Non siete obbligati ad amare il Natale!

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Non siete obbligati ad amare il Natale!

Non siete obbligati ad amare il Natale.

Chiariamolo immediatamente e sgombriamo il campo da ogni equivoco di sorta. Esiste una narrazione ben definita di queste festività, una narrazione che viene ciclicamente riproposta come se fosse l’unica possibile e dovete sapere che non è così.

Pare che il Natale debba essere interpretato e vissuto solo come un momento di gioioso raccoglimento condito di regali e allegria. Chiunque la veda diversamente o viva questo periodo in maniera meno sgargiante viene immediatamente considerato uno strambo soggetto che vuole attirare l’attenzione su di sé, un poser di bassa lega. Il riferimento più utilizzato, in questo caso, è l’Ebenezer Scrooge di Charles Dickens, incarnazione dell’odiatore di carole natalizie che (guarda caso!) finisce per redimersi e abbracciare la gioia imperitura dei buoni sentimenti, come se il solo modo di risolvere la faccenda sia quella di capire “il proprio errore” e comportarsi come esige la tradizione.

Siamo qui riuniti, invece, per ammettere a noi stessi e agli altri che va benissimo non amare il Natale e la cosa non soltanto non dovrebbe rappresentare un problema ma, al contrario, dovrebbe ottenere una naturale comprensione e accettazione a parte degli altri.

Perché non c’è assolutamente nulla di male nel provare un buco sul fondo dello stomaco quando, fin dai primi giorni di dicembre, gli acuti di Mariah Carey iniziano a riecheggiare attraverso le frequenze radiofoniche mentre luminarie e decorazioni già accennano a fagocitare il paesaggio in una maniera persino più efferata degli alieni nei B-Movies anni ’50.

Perché non c’è assolutamente nulla di male nel vivere con ansia crescente la tradizione dei regali. Alcuni di noi conservano ancora l’abitudine di elargire doni ai loro cari quando e come vogliono, basandosi sull’opportunità e l’ispirazione del momento e non sulle scadenze delle festività. Ecco, quelli tra di noi che vivono in quel modo l’attitudine al dono finiscono per soffrire la crescente apprensione per la scelta e la consegna dei regali entro il 25 o pochi giorni prima. Finiscono per procrastinare fino all’ultimo mentre le loro chat si riempiono di messaggi che trasudano turbamento come: “Wow, io il tuo regalo l’ho già comprato, ti piacerà un casino!!!

Mr Rob Natale

Messaggi che non fanno altro che alimentare il panico e il senso di inferiorità (e non parliamo di chi, con quel senso, ci convive tutto l’anno perché in quel caso è puro delirio). I poveretti come noi finiscono per fare una sortita al centro commerciale il 23 dicembre e si gettano in ogni negozio come se venissero catapultati all’interno con un cannone militare, arraffando regali convenzionali e privi di qualsiasi riflessione antecedente, già consapevoli dello sguardo di finto apprezzamento che arriverà da coloro che si ritroveranno a scartare quella monnezza.

Perché non c’è assolutamente nulla di male nel prediligere periodi dell’anno più caldi, con le giornate lunghe e luminose invece di amare il buio perenne di dicembre. C’è chi detesta il freddo gelido che si infila nel colletto come il genere di amante del quale hai già deciso di volerti sbarazzare ma che si ostina a volerti per sé. C’è chi ha una vita che non prevede le vacanze natalizie trascorse in baite di montagna riscaldate dal tepore del camino in compagnia della propria anima gemella bensì giornate passate a scrostare il gelo dal parabrezza dell’auto e lottare con quella improponibile neve che manda in tilt ogni mezzo di trasporto pubblico e non, costringendo a odissee fisiche e umorali pur di recarsi al lavoro. E mentre accade tutto questo, la luce a intermittenza delle luminarie sembra scandire il ticchettio del tempo perso nel tentativo di svolgere pratiche assolutamente normali quando le condizioni meteo non sono così seccanti.

Perché, e questo è il fattore più importante, non c’è assolutamente nulla di male nell’ammettere che la propria indole possa non trovarsi a suo agio in quel contesto anche se sembra un atteggiamento negativo e fuori dai canoni. Chi non ama il Natale non ha la volontà di “rovinare” la festa agli altri, anzi. Chi non ama il Natale, semplicemente, vuole avere il diritto di non sentirsi a disagio per via della propria attitudine.

Quindi, siate liberi di festeggiare esattamente quanto noi ci sentiamo liberi di non farlo. Vi garantiremo di non dileggiare i vostri calendari dell’avvento o le decorazioni con le quali abbellirete casa.

Da voi ci aspettiamo solo il consueto sguardo di finto apprezzamento quando vi ritroverete a scartare la monnezza che abbiamo arraffato come vostro regalo il 23 dicembre. Ci basta davvero così poco.

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