I Druidi della Val d’Aosta

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I Druidi della Val d’Aosta

Vi è mai capitato di fare un viaggio da qualche parte e sentirvi indicibilmente e inspiegabilmente legati a quel luogo, dove non eravate mai stati prima? E se vi è successo, non vi è sembrato che quasi per magia, vi si dipanassero davanti come delle visioni, pronte per voi, che vi raccontavano cosa avevate davanti agli occhi?
Ora, lo so che potrebbe sembrare un gran trip mentale ma vi chiedo un attimo di fiducia perché tutto questo prenda senso.
E per stavolta no, non parlo di Cina. Vi voglio raccontare una leggenda.
La mia leggenda.
Quella che mi si è formata davanti agli occhi dopo aver letto alcune storie, dopo aver ascoltato alcune leggende, dopo aver respirato per la prima volta l’aria di un certo luogo in Val d’Aosta.

Vi fu un tempo in cui sulla montagna regnavano i Druidi.
Essi erano molto diversi da come possiamo aver appreso fossero in seguito: affatto pigri e dediti a pratiche ascetiche, erano abili commercianti e attivi insegnanti per tutta la popolazione che ne richiedesse l’assistenza.
La montagna era abitata da tante creature diverse: elfi dei boschi, creature ferine, mannari, uomini-orso, fate, e purtroppo, sempre più umani.
Gli umani non erano capaci di rispettare l’equilibrio dell’ambiente e così man mano, le altre creature si erano un po’ allontanate dalla montagna, invece di cercare di salvarla dalle intromissioni arroganti di questa specie così distruttiva.
I Druidi però erano rimasti lì, sia per i loro simili sia per le altre razze, e del resto, non si fa mai di tutta l’erba un fascio, c’erano anche umani buoni e capaci.
Nel tempo i Druidi avevano costruito scuole per gli umani che volessero evolversi e imparare a vivere in armonia con le altre creature, avevano creato mercati e luoghi protetti, affinché tutti potessero continuare a comprendere, coltivare e vivere secondo armonia ed equilibro.
Avevano preso accorgimenti anche per potersi proteggere da tutti quegli umani distruttori, creando luoghi protetti a cui si poteva accedere solo tramite portali e combinazioni segrete.
Nonostante tutte queste precauzioni, gli umani peggiori minacciavano sempre più le altre razze, che per quieto vivere, piuttosto che vedersi scatenare una guerra sotto gli occhi, si erano ancor più allontanate.
Ma i Druidi resistevano forti e fiduciosi, in virtù di coloro che volevano proteggere la Natura e di chi la abitava con rispetto.
Tuttavia se alla Natura continui a togliere, la Natura ti avvisa tante volte ma quando non ce la fa più, Essa riprende ciò che è suo.
In questo caso, la Natura si chiamava Montagna e la Montagna in questione era in realtà un Gigante Dormiente.
Anticamente aveva fatto un patto con gli avi degli avi degli avi dei Druidi protettori della Montagna, cioè del Gigante.
A furia di essere martoriato e depredato, si era infine svegliato e aveva brontolato non poco con il Sommo Druido della Confraternita della Montagna.


A nulla erano valse le spiegazioni e le suppliche di non far del male a tutte quelle creature che vivevano sul Gigante, perché per quelle che avevano fatto torti, ce n’erano altrettante anzi molte di più che facevano del bene.
Il Gigante però non ne volle sapere, non poteva stare più lì a farsi disturbare: voleva alzarsi e andare da un’altra parte, dove l’avrebbero lasciato in pace.
Ed ecco che mentre iniziava a sollevarsi, il lago che stava in cima alla montagna, franò giù e travolse il villaggio più in alto, senza possibilità di salvezza per nessuno.
Il panico pervase tutti i villaggi che costellavano il fianco del Gigante.
Fu allora che i Druidi presero una decisione che condannò la loro stessa esistenza.
Facendo appello a tutte le loro forze, innalzarono uno scudo magico a protezione di tutto ciò che sarebbero stato investito dal franare della cima della montagna.
Questo riparò per un po’ gli abitanti e salvò i loro villaggi, ma il Gigante aveva deciso di spostarsi e non avrebbe cambiato idea.
Così con le ultime forze rimaste, la Confraternita dei Druidi esaurì la propria magia per abbattere il Gigante: lo privarono della sua forza, sigillandola nella terra stessa, e svuotandolo di fatto del suo potere.
La montagna ricadde su se stessa, inerme e fredda, mentre dei Druidi, sparì ogni traccia, consumati dal loro stesso sforzo.
Si dice che non avendo più la forza magica di proteggere la montagna e i suoi abitanti, sparirono dalla vista dei semplici umani, andando a rintanarsi in quei luoghi che un tempo avevano creato per proteggere gli altri, ma che ora, servono a proteggere loro stessi.
Ma di tanto in tanto, alcune pietre si scaldano, altre si spostano, e forse, riponendole nella posizione esatta, qualcuno riesce ancora a entrare nei luoghi segreti dei Druidi.

Perché vi ho raccontato questa storia?
Perché forse la volevo solo condividere con voi, o forse perché quando il 21 e 22 novembre andremo insieme in Val d’Aosta (qui c’è il link!) e ci fermeremo a passeggiare a Barmasc, magari, troveremo delle pietre per un altro mondo, o un mercato nascosto.

E voi avete storie nascoste che i luoghi vi hanno raccontato?

 

Alessandra Zanetti – Furibionda

 

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