Le Vignette

C’era una stanza vuota dove ora c’è un corpulento scrittore che continua a ticchettare su quel comodo cuscino pieno di tasti. Prima c’era una casa vuota dove ora c’è una redazione, io entravo, facevo un giro. Correvo anche. Adesso è piena di alte scale di legno piene di libri.
Ci sono più anfratti da esplorare, ma c’è anche lui. Lo scrittore.
Per colpa sua ora la mia casa vuota è piena di libri e giocattoli.
Dico giocattoli perché so che a lui da fastidio. Faccio un sacco di cose solo perché a lui danno fastidio. Sono pigra, ma per lui mi alzo volentieri se significa vederlo gridare come se gli avessero grattato nel punto sbagliato.

Poi, alle volte, mi avvicino e lo guardo. Lo guardo. Lo guardo. Lo guardo. Proprio come se aspettassi qualcosa e quando lui finalmente tende la mano per accarezzarmi: zip. Scappo via.
È il modo di dargli fastidio che preferisco.
Quando si rivolge a me grida “LoisLein”, non so perché urli sempre.
Non so nemmeno se mi piace quel nome.

Non sono una gatta di quel tipo, una che si fa mettere il nome dal primo scrittore che trova.
Per ora ci stiamo tollerando, ci piace ignorarci a vicenda nella stessa stanza.
Stare soli, ma insieme. Per ora ci piace, domani chissà.

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Comincia così il “Diario” della gatta di redazione che, suo malgrado, ha a che fare con me. Trovate le sue avventure su @ilrinogram, instagram ogni Sabato.
Scritto da me e illustrato da Camilla Fasola

 

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