Quando le cose non filano lisce

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Quando le cose non filano lisce

È arrivato un altro anno, e anche questo ha fatto seguito a uno non poco complicato.

E com’è solito, si tende a fare un po’ il bilancio di cosa si è realizzato e cosa ci si propone di fare.

Immagino vi capiti spesso di fermarvi a riflettere. Cosa voglio fare? Come sto andando? Cosa ho portato a compimento? Sto riuscendo a fare passi avanti? Dopo due anni del genere, momenti come questi sono ancora più difficili da gestire. Ci si sente bloccati in un ciclo infinito: da una parte si spinge per “ritornare” e dall’altra tutto rallenta. Ma come tutte le situazioni traumatiche, non c’è un ritorno. Quello che c’era prima non esiste più, non è recuperabile. E quindi che si fa? Come si trova la forza di reinventarsi ancora una volta quando niente va per il verso giusto?

Tutti abbiamo dovuto cambiare piani in continuazione, mettere da parte alcune cose e, purtroppo, rinunciare completamente ad altre. E quindi, l’unica cosa da fare adesso, prima che l’anno ricominci a scorrere nella sua routine, è prendersi del tempo. Sì, ancora tempo, ma stavolta dedicarlo davvero a noi stessi. Va bene rimpiangere qualcosa che non si è ottenuto, va bene essere frustrati dall’ennesimo rinvio, le cose non sono andate come sarebbero dovute andare, e la situazione ancora è tutt’altro che facile. Tutti vi dicono di sorridere, andare avanti e riprovare. Ma a spingersi, ancora e ancora, si rischia di frantumarsi, non si può continuare a fingere che vada tutto bene dopo l’ennesima batosta.

Sedetevi, e fate dei lunghi respiri.

È normale e comprensibile sentirsi male.

Le avversità lasciano il segno, ed è importante riconoscerlo. Trovare un modo sicuro per far uscire tutta la tristezza e la frustrazione, che vi faccia processare le emozioni senza lasciarvi in balia di una tempesta che non si riesce a controllare. Rinviare e riconsiderare il proprio percorso in continuazione sfianca tanto, e fin poche volte veniamo incoraggiati a riconoscere che è una reazione normale, soprattutto considerando come tutti i media siano costantemente focalizzati sulla “positività”. Essere positivi va bene, non bisogna lasciarsi prendere dalla disperazione. Ma la positività non può e non deve essere sterile e fine a sé stessa. Tutti sembrano essere felici, e questo ci spinge a pensare che si debbano nascondere le cose negative. Ma la quotidianità è “sporca”, non esistono solo momenti felici, è impossibile, e dobbiamo riconoscere che le nostre emozioni e le nostre vicissitudini devono essere mostrate e valorizzate, anche quelle “sbagliate”. Quelle che su internet non si mostrano, quelle che non vanno bene per le foto malinconiche e le frasi ad effetto. Quelle che ti fanno pensare di strapparti i capelli e urlare finché non smette di fare male. Perché siamo esseri umani, ma le nostre esperienze sono state sempre più “mercificate“. Se non sono in un certo modo, se non sono “vendibili”, non vanno bene e non devono essere mostrate.

Questa bugia deve essere strappata con forza e bruciata.

Come? Cercate appigli e supporto, da amici che ascoltano, membri della famiglia che sono disposti a starvi accanto veramente, trovate routine di self-care che siano meditazione, allenamento, o qualsiasi cosa vi aiuti a trovare qualche momento di tranquillità in cui respirare veramente e, soprattutto, se potete cercate un supporto psicologico professionale. Non necessariamente a lungo termine, spesso una chiacchierata con un terapeuta può aiutare moltissimo a gestire le situazioni negative, e non c’è niente di male in questo. Ci sono a disposizione servizi online e in presenza e trovare il terapista giusto per sé, è importante; spesso ci si sente persi per cui, per cominciare, conviene consultare i canali pubblici della propria zona o Regione e capire cosa viene offerto, ed eventualmente, in seguito, rivolgersi a servizi attivi a livello nazionale. In ultimo, molti psicologi registrati all’Albo, mettono a disposizione servizi online slegati da enti terzi. Recentemente è stato portato in discussione un supporto economico alle famiglie che consenta di avviare un percorso di assistenza psicologica, ma sfortunatamente non è passato al Senato. Trovate info al riguardo in fondo all’articolo. Vi lascio anche un video interessante sull’argomento malumore, feste e positività a opera della Dott.ssa Delli Santi.

Oltre al supporto psicologico, banalmente trovare qualche minuto per riflettere e cercare di ritrovare il proprio equilibrio aiuta, e qui entrano in gioco le cose che vi fanno stare bene, in particolare le attività manuali aiutano a darvi un certo spazio mentale in cui poter esaminare le proprie emozioni senza sentirsi sopraffatti. Vi auguro che questo anno nuovo vi porti la possibilità di stare bene con voi stessi, in un modo o nell’altro, e vi lascio i link a tutte le risorse utili in fondo all’articolo, nel caso in cui i collegamenti nel testo non funzionino.

Link utili: Informazioni sulla proposta sussidi, Albo degli psicologi consultabile, video di “Per se una stanza”.

Rowan

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