Marinai, profeti e balene

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Marinai, profeti e balene

Se penso all’acqua penso al mare. E se penso al mare mi metto a canticchiare Pryntyl
Voglio parlarvi di musica e letteratura, di letteratura in musica e di musica letteraria. Vi voglio parlare dell’album Marinai, profeti e balene del 2011 di Vinicio Capossela.
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Probabilmente non riuscirò ad evitare toni da fan-girl nel parlare di Capossela, mi perdonerete, provo un misto di venerazione per l’artista e amore incondizionato per l’uomo.
Ma torniamo alla musica, e al Mare!
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Marinai, profeti e balene ha per me rappresentato il punto di comprensione di un artista che ad oggi venero. Io non ho una cultura musicale, purtroppo, non suono nulla e spesso nelle musiche cercavo giusto che fossero orecchiabili, ascoltavo e canticchiavo distrattamente con la radio. Poi quell’album.
In realtà sapevo già dell’esistenza di Vinicio Capossela, ma le sue canzoni che mi aveva consigliato un caro amico, ai tempi del liceo, non mi entusiasmarono sulle prime. Per quanto avessi grande stima del mio amico, per quanto volessi capire la sua esaltazione, nel parlarmi di questo artista, non riuscivo a capire.
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Poi ho sentito, alla radio, che avrebbe fatto una serie di brevi presentazioni delle canzoni dell’ultimo album, così mi sono messa ad ascoltarle (qui trovate i podcast se volete)… Parlava del libro di Giobbe, dalla Bibbia, di Lord Jim di Melville, di una versione alternativa della favola della sirenetta, solo che in questo caso, Pryntyl perdeva la voce “fumando e cantando”. Poi Richiami all’Odissea, a Balene che giravano l’Europa… C’era tanto mare in quelle canzoni, ma, soprattutto, c’era un mondo di letteratura!
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Io, ora come all’ora, mi perdo spesso fra le parole scritte, mi immergo nelle storie e ne bevo a grandi sorsate, come assetata di richiami mitici e riferimenti a culture vicine e lontane.
È stato amore. Ho ascoltato dell’ubriacatura di Polifemo, con una cantilena turbinosa che stordiva, ho provato la tenerezza del ritorno e dell’attesa di Penelope con un pianoforte lento e delicato.
Ho scoperto storie che mi hanno incuriosito e che poi ho cercato fra le pagine dei libri, per trovare le stesse emozioni che avevo trovato in musica.
Allora ho capito cosa poteva essere la musica per me, come poteva toccarmi e smuovermi nel profondo.
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Le storie.
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Storie che trasformate in musica esprimevano vento e onde e emozioni di smarrimento, in un turbinio di emozioni e suoni e storie che si mescolavano in un album fantastico. Album che mi ha, in qualche modo, spiegato come leggere questo straordinario artista. Col tempo ho recuperato tutti i suoi album, capito con quale linguaggio cantava, con quali note mi parlava.
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Se volete un po’ di musica e tanti spunti letterari a tema mare vi consiglio quindi la musica di Vinicio Capossela in Marinai profeti e balene. Cercate fra le note pagine che avete letto e fra le parole musiche che avete provato leggendole.
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Se vi piace leggere sono certa che mi ringrazierete per il consiglio… se invece già amate Vinicio amatelo con me!
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Baci (salati)
G.

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