Editoriale: il rifugio della Fantasia

Sapevamo che non sarebbe stato facile e, puntualmente, le cose sono andate come immaginavamo. Ripartire dopo l’estate è sempre ostico perché dobbiamo passare dal calore delle lunghe giornate al ritorno dei cappotti e dei cieli carichi di non troppo velate minacce. Quest’anno, però, ripartire ha un significato più letterale perché riguarda riavviare le nostre esistenze dopo una primavera surreale.

Sapevamo che non sarebbe stato facile e lo stiamo testando giorno dopo giorno. Nuove regole, nuove abitudini, nuove paure. Viviamo in una costante altalena emotiva tra la volontà di superare questo periodo e le inevitabili ricadute legate all’attualità e al dibattito pubblico.

Sapevamo che non sarebbe stato facile e, anche a tale proposito, questo numero di ottobre ci spinge a una immersione nella salvifica fantasia e lo fa cogliendo l’occasione del centenario della nascita di Gianni Rodari, uno che di fantasia non solo se ne intendeva ma che ne ha generato dei veri capisaldi. Perché rifugiarsi nella propria immaginazione non è solo una evasione ma anche una iniezione di ottimismo e speranza. O, perlomeno, noi lo abbiamo sempre pensato.

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