Il bombo e la vera libertà

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Il bombo e la vera libertà

Avete mai sentito la frase: “la struttura alare del bombo, in relazione al suo peso, non è adatta al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso”?
C’è chi dice l’abbia detta Albert Einstein, c’è chi la attribuisce allo scettico entomologo Antoin Magnan, c’è anche chi confonde bombi e calabroni (ma va be’, non li contiamo questi ultimi): fatto sta che il bombo vola.
Un po’ come quando cerco di far stare tantissime cose dentro una valigia: non potrebbero starci secondo le leggi della fisica, ma io ho studiato le leggi del 了,得,させられる、かもしれない・・・ dunque le cose ci stanno lo stesso.

Il bombo è sinonimo di libertà, anzi, è la vera libertà. Perché? Perché è un dato di fatto, lui non sta a chiedersi “Ehi perché non sto precipitando rovinosamente da questa altezza a 9.8 m/s2 come dicono tutti?” ma semplicemente segue la sua priorità, ossia spostarsi dal punto A al punto B preferibilmente senza strisciare il panciotto peloso sull’asfalto.

Non è forse questa la libertà? Non domandarsi continuamente come o perché dovrei perseguire un obiettivo, ma semplicemente muoversi verso di esso.

Se la società ti giudica un bombo, e la società ha certo un peso sul tuo pensiero, diventi automaticamente incapace di volare. Quante volte iniziamo qualcosa, ci appassioniamo magari, e ci mettiamo anche alla prova sfidandoci laddove non avevamo mai osato? Poi passa il solito giudicatore-di-bombi che ti dice “EHI MA TU NON DOVRESTI FARLO”.
E cosa fai? Come in un librogame (ogni riferimento ai miei librigame è puramente casuale), ci sono due scelte:

  • Ignori ogni singola parola, conosci il tuo obiettivo e se hanno qualcosa da ridire, non è un tuo problema. Vivi la tua vita al …
  • Segui il consiglio, è inutile rendersi ulteriormente ridicoli e vai al 2

2

Ti guardi e ti senti fuori luogo. Non avresti dovuto provare, né cominciare, e ora sarà l’ennesima cosa che non hai portato a termine. Ti incolpi e ti senti sempre peggio. La prossima volta ci penserai due volte prima di lanciarti in un’avventura che non ti appartiene. Poi passerà del tempo, qualcosa di nuovo toccherà il tuo interesse e ti lancerai in una nuova avventura. Per un po’ andrai avanti, finché di nuovo un giudicatore-di-bombi arriverà a dirti “EHI MA TU NON DOVRESTI FARLO”.
E tutto questo porterà inevitabilmente verso un loop, come nei libri scritti male.
Nella realtà però, la storia non è già scritta, non devi aspettare un punto preciso, puoi collegarti ai puntini di sospensione in ogni momento. Non è facile, non è nemmeno impossibile.


A volte fa male ignorare ciò che ci abbatte. A volte un dubbio di insicurezza attende solo una conferma esterna per sopraffarci. A volte non basta solo la forza di volontà per continuare a volare.
Perché non siamo bombi, perché ci sono molte più cose in ballo. O almeno, non conosciamo la complessità emotiva del bombo, ma senza dubbio, la complessità emotiva è un grande dono così come una grande maledizione.

Noi non sappiamo se il bombo si chiede se ce la farà mai, se la sua famiglia ha creduto abbastanza in lui, o se ci sono sinuose farfalle che fischiano ‘Buuhh tu non puoi volare’. Però sappiamo cosa succede a noi. Sappiamo che per quanto una persona possa cercare di essere completa, evoluta, in costante miglioramento, ci sarà sempre una farfalla criticona. A volte le critiche sono consigli sinceri, a volte cattiverie, a volte dati di fatto. Ma la verità è che noi siamo il nostro dato di fatto.

Se abbiamo un obiettivo e vogliamo perseguirlo, se vogliamo volarci con tutte le nostre forze (metaforicamente in questo caso) ne abbiamo diritto. Possiamo essere bombi ogni volta che lo vogliamo, e attenzione, non è affatto facile: essere un bombo richiede una fatica mortale. Essere liberi da pensieri e pregiudizi, nostri e altrui, è una fatica mortale. La libertà è faticosa da ottenere e mantenere.

Voglio chiudere con un film che ho visto di recente, niente sui bombi, tranquilli. Parlo di Metal Lords, che trovate su Netflix, ed è una storia di amore, sogni rispetto, musica, libertà… e soprattutto tante cose metal. Un adolescenziale oscillare tra ciò che è ‘metal’ e ciò che non lo è. Trovare se stessi nella musica, in un ideale, in un modo di affrontare le cose. Nella libertà di essere chi si vuole. Non c’è una definizione univoca di cosa è metal.

Così come non c’è una definizione univoca di cosa sia la libertà, di come debba essere o mostrarsi. Però, noi sappiamo quando siamo liberi, sappiamo quando ci sentiamo bene perché possiamo fregarcene di tutto e volare da un punto a un altro senza domande, senza rispettare la gravità.

E allora essere liberi è metal.
Il bombo è metal.
E tu sei metal?

di Alessandra ‘Furibionda’ Zanetti

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