Uomini e Soli nell’Antica Cina

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Uomini e Soli nell’Antica Cina

Dato che è un po’ di tempo che non faccio articoli che riguardano la Cina, direi che è tornato il momento per parlarvi, anzi scrivervi, di uno dei Paesi che più amo. Parliamo di Sole, non come aggettivo per persone dalla poca compagnia, né come variante popolare di fregatura. In realtà nemmeno dell’astro del firmamento, perché il Sole cinese è proprio come il nostro, quindi non avrei nulla di interessante da aggiungere, senza scomodare l’astronomia. A me piace l’ambito letterario, e mi piace applicarlo anche all’astronomia, se vogliamo.

Il Sole e la Luna sono due elementi chiave per osservare il dualismo taoista di Yang e Yin (sì, in quest’ordine perché Sole = yang, Luna = yin), ma come per ogni filosofia o modo di vivere, è sempre meglio sollevare altrove i dubbi scientifici di attendibilità. Nella lingua cinese la parola Sole si dice per l’appunto Tàiyàng, dove Tài vuol dire “troppo, estremo, supremo” e Yang, è il nostro amico del Tao, quindi il Sole è il “Supremo Yang”. Ma il Sole, ha tutta quest’importanza oltre al nome altisonante?

In realtà, se in Cina il mese della Luna è ottobre, e si festeggiano celebrazioni ‘trasversali’ tutto l’anno secondo il calendario lunare, il Sole, il suo calendario e le sue feste sono legate per lo più all’agricoltura. Almeno, dal punto di vista leggendario e tradizionale. Un peso differente si vede dalle storie stesse che vengono tramandate: Chang’è, la dea della Luna ha fior fior di miti e leggende a suo carico, vicende che si intrecciano tra l’altro con le vicissitudini di altri personaggi, tra cui i dieci soli uccisi dall’arciere e suo marito Houyi.

Xihe è la dea del Sole.
That’s it. Cioè, non proprio così punto e basta, ma poco ci manca. Tra l’altro, esiste anche una divinità maschile putata al Sole, che si chiama Taiyang Xingjun e di cui ci sono più testimonianze di un culto ancestrale di matrice taoista che non una vera antologia di favelle, come per la sua amica dea della Luna. Ma torniamo a Xihe, divinità femminile, come Chang’è lo è per la Luna, abbiamo detto. E invece no, perché a parte una leggendina striminzita, non si sa molto. Insomma Taiyang Xingjun non ha proprio leggende, ma si sa che aveva un culto; Xihe ha qualche leggenda ma non si sa se avesse un culto. Sui perché di questa dicotomia uomo-donna, nonché sole-luna, non entro in merito perché il discorso sarebbe fin troppo articolato, invece mi limiterò a raccontarvi la storia di Xihe.

羲和 è la madre dei Dieci Soli, sposata con Di Jun, che ha una seconda moglie (o prima?) che si chiama Changxi, a sua volta madre delle Dodici Lune. Se di Di Jun si sa qualcosa, di Xihe si sa davvero poco: le sue avventure sono narrate giusto nel Shanhaijing, in un brevissimo passaggio del quindicesimo capitolo, dove si dice che l’area orientale del fiume Gan era il regno di Xihe. Là, diede vita ai Dieci Soli, ognuno dei quali crescendo aveva un ruolo differente. Più che dalle storie tramandate, per proseguire è l’arte che ci viene incontro: moltissime sono le rappresentazioni della Dea alla guida di un carro trainato da un drago che porta il Sole

Apollo is that you? Anche qui, si aprirebbe un bellissimo scorcio di parallelismi tra mitologie antiche e quanto avessero in comune a prescindere dalla distanza e dalla provenienza globale. Ma anche qui, ci sarebbe troppo da dire.

Dunque continuiamo con i Dieci Soli, che pur avendo ciascuno il suo incarico, sono dei veri birbantelli, e un giorno decidono di andare a lavorare tutti insieme. Ne consegue che nel loro tour scapestrato, la Terra si ritrova dall’avere un Sole per volta, ad averne ben dieci, e per forza di cose, il nostro pianeta diventa un’ecatombe di fuoco e fiamme. Per correre ai ripari, l’Imperatore di Giada (nonno dei Soli) chiese a Houyi, arciere di divina abilità, di occuparsene: il disgraziato, ma poi non era neanche troppo colpa sua, gestì la situazione nell’unico modo a lui conosciuto, ossia lanciando frecce. Essendo molto bravo, ne abbattè ben 9 su 10. Facile immaginare che però non furono molto contenti i genitori. Insomma, Houyi fu cacciato con sua moglie Chang’è e qui si ricollegano altre mille leggende.

Riassumendo quindi ci sono un padre dei soli, una madre dei soli, ma anche un dio relativo al sole… e per la luna, ancora più caos…

Se adesso siete confusi da quanto avete letto, tra nomi e quant’altro è normalissimo: non esiste solo un pantheon di divinità cinesi, così come non esiste solo una versione delle leggende tramandate. Adoro la confusione generata da un’eccesso di creatività, e per questo non voglio spiegare oltre quel che ho scritto, sta a voi leggere e trattenere quel che più vi piace di queste storie di Soli.

di Alessandra “Furibionda” Zanetti

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