Onigiri Calibro 38

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Ognuno ha il suo luogo magico

Ho sempre amato le librerie.
Se potessi convertire tutte le pareti di casa mia a scaffali pieni di libri lo farei (ma non saprei dove mettere il cibo poi, sarebbe un problema).
Quindi una delle cose che faccio sempre quando sono all’estero è sbirciare dove sono le librerie ed entrarci – lo faccio anche con le biblioteche ma da lì non posso portar via nulla.
Ed è così che ho scovato uno dei miei posti preferiti al mondo.

Luoghi magici

Ero in Giappone (“Che strano!” esclamerà qualcuno) ed ero appena arrivata nell’hotel di un quartiere di Tōkyō che ha molto da offrire: Ikebukuro.
Come faccio sempre, da buona tour leader, setaccio la zona per trovare ristoranti nuovi, per controllare cambiamenti, per scoprire se è stato generato un nuovo punto di interesse.

Perché Tōkyō è così, muta sempre e non è mai uguale a se stessa, tutto può cambiare completamente nel giro di una settimana, abbattono palazzi e costruiscono supermercati, chiudono gelaterie e aprono negozi di abbigliamento. Punti fermi che credevi di avere spariscono dall’oggi al domani.
A volte sono proprio i nostri occhi, quelli con cui guardiamo la città, che cambiano e che trovano qualcosa che in un altro momento della nostra vita non avrebbero degnato di una seconda occhiata.

Nove

Comunque sia, vagando e sbirciando mi sono trovata in una via secondaria davanti ad una libreria di 9 piani.
Sì, 9 piani.
In pratica il paradiso, o almeno la mia idea di paradiso.
Sono entrata subito, ovviamente, e mi sembra strano di esserne uscita: era così bella che ancora me la sogno.
Ogni piano era dedicato a un argomento diverso, dalla didattica alle lingue, il piano sulla tecnologia a quelli sui treni, amo che ci fosse anche tutto un piano dedicato a treni e aerei.
Nel piano interrato c’era il paradiso dei lettori di manga e non mancava anche la parte dedicata alla cancelleria.
Sulla cancelleria dovrei scrivere un articolo a parte, perché hanno creato oggetti che darebbero dipendenza a chiunque.
È subito entrata nella mia lista mentale dei punti di interesse, neanche a dirlo.

Comodità

Quando pensi che i Giapponesi non possano stupirti di più ti ritrovi in una libreria davanti a un pc, in questo device è possibile scoprire dove si trova il titolo che state cercando.
E voi direte: “Cosa c’è di strano? Lo fanno anche alla Feltrinelli!”
C’è di strano che il sistema funziona.
Quando scrivi il titolo o l’autore, se è presente nelle loro liste, ti dice se ne hanno in negozio o se è finito, ti dice quante copie ci sono e in quale scaffale, a quale piano lo puoi trovare.
C’è anche un opzione, se sei deciso a comprarlo, per cui puoi dare l’ok e quando arrivi al piano giusto un addetto ti fa trovare il libro sullo scaffale vicino alla cassa, pronto.
E non importa quanto tu possa essere veloce nel raggiungere il punto, il commesso lo sarà sempre più di te nel trovare il libro e preparartelo.

Cura e amore

Quando vai a pagare, il commesso ti chiede se vuoi che ti rivesta il libro, ve lo dico anche nel caso non capiate e corriate il rischio di guardarlo come se vi avesse chiesto di fare un’equazione impossibile.
Vi chiede se volete che vi avvolga la copertina del libro con un foglio di carta, un po’ per evitare che si rovini o anche per evitare che, leggendolo in giro, gli altri vedano cosa state sfogliando.
Privacy e cura del dettaglio.
È una coccola così inaspettata che dite di sì in automatico e poi passate più tempo a guardare la copertina che a leggere il libro.
Lo so, l’ho fatto.

E vi vorrei parlare delle copertine, delle dimensioni dei libri, vorrei parlarvi di com’è far scorrere lo sguardo sulle pagine cariche di kanji.
Del fatto che dopo quella volta ci sono entrata altre volte, tante altre volte, con tante persone diverse a cercare ogni tipo di titolo, ma questa è un’altra storia.
O tante altre storie.
Love, Monigiri

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