Playrino: HotOctopuss, questione di tentacoli

Reveal more

Playrino: Hot Octopuss, questione di tentacoli

Fare sex toys è un lavoro complicato, un lavoro duro. Ma divertente. È difficile immaginarsi come si può gestire una casa di produzione che sceglie anche il design dei suoi toys. Si divertiranno? C’è solo un approccio professionale? Chi testa i loro prodotti?
C’è un idromassaggio? Ci siamo avvicinati a passi leggeri per porre qualche ingenua domanda su questo particolare lavoro a Julia Margo, co-founder dell’azienda londinese di sex toys Hot Octopuss.
Non sarà una cosa lunga, cioè sarà soddisfacente, ma non lunga. Non conta la lunghezza. No?HotOctopuss,

Cosa vi ha ispirato ad aprire una casa di produzione di Sex Toys e perchè c’è la parola Octopuss nel nome?
Siamo stati spinti dal predominante problema della disfunzione erettile, sapendo che è incredibilmente comune, eppure ci sono veramente pochi toys per uomini che diano piacere senza un’erezione. Questo ci ha fatto concentrare su una prospettiva di accessibilità fin dall’inizio. Abbiamo cominciato guardando tutti i modi in cui i sex toys tradizionali non funzionano per le persone con varie problematiche a livello di salute e mobilità, e abbiamo deciso di fare qualcosa in proposito.

All’inizio, quando stavamo pianificando l’attività, ci sedevamo al tavolo della cucina di Adam nel suo vecchio appartamento a Camden. E lui aveva questo gigantesco poster dei “Jefferson Starship” appeso con questa grossa immagine di un polpo sopra. Ho sempre adorato quel peculiare animale e collezionato anche pezzi di artigianato e artistici a te, quando ho visto il poster, semplicemente qualcosa ha fatto click!

In un contesto culturale come questo, dove la comunicazione è molto importante e le possibilità di non comprendersi sono molto alte, come cercate di rapportarvi con il vostro pubblico?
È importante per noi non parlare per conto di altre persone, quindi ci assicuriamo di consultare i nostri responsabili di dipartimento interno per le tematiche importanti. Il responsabile del nostro nucleo disabilità è sulla sedia a rotelle, quello del nucleo senior è un senior, e l’editor del nostro blog è una persona trans di colore, quindi li consultiamo in quanto autorità, negli argomenti intersezionali. Il nostro team di marketing tiene anche focus group più volte all’anno in cui riceviamo input da settori specifici di consumatori.

Questa è una domanda che facciamo sempre per chiudere le nostre interviste, e visto che scriviamo per nientedadire.it, la domanda è: cosa vi lascia senza niente da dire? Un traguardo, un insuccesso, una cosa bella o una orribile vista nel mondo, cosa vi ha tolto le parole di bocca?
Onestamente, quello che mi lascia senza niente da dire è la prevalenza della scarsità di comunicazione nelle relazioni sessuali!
È orribilmente comune che i partner non comunichino i loro desideri/bisogni, non si confrontano nemmeno con il partner per sapere se loro si sentono soddisfatti. Ancora peggiore è il senso di vergogna o il controllo che talvolta i partner si riversano contro a proposito di kink, masturbazione e pornografia. Noi lavoriamo ogni giorno per distruggere questo stigma, così che le persone possano continuare ad amare sé stesse e ad avere relazioni appaganti.

Ringraziamo Julia Margo per la disponibilità!

 

Lascia un commento

Previous post Sága Edizioni: come nascere nel mezzo di una pandemia
Next post La passione è questione di spirito