"Che farebbe Hemingway?" - Scrittori su Twitch

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“Che farebbe Hemingway?” – Scrittori su Twitch

Che farebbe Hemingway?”
“Beh, si sparerebbe, immagino.

Tutto è partito dal consueto sfoggio di cinica ironia e sarcasmo non richiesto che io e il Rinoceronte adottiamo nel corso delle nostre riunioni progettuali. Però, battutacce a parte, quel titolo era in cima ai nostri pensieri già da diverse ore. Ernest Hemingway è uno degli scrittori preferiti di Rino e, tra le altre cose, la rappresentazione più classica dell’autore appassionato che assorbe ogni input che la vita gli fornisce per tramutarlo in un’opera del suo ingegno. Per quanto l’ego non ci manchi, però, sapevamo che non avremmo mai adottato un azzardatissimo paragone con quello scrittore, ci mancherebbe altro. Eppure, proprio la volontà di provare a scrivere qualcosa assorbendo il più possibile da fattori esterni a noi era un esperimento che volevamo affrontare.

Scrivere è un mestiere solitario. Si passa una quantità industriale di tempo con la sola compagnia di se stessi e dei personaggi che animano la propria storia. Non si può mai avere la certezza che tutto funzioni come vorremmo fino a quando il nostro lavoro non finisce sotto gli occhi incontaminati di un lettore esterno. A quel punto, può accadere di tutto e si entra in una nuova fase legata alla capacità dell’autore di discernere tra i suggerimenti che condivide da quelli che lo allontanerebbero troppo da ciò che intendeva narrare ma questa fase, come ho già detto, arriva alla fine della stesura principale e prima di una serie infinita di riscritture.
Che farebbe Hemingway?”, invece, voleva andare in un’altra direzione. Il nostro obiettivo, fin da subito, è stato quello di annullare la solitudine della fase progettuale per aprire le porte delle nostre rispettive case a chi ci segue sul Canale Twitch di “Niente da Dire”. Ogni martedì, per un paio d’ore, io e il Rinoceronte creiamo un fumetto in diretta. Nella prima sessione abbiamo vagliato spunti diversi fino a scegliere quello che più ci convinceva e, da quel momento, abbiamo iniziato a rimpallarci spunti, personaggi, tematiche, ambizioni, desideri e perplessità. Il tutto sotto lo sguardo degli utenti che, tramite la chat, possono partecipare in prima persona al nostro lavoro come se stessero sbirciando in sala riunioni.

Non è una cosa facile e ce ne stiamo accorgendo in corso d’opera. La creatività è una bestia strana che, talvolta, se ne sta rintanata per giorni senza lasciare traccia di sé per poi fare un balzo a sorpresa e risolvere una giornata apparentemente infruttuosa. Scrivere una storia in Live è un processo inedito per noi perché non c’è niente di particolarmente avvincente nel processo creativo. Chi ci segue non assisterà mai a scene in stile “A Beautiful Mind” con improvvise epifanie che generano l’idea del millennio. Piuttosto assisterà a lunghissime pause, a barbe tormentate dalle dita, a mugugni sovente incomprensibili e a un costante ping-pong verbale dal ritmo discontinuo.
Stephen King dice che per lui scrivere una storia equivale ad assaltare un castello. Si tratta di andare per tentativi, elaborando un piano bellico che magari, all’improvviso, deve essere modificato nel pieno dell’azione. Si parte dalla certezza che attaccare il ponte levatoio possa rappresentare la chiave vincente ma ci si può rendere conto del fatto che, in realtà, siano le mura perimetrali a ovest il vero punto d’accesso e via così. Creare una storia significa crearne almeno venti per poi capire quali degli snodi, dei temi e dei confronti contenute in esse troveranno spazio nel prodotto finale. Significa scrivere, riscrivere e riscrivere ancora attraverso un processo lungo che raramente offre momenti di attrattiva per un pubblico esterno.

Che farebbe Hemingway?” è una sfida personale, lo confesso. Per il sottoscritto, una storia acquista senso quando viene letta e svelata agli occhi dei suoi lettori mentre qui tutti assistono alla sua nascita. Tutti sanno tutto ancora prima che il prodotto sia terminato. È un esperimento che mi spinge a riconsiderare il modo in cui racconto qualcosa perché lontano dal lavoro individuale al quale sono abituato. Chi fosse interessato a recuperare gli incontri già avvenuti potrà ritrovarli sul canale YouTubeDistinti Saluti” che io e il Rinoceronte usiamo per inserirvi molte delle corbellerie che facciamo tra radio e Twitch. Se non lo avete ancora fatto buttateci un occhio e poi fateci sapere. Perché, pur con tutte le difficoltà e le novità che questa idea porta con sé, quando penso alla storia che stiamo scrivendo avverto per la prima volta la sensazione di non essere più l’unico soldato intento ad assaltare quell’agognato castello.

di Roberto “Mr.Rob” Gallaurese

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