Hince all’improvviso, e a Mercury non si poteva dire di no, racconta Peter.

Chi è Peter Hince

peter hince

Peter Hince ha incominciato a lavorare giovanissimo come roadie per alcuni tra i più importanti artisti degli anni ‘70 (David Bowie, Lou Reed, George Benson e Supertramp, per fare qualche esempio).

Nel 1973 incontra per la prima volta i Queen: semisconosciuti, ai tempi le quattro giovani Regine aprivano i concerti dei Mott The Hoople, per cui Peter lavorava.

Nel 1975, durante le registrazioni di A Night At The Opera, “Ratty” (come Hince veniva soprannominato) entra a far parte ufficialmente dell’entourage dei Queen, come assistente personale di Freddie Mercury e del bassista John Deacon, e in seguito diventando Road Manager per i tour della band.

Dal 1986 Hince intraprese una carriera di successo come fotografo professionista, in ambito prevalentemente pubblicitario, vincendo premi internazionali. Continuò tuttavia in alcune occasioni a fotografare i Queen, in virtù del rapporto di amicizia che li legava.

Le fotografie di Peter Hince esposte in Queen Unseen coprono il lasso di tempo tra gli anni ‘70 e gli anni ‘80 e ci restituiscono delle immagini dei Queen estremamente diverse da ciò che gli scatti ufficiali e quelli promozionali ci hanno finora mostrato.

Perché le fotografie di Peter Hince sono diverse

Ratty, dalla sua posizione privilegiata di collaboratore del gruppo e non essendo mai stato il loro fotografo ufficiale, aveva la possibilità di ritrarre i musicisti in momenti che nessun altro fotografo avrebbe potuto cogliere, i “dietro le quinte”, dove potevano “uscire dal personaggio” e mettersi a loro agio, lasciandosi andare.

Le immagini colte dallo sguardo di Hince ci appaiono infatti informali e “umane”, lontane dalle pose da rockstar. Spesso le fotografie venivano scattate da Peter durante i backstage dei concerti e dei videoclip, e il contrasto che deriva dai costumi di scena indossati da Freddie & soci e i loro atteggiamenti più quotidiani e rilassati risulta essere molto interessante.

In uno degli scatti preferiti di Hince stesso, Mercury voleva essere rappresentato mentre interpretava il ruolo del “duro”. Peter approfittò però di una frazione di secondo in cui il cantante abbassò lo sguardo, come per contemplare qualcosa, abbandonando per un attimo la posa da “macho”. Ed è proprio la contrapposizione tra la giacca di pelle e l’aspetto vulnerabile che fa amare tanto questa immagine a Peter Hince, che rappresenta le due anime di Freddie Mercury, quella sul palco e quella più intima.

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Foto © Peter Hince

I Queen come non li avete mai visti

La documentazione fotografica di Peter Hince racconta il fenomeno culturale dei Queen in un modo unico e imperdibile.

I Queen si fidavano dell’obiettivo fotografico di Peter e davanti ad esso potevano essere loro stessi, regalandoci le foto piene di verità che vediamo in Queen Unseen.

Ratty racconta che sente di aver avuto il privilegio di fotografare il “vero” Freddie Mercury: l’uomo, non lo showman. E, avendo visto con i miei occhi i suoi scatti, non posso che confermare questa sensazione: c’è qualcosa, nello sguardo di Freddie colto da Hince, di molto diverso rispetto alle fotografie ufficiali. È come se, svuotati dalla regalità e dall’esuberanza del “personaggio”, gli occhi del cantante si riempissero di una profondità e di una semplicità quasi infantile.

Queen Unseen: un viaggio esperienziale

La mostra Queen Unseen si suddivide in varie sezioni: all’inizio del percorso troviamo gli scatti tratti dal backstage dei concerti dal vivo, come in particolare quelli del tour americano del 1978, con la scenografia che Peter ci racconta veniva soprannominata “forno da pizza” (sia per i colori che richiamano la bandiera italiana, sia per il caldo insopportabile che emanavano le luci).

L’esperienza prosegue con le fotografie scattate durante la realizzazione di alcuni tra i più iconici videoclip dei Queen: It’s a hard life, con i suoi eccentrici costumi; I want to break free, dove i musicisti sono vestiti come le donne protagoniste della soap opera inglese Coronation Street; e infine We will rock you, girato nel giardino innevato dell’allora nuova casa di Roger Taylor. I precedenti inquilini non avevano ancora abbandonato l’abitazione, costringendo i Queen a girare all’esterno: Peter racconta che faceva così freddo che Freddie gli aveva chiesto in prestito i suoi guanti da lavoro, che compaiono nel video e negli scatti. I famosi occhiali da sole a forma di stella si resero invece necessari per nascondere lo sguardo di Mercury: aveva esagerato col cognac, nel tentativo di scaldarsi!

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Foto © Peter Hince

Continuando il percorso possiamo ammirare una galleria di fotografie che testimoniano le sessioni in studio di registrazione, sia i momenti di duro lavoro che quelli di pausa, più rilassati, e alcune foto-ritratto. Al piano superiore, infine, vengono proiettati circa 40 minuti di materiale video raro, tra cui le prove per il leggendario Live Aid.

A completare il tutto, una sala allestita con una serie di memorabilia, tutti rigorosamente originali, provenienti dalla collezione personale di Niccolò Chimenti, curatore della mostra e fotografo professionista: non nascondo che da fan incallita ho versato più di una lacrima di fronte a una chitarra (la celebre Red Special) autografata da Brian May, alla famosa mezz’asta col microfono che accompagnava le esibizioni live di Freddie Mercury e ad altri cimeli che non voglio rivelarvi, per non togliervi il gusto e l’emozione di scoprirli con i vostri occhi.

Dove andare a vedere Queen Unseen

Queen Unseen è in esposizione presso la Fondazione Luciana Matalon, che dal 2000 si occupa di promuovere, organizzare e ospitare numerose mostre, convegni, eventi e iniziative culturali multidisciplinari e che ha sempre dedicato nel suo programma espositivo uno spazio speciale alla fotografia, per valorizzare i diversificati utilizzi di questo medium artistico.

La mostra Queen Unseen è visitabile dall’8 febbraio al 21 aprile a Milano. Maggiori informazioni sul sito www.queenunseen.it

di Marta “Minako” Pedoni

Marta Pedoni
Marta Pedoni

Marta Pedoni è una cantante, attrice e performer. Ha inoltre studiato doppiaggio cantato a Roma presso la Scuola Ermavilo fondata da Ernesto Brancucci.
In arte Minako, sceglie questo nome in onore di Sailor Venus. Classe 1990, la sua vita (nonchè la sua personalità) si divide tra arte e scienza, in equilibrio tra razionalità e sensibilità. Tutto ciò si traduce, per farla breve, in una Principessa Disney laureata in Tecniche di Laboratorio Biomedico.
Quando non è su un palcoscenico a cantare, recitare e ballare o non viaggia su un aereo, parla di musica su Niente Da Dire e conduce con Daniele Daccò Il Cornetto Del Mattino sul canale Twitch de Il Rinoceronte Viola.

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