Un bel respiro

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Felisi & Contenti

Associazione Dire Fare Dare di Sesto San Giovanni.

Cercare un lieto fine per una storia prima ancora che questa inizi è una prerogativa tipica di quei genitori che aspirano ad un finale perfetto per i propri figli.
Noi, i genitori, per qualche ragione pensiamo sempre di aver lasciato indietro più cose di quanto avremmo voluto. Ci sentiamo in difetto di esperienze e possibilità e così cerchiamo con tutte le nostre forze di dare ai nostri eredi quello che pensiamo di non aver avuto.
Fino al momento in cui nostro figlio o nostra figlia ci dirà che vuole fare il musicista, lo scultore, l’attore o in qualche raro caso lo scrittore.
Insomma, l’artista.

Scrollarsi di dosso anni di precetti e lavaggi del cervello non è facile.
Serve un lavoro fisso, perché di arte non si campa” ci dice la voce di nostro padre nella testa. “Molto meglio studiare per diventare architetto o avvocato. Se non vuoi studiare puoi sempre cercare lavoro.”
Chiunque, almeno all’inizio, considera la propria prole troppo immatura per capirlo.
Tuttavia oggi non dibatteremo sulla validità di una scelta rispetto a un’altra, ma del coraggio necessario a prenderne una.
Il coraggio che devono avere i genitori. Il timore che un figlio possa fallire nella vita o che non riesca a raggiungere gli obiettivi che si era prefissato, non riguarda più l’aspetto pratico della cosa. La paura più grande, se ciò dovesse accadere, è che noi padri e madri di questo millennio, ormai privati della sicurezza economica che avevano i nostri genitori, potremmo non essere in grado aiutarli. Ecco allora che per ragioni tutte nuove, finiamo con l’attaccarci a idee tutto sommato superate.
E’ comunque difficile prendere un bel respiro per tuffarci insieme a loro nell’ignoto. Un po’ di aiuto non guasta anche se occorre essere dei discreti segugi per seguire le tracce di una pista tanto esile. Eppure qualcosa c’è.
O meglio, qualcuno che ci ha pensato.
Associazioni ed enti culturali sparsi per le provincie più disparate, organizzano incontri molto speciali. Indovinate con chi?
Professionisti del lavoro quali musicisti, scrittori, pittori, poeti e perfino degli storici. Nel tempo questi appuntamenti hanno visto alternarsi per davvero professionisti di tutti i generi e magari in futuro vedremo anche scultori, attori e decine di altri artisti e creativi.

Organizzazione Ida Spalla e Annie Iacone.

Queste persone non vi diranno delle difficoltà implicite dovute alla professione che hanno scelto. Non sosterranno che soltanto uno su un milione può farcela e non vi scoraggeranno mai. Guarderanno noi genitori negli occhi e parleranno al cuore dei nostri figli. Spiegheranno loro dove hanno studiato e delle esperienze fatte. Racconteranno di come l’hanno vissuto in famiglia e di quanti parenti sono stati coinvolti per il trasporto di violoncelli, costumi di scena o blocchi di marmo da scolpire. Quante volte sono andati a vederli nella parte del “secondo personaggio a destra” o quante foto sfocate dei loro lavori hanno condiviso.

Vi diranno di quello che scrivono, suonano e dipingono dandovi la conferma che farlo non è solo possibile, ma bello e appagante come se lo erano immaginato.
Noi genitori forse sentiremo solo la parte che sottolinea l’importanza del duro lavoro, eppure in qualche modo ci sentiremo più sereni e disposti a pensare diversamente dai nostri, di genitori.
Da qualche parte con uno smartphone in mano, un figlio o una figlia leggendo questo articolo, forse si sentirà incoraggiato per la scelta che ha fatto. Un genitore dal canto suo, potrebbe rendersi conto che non si tratta solo di affidarsi alla buona sorte e che quello dell’artista è davvero un lavoro.

In ogni caso, che voi siate genitori o figli, fate un respiro profondo e saltate.
Scoprirete presto che l’acqua è meno fredda di quello che sembra.

 

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