Tre domande a Marco Albiero: Sailor Moon made in Italy

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Tre domande a Marco Albiero: Sailor Moon made in Italy

 

E’ passato già un mese da Alessandria Comics, una piccola fiera in Piemonte dalla location molto caratteristica all’interno delle antiche mura della cittadella. In questo contesto siamo riusciti ad intervistare diversi autori e artisti di talento e tra questi c’è anche Marco Albiero, illustratore e mangaka famoso per aver disegnato Sailor Moon e I Cavalieri dello Zodiaco. Qui di seguito le nostre nostre consuete tre domande, buona lettura.

NDD: Come sei entrato nel mondo del disegno, quali sono state le tue prime opere?

M. Albiero: Disegno da quando ho memoria, non ricordo esattamente quando ho iniziato a disegnare. Io ho cominciato guardando i cartoni animati giapponesi in televisione. I problemi sono arrivati subito perché quando proponevo i miei lavori mi sentivo dire che lo stile era troppo giapponese per me che sono italiano. Il mio stile di disegno era quello e a me piaceva così. Da autodidatta mi divertivo a giocare interpretando i personaggi che vedevo in televisione e non riuscivo ad identificarmi nel panorama italiano, rappresentato da Bonelli o Disney.

Fortunatamente, intorno agli anni ’90 uscirono in edicola diverse riviste che raccontavano varie novità sul mondo televisivo, degli anime e dei manga. Una di queste, Lodoss Magazine, dava spazio agli autori emergenti con delle piccole storie in stile manga. Partecipai con una storia autoconclusiva e vinsi questo concorso. Iniziarono quindi a pubblicare le mie prime storie, avevo sedici anni e andavo a scuola ed ero contentissimo di vedere i miei fumetti pubblicati. Mi pagavano e mi ricordo che ero felicissimo di avere il mio piccolo stipendio. Un poco alla volta ho collaborato con altre realtà man mano sempre più grandi, fino a quando non ho cominciato a lavorare con un grande brand come quello della Principessa Sissi. Non era giapponese, ma ai tempi avevo fatto anche le prove per disegnare i Digimon, ma la rivista ufficiale avrebbe chiuso dopo pochi mesi. Mi hanno chiesto allora se volevo disegnare Topo Gigio o la Principessa Sissi, ha vinto la principessa Sissi: almeno lei si cambiava d’abito, andava a cavallo ed era un po’ più avventurosa.

Poi da lì la prima serie giapponese alla quale ho lavorato ufficialmente erano le Tokyo Mew Mew, da lì sono poi anche passato ad altre serie come Mermaid Melody e Principesse gemelle. Nel 2009 il mio punto debole di disegnare sempre in stile Sailor Moon era diventato il mio cavallo di battaglia, l’autrice Naoko Takeuchi aveva bloccato i diritti della serie e per il suo rilancio mi hanno chiesto di partecipare a questo concorso per realizzare le immagini del merchandise e dei gadget.

Ero in competizione con i giapponesi, per cui cercai di fare del mio meglio e realizzai delle Sailor per ogni serie. Mi ricordo che nel giugno 2010 mi dissero che l’autrice aveva scelto i miei disegni. Poi da lì mi sono occupato anche di carte, giochi in scatola e libri per bambini.

NDD: Qual è il tuo processo creativo? Cosa ascolti e cosa guardi per entrare nel mood giusto?

M. Albiero: Bellissima domanda. Dunque la mia interpretazione è un po’ da attore, lavorando per molte serie con diverse tematiche, cerco di calarmi completamente nel personaggio. Sembra una cavolata, ma è vero. A me piace rappresentare il personaggio con delle pose che lo contraddistinguono. Per disegnare il merchandise di Sailor Moon, infatti, ogni personaggio doveva avere delle pose tipiche, ma doveva trasmettere attraverso quelle mosse il proprio carattere: Sailor Mercury è più delicata e più timida, Sailor Mars più passionale, Neptune e Uranus sono una coppia e si deve capire che c’è un feeling tra di loro. Poi ovviamente i Cavalieri dello Zodiaco, il protagonista doveva avere una posa più energica.

Nel caso mi capitasse di lavorare per una serie che non conosco vado a documentarmi il più possibile. Mi è capitato di lavorare per opere “vintage” e in quel caso è necessario recuperarsi tutta la serie. Cerco di interpretare i personaggi tenendo conto del loro carattere originale.

Mi piace disegnare con la musica di sottofondo, il silenzio non mi aiuta. Il mattino ascolto Radio Dee Jay, lavorando da casa e da solo ho bisogno di qualcuno che mi faccia compagnia e che mi dica anche cosa succede nel mondo. Nel pomeriggio, invece, lavoro ascoltando telefilm che posso seguire senza che mi distraggano troppo, oppure ascolto le colonne sonore delle serie a cui sto lavorando o melodie che possano rilassarmi e concentrarmi per fare dei bei lavori. Oltretutto se lavori per le serie e per brand famosi devi motivare tutte le tue scelte stilistiche, quindi è necessario essere sempre concentrati.

NDD: In questo periodo di Covid cosa ti ha lasciato senza niente da dire?

M. Albiero: Io lavoro in smart working dal 2002, per cui sono abituato a lavorare da casa e mi piace tantissimo lavorare a casa mia. Fortunatamente il mio lavoro non ne ha risentito, io non ho percentuali sulle vendite e in quel periodo ho comunque avuto lavoro costante. Ma la cosa che mi ha lasciato senza niente da dire è la cancellazione di molte fiere del fumetto che, per me, sono un momento di riposo e di stacco dal lavoro vero e proprio. Mi permettono di incontrare colleghi, amici e di conoscere nuove persone come voi che altrimenti sentirei solo sui social. Inoltre mi è dispiaciuto molto per amici, colleghi e conoscenti che hanno la maggior parte dei loro introiti dalla vendita alle fiere e dal contatto col pubblico.

Ringraziamo Marco Albiero per la sua disponibilità e gli facciamo i migliori auguri per il futuro. Seguite Marco Albiero Art su Facebook, Instagram e Youtube.

 

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