“Apertura” è il punto di partenza

Quando non sappiamo più cosa fare, quando ogni situazione sembra più grande di noi e tutto ciò che possiamo impugnare è solo la frustrazione, ci chiediamo quale possa essere il nostro prossimo passo, dove possiamo andare a cercare le risposte.

È stato così per me.
Non sapevo più dove girarmi. Volevo mettere insieme parole che avessero un senso, volevo cercare di esprimere al meglio quello che stavo e sto provando, ma non riuscivo a trovare una soluzione che non mi sembrasse banale e vuota.
Allora mi sono rifatta a ciò che conosco, sono andata a cercare i significati alla radice della questione: nelle parole stesse.

Radici

Non so se lo sapete, ma scrivere in giapponese non è complesso solo perché esistono tre alfabeti diversi, ma anche perché ogni tratto deve essere fatto in un determinato ordine. Si comincia sempre da sinistra per andare verso destra, e i segni che cominciano nella parte alta hanno la precedenza rispetto a quelli inferiori.
Un’altra caratteristica che aiuta a cercare i kanji nel dizionario è che ognuno di loro ha un radicale. Si tratta delle sue radici, spesso dà un primo suggerimento su quale possa essere il suo significato intrinseco. In sostanza, rappresenta ciò su cui quella parola si fonda.
E ne può esistere solamente uno per ideogramma.

Pace

La parola “pace” in giapponese, si dice 平和 (heiwa) ed è composta da due kanji.

Il primo 平 significa tranquillità, stabilità. Ed evoca un’idea di mancanza di commozione, una situazione in cui non c’è niente che disturba la calma. Come una giornata di placida in cui possiamo chiudere gli occhi e godere a pieno del silenzio.
Qualcuno potrebbe pensare che sia una cosa superficiale e noiosa.
Ma nella frenesia costante, quando avvengono gli incidenti, quando qualcuno viene a mancare, quando la guerra ti porta via chi ami, quando le città vengono distrutte… Allora forse quel momento di tranquillità non è più scontato come sembrava prima.

Il secondo… Il secondo è quello che ho trovato ancora più interessante.
和 significa armonia. Lo si usa anche per identificare prodotti, oggetti ed elementi propri della cultura giapponese, perché ovviamente hanno fatto un vanto culturale la capacità di creare l’armonia, l’assenza di contrasti, l’equilibrio in tutte le sue sfaccettature.

In un Paese dalla superficie così ristretta, in cui vivono così tante persone, vi immaginate cosa sarebbe successo se non fossero riusciti a trovare un’armonia, un punto di incontro comune, un modo di andare d’accordo nonostante tutto?
Si sarebbero annientati gli uni con gli altri.
Avrebbero cominciato a lottare per strapparsi pezzi di terra, avrebbero trucidato in nome della giustizia, avrebbero colpito indifesi per ottenere un vantaggio.
Fino a che non sarebbe rimasto quasi più nessuno e quel nessuno sarebbe stato coperto di sangue.

Ma, attenzione, i giapponesi non sono perfetti: hanno combattuto guerre intestine che stavano per condurre il Paese al collasso. Fino a che non hanno trovato un modo per raggiungere l’armonia.

Prima ho citato i radicali degli ideogrammi.
Sapete qual è la radice di “armonia”?
口 (kuchi) che significa apertura, ma anche dialogo.
Certo, quando l’ho scoperto mi sono messa a ridere, perché si possono elencare tanti pregi dei giapponesi ma sicuramente la loro capacità di essere aperti, o di essere grandi dialogatori non è tra quelli. Sono così chiusi e così poco inclini a parlare, parlare davvero, che sono tra in cima alla lista dei Paesi vecchi, ovvero quelli dove non nascono abbastanza bambini.

Parlare per creare armonia

Ciò non toglie che scoprire tutto questo mi ha aiutata a capire cosa devo fare io e cosa, se vuoi, puoi fare anche tu, per affrontare il periodo storico che stiamo vivendo e quelli che verranno.

Possiamo parlare.
Possiamo dire quello che pensiamo, in maniera chiara e onesta.
Possiamo prendere posizione, raccontare cosa accade a chi non si è mai interessato, per pigrizia o per chissà quale ragione.
Possiamo far aprire le orecchie a chi è intorno a noi, così che le parole passino da uno all’altro, in una catena sempre più lunga e forte.
Possiamo creare un’apertura così grande, la più grande e forte che ci sia, in modo che ci sia spazio per far passare la pace e la comprensione.

Certo qualcuno dirà che sono un’illusa e che non potrà mai bastare. Forse o forse no.
Ma è sicuramente un modo per cominciare

In modo che, alla fine, ci sia tranquillità e calma per tutti.
Non più bombe, rumore di fucili, urla disperate.
Non più pianti.

Pace.

Stay kind
Love, Monigiri

Monica Fumagalli
Monica Fumagalli
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