Onigiri Calibro 38

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Il chiodo che sporge viene preso a martellate

出る杭は打たれる。

Non ci sono fraintendimenti, non ci sono zone grigie.
Se sei diverso devi essere rimesso in riga.
Devi tornare ad amalgamarti ai tuoi simili, tutto dev’essere armonioso e sicuro e conosciuto.
Se poi il tuo antro ti sta stretto, se lo spazio che ti è stato assegnato ti rimane incollato addosso e ti toglie l’aria, soffocandoti… bè ti ci devi abituare.
Non c’è via d’uscita.

Se ne fai un dramma, diventi imbarazzante. Inaccettabile.
Se vai per la tua strada, porti il disonore sulla tua famiglia… sulla tua mucca. Inaccettabile.
Quindi abbassa la testa e torna al tuo posto, fallo per i tuoi genitori, fallo per la tua città, fallo per la società, per l’Imperatore, per la Nazione, per il mondo e l’universo.

Controllo e programmazione

Questo è uno dei punti cardine della società giapponese.
La diversità mette a disagio, è un territori inesplorato che spesso non può essere catalogato immediatamente, ma soprattutto controllato.
Quindi ci sono determinati abiti che devono indossare tutti in determinate situazioni, un’etichetta da rispettare, ci sono frasi di rito da proferire in specifiche situazioni. Nel periodo della ricerca di lavoro si deve tirar fuori il completo nero con la camicia bianca, a scuola si ha la divisa: ognuno ha il suo costume di scena.
La vita segue determinati step: scuola, università, lavoro, famiglia.
A lavoro c’è sempre la gavetta che deve durare per un dato periodo, non importa se tu dimostri di essere più dotato. Ci sono un quantitativo di ore da fare, un quantitativo di straordinari che ci si aspetta da te. E nessuna lamentela, non sia mai che questo chiodo esca dal muro.
C’è sempre qualcuno pronto a rimetterti al tuo posto.

Luoghi per la diversità

Quando la frustrazione arriva a livelli in cui non è più sopportabile, ci sono dei posti appositi per uscire dagli schemi, zone in cui è consentito per gli uomini vestirsi da donne, per i giovani fare cosplay, per gli alternativi indossare abiti coloratissimi e diversi da tutto.
Ma se decidi di mettere una tshirt rosa sotto il completo invece di una bianca: “Eh no, così non va bene. Non esageriamo”.

Come stranieri abbiamo un margine di movimento maggiore, siamo “scusati” per comportamenti inconcepibili fino ad un certo punto. Ma se sei uno straniero che parla giapponese allora già vedi dei cancelli che si fanno più stretti, dei percorsi che da ampi cominciano a restringersi.
Vengono messi dei paletti: “ Se vuoi far parte di questa società, devi agire di conseguenza”.
E in lontananza cominci a sentire il tonfo sordo del martello.

Come c’è da aspettarsi questo tipo di organizzazione aiuta a creare più ordine, più pulizia, più rispetto delle regole, più precisione.
Ma qual è il prezzo da pagare?

Uno spunto di riflessione

Ci sono anche alcuni punti che non sono completamente sbagliati, per esempio indossare le divise a scuola potrebbe abbattere le differenze di possibilità delle famiglie (ed eliminare il dubbio di cosa mettersi per uscire la mattina), ma con la giusta flessibilità, la possibilità di fare delle aggiunte per personalizzare lo stile, modificare dei colori.
Insomma alcuni elementi potrebbero essere discussi, ci si potrebbe ragionare sopra.
In ogni caso quando si raggiunge gli estremi si esagera sempre, si estremizza anche un’idea positiva, voi cosa ne pensate?
Love, Monigiri

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