Di Lu, del mare e del futuro

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Di Lu, del mare e del futuro

È arrivata l’estate, vacanze, sole, caldo, caldo, caldo… caldo.

Per togliermi dalla testa l’afa e pensare un po’ al mare che mi manca tanto, sono andata a rispescare il mio blu-ray di “Lu e la città delle sirene” (夜明け告げるルーのうた, Yoake tsugeru Rū no Uta ) uscito nel 2017, ad opera di Masaaki Yuasa e Reiko Yoshida.
Cercherò di mantenere i dettagli al minimo per chiunque non lo abbia ancora visto, parlandovi piuttosto di quello che mi ha lasciato. Prendiamola un po’ come una sorta di “Ponyo per i più grandi” dati i temi in comune. Lu è una bimba sirena molto kawaii, che vuole diventare amica di tutti gli abitanti della cittadina marittima di Hinashi, ma questo è solo l’inizio.

Il film inizia con Lu che fa la conoscenza di Kai, un adolescente che ha avuto non poche difficoltà, abbastanza schivo e malinconico. Poi incontra la band di quest ultimo, i SEIREN, composta dai compagni di classe Yuho e Kunio.

La città di Hinashi ha sempre avuto un forte legame con la leggenda delle sirene, costellato però da ammirazione quanto da odio, ed è qui che il film cerca di dare il suo meglio.
Perché se da una parte abbiamo una buffa bimba che vuole avere degli amici grazie alla musica, un’animazione particolare, un po’ super deformed, un po’ strana e un po’ esilarante, dall’altra parte c’è tanto da considerare.

A partire dalle difficoltà dei tre ragazzi, Kai che non riesce a comunicare ciò che vuole davvero, stretto tra un nonno cauto e traumatizzato e un padre talmente iperprotettivo da soffocare involonariamente le aspirazioni del figlio; Yuho che subisce le pressioni dell’azienda di famiglia e della posizione di suo nonno come sindaco e infine Kunio che abita solo con suo nonno nel tempio. Tutto ciò unito ai problemi classici dell’adolescenza, rendono i protagonisti dei personaggi tutt’altro che piatti.

Poi abbiamo i conflitti interni in città, tra cui la necessità di modernizzare e incentivare l’immagine di Hinashi, rappresentata dagli sforzi per aprire e far crescere in popolarità il luna park locale. C’è però paura che con una forte spinta esterna, i residenti possano perdere la loro vita e le loro tradizioni così come li conoscevano, che il paesaggio venga irrimediabilmente cambiato e la natura danneggiata.
Infine torna prepotente la diffidenza, se non l’odio, verso ciò che non si conosce. Nel corso dei secoli le sirene sono state sì rispettate, ma anche accusate di aver portato via le persone care agli abitanti. Quando il mondo scopre la verità su Lu, la piccola sirena viene sfruttata per introiti, ma a seguito di alcuni incidenti, tutti i vecchi risentimenti torneranno a galla nel modo peggiore possibile.

Sotto i colori, le musiche, il divertimento e la bellezza del mare, sorge ancora una volta una domanda. Quale sarebbe la nostra scelta, davanti a dilemmi simili? Mostrare a tutti chi siamo veramente, aiutare qualcuno, prendere il proprio futuro e non mollarlo mai, fare la cosa giusta.
Lu ci ha fatto sorridere e ballare, ma senza farci dimenticare che le singole decisioni hanno un peso, e che possono portare grossi cambiamenti, nella nostra vita e in quelle degli altri.

Avete già visto il film? Vi consiglio di recuperarlo, fatemi sapere se vi è piaciuto!

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