Storie di vapore

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Storie di vapore

I luoghi che preferiva frequentare erano le locande. Aguzzando le orecchie si potevano scoprire molte cose: nessuno sapeva resistere al fascino di raccontare segreti davanti a un boccale di birra. Un atteggiamento stupido, ingenuo e pericoloso, a cui cedevano però i più astuti criminali e i nobili che più avevano da temere di essere scoperti.

Sì, erano proprio luoghi incredibili, le locande. Non c’era serata in cui Ametista uscisse a mani vuote: in mezzo alle grida, aleggiavano sempre nomi e indizi da seguire.

Quella notte la gnoma indossava l’abito tipico dei bottegai del quartiere. Si era appostata a un tavolo ben illuminato e abbastanza centrale, ma non aveva paura di attirare l’attenzione. Non aveva nessun lavoro in sospeso, ma era sempre a caccia di nuovi affari. Era una serata tranquilla, insomma. Fu al secondo boccale che le sue orecchie da gnoma percepirono qualcosa di interessante.

“Sì, ti dico, è proprio magia. Ci sono studiosi, sai, di queste cose… Non come qui”.
“E tu ci credi? Davvero?”
“Eh! Non è mica questione di crederci…”
“Com’è che si chiamano, questi mostri?”
“Ssssh!”
“Oh! Scusa!”
“Li chiamano criptorei
“Dal nome non mi sembrano poi molto spaventosi”
“E sbagli! Si dicono cose agghiaccianti…”
“Non le voglio sapere, non di notte, Taro!”
“Ho trovato un annuncio su un giornale, sai… Per andare a caccia di questi criptorei”
“A caccia? Ma se hai detto che raccontano cose terribili…”
“Eh, ma fruttano tante monete sonanti, te lo dico io”
“Sarà…”

Un brivido inaspettato percorse Ametista: il boccale di birra cadde.
“Maledizione!” imprecò sottovoce. Uno gnomo dallo sguardo inespressivo arrivò in pochi secondi a ripulire.
Ma lei non aveva più voglia di bere. Uscì, com’era entrata, salutando distrattamente.
Inebriata, ripercorreva nella mente quelle parole. Doveva assolutamente trovare quel giornale.
Era finalmente arrivato il suo momento.


Trovate su Spotify e sulle più importanti piattaforme di podcast la campagna di actual play “Storie di vapore” di “Due Draghi al microfono”, Giada Taribelli e Emilio Palmerini, di cui sono ospite nel ruolo di Ametista. L’ambientazione è stata scritta da Emilio: ci troviamo nel mondo misterioso di Kumo, tra nuvole, mostri e un’atmosfera steampunk. La sigla e le altre meravigliose musiche sono del gruppo No Mana.

La mia gnoma si ritroverà apprendista di Olga, l’anziana gnoma interpretata da Giada. Olga è un personaggio che adoro, Giada è bravissima a ruolarla e mi sembra proprio di vedermela comparire davanti ogni volta che giochiamo. Il mio percorso con Dungeons and Dragons è stato tortuoso, ma si può dire che gioco (senza costanza) da un paio di anni. Essere Ametista è una sfida: sia perché ho sempre bisogno di tempo per immedesimarmi appieno nei personaggi che creo, sia perché registrare e sapere di affrontare un pubblico non è come giocare tra amici.

Ma le sfide mi sono sempre piaciute e Giada e Emilio sono tra gli amici e collaboratori che stimo più in assoluto. Sono pronta a dare la caccia ai mostri, sono pronta a questa nuova avventura.
Spero vi piacerà seguirci a Ultima Stazione, tra misteri, magie e fantasmi del passato che tornano a definire le nostre vite.

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