Una Frase che fa paura.

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Una Frase che fa paura.

“Quand’è che la finirai di giocare e ti troverai un lavoro vero?”

Eccola lì, la Frase. Quella con la F maiuscola, perché si differenzia dalle altre che ricevi costantemente da tutte le altre persone, tutti i giorni, tutte le volte che possono. Sei abituato a quelle frasi, alle sensazioni che esse ti lasciano addosso come un fetore ripugnante dalla quale è difficile liberarsi. Ci vuole un bel po’ di sapone per togliere quella puzza, ma dopo un po’ ci fai il callo e sai rispondere a modo, coprendo quell’odore nauseabondo con un profumo che sa di certezza. Ma con la Frase non è così semplice. Con la Frase non ti abitui mai, non esiste profumo che possa coprirne l’odore che sparge, perché è di un altro tipo. Un tipo che fatichi a combattere…l’odore della paura.

Ogni attore, scrittore, pittore, cantante o qualsiasi artista di qualsiasi campo in generale ha paura. Non dei mostri o del buio, nemmeno della morte visto che è conscio di divenire immortale grazie alle opere che lascia dietro di sé. No, l’artista ha paura di quella frase, che sbuca fuori dal nulla quando è più vulnerabile, debole, con la guardia abbassata. Una subdola sequenza di parole messe insieme quasi volutamente, intrise di un’ignoranza dettata da qualcosa che esula fuori dall’ordinario, da un percorso prestabilito che tutti pretendono che tu, scheggia impazzita di un ingranaggio ben oliato, segua precisamente fino alla fine. E molte volte quella maledetta frase viene detta da qualcuno che ti è vicino, un membro della tua famiglia o una persona amata, che non riesce a capire quella tua scelta. O peggio, non vuole capirla…e non è interessato a farlo. E diventa ancor più dolorosa, più terrificante. Perché vorresti che almeno loro capissero, che accettassero il mestiere che hai, che ti rende ciò che sei. Ma non accade, non oggi.

E il copione si ripete: Stringi i pugni sotto il tavolo e abbassi lo sguardo atterrito, impotente di fronte all’ennesima fuoriuscita improvvisa e inaspettata della Frase. Nascondi il volto impaurito e colmo di rabbia per non far notare all’altro che ha centrato il punto, esattamente dove fa più male e sanguina maggiormente. Una stoccata precisa e letale. “Ma perché mi fa tanto paura?” ti ritrovi a pensare mentre cerchi di ricacciare le lacrime nervose dentro di te, debole come un bambino di fronte al buio.

La risposta la sai già: perché una parte di te pensa che vi sia del vero all’interno di quelle parole. Perché forse hai sprecato buona parte della tua vita a studiare, preparare, ottimizzare un’arte che non serve a nulla nella vita, che non ti porterà mai un tetto sulla testa, il cibo nel piatto o la possibilità di toglierti qualche sfizio quando ne hai voglia.

Una parte di te ha paura a pensare di aver perso tempo a sognare.

Ma poi ricordi. Ricordi perché hai scelto quella strada, perché hai abbracciato quel sogno e hai detto a te stesso “questo sarà il mio lavoro.”. Ricordi l’eccitazione e l’impegno che mettevi mentre ti preparavi e studiavi ogni aspetto della creazione, riversando su di essa tutto il tuo amore. Eccolo lì, il primo momento in cui hai reso felice una folla di persone che lodano il tuo lavoro! Le frasi e le analisi entusiaste di coloro che hanno ritrovato nella tua arte un modello d’ispirazione, una spinta a dare una svolta alla loro vita. E ti ricordi anche della prima gratifica economica che ti è arrivata, ottenuta con gli sforzi compiuti dal tuo amato mestiere.

Ma più di tutto questo, oltre ogni momento rimasto impresso nella tua memoria, c’è un sorriso. Un sorriso stampato sul volto di colui che ti guardava riflesso nello specchio, mentre prendevi finalmente coscienza di chi volevi essere. Lo stesso sorriso che rivedi ogni mattina quando ti svegli e che concilia il tuo sonno mentre vai a dormire.

E’ la paura svanisce, la Frase non spaventa più. Lo spirito si rilassa e alzi finalmente gli occhi contro il tuo spauracchio. Gli vorresti dire tante cose, alcune molto brutte, altre più spaventose di quello che ti rivolgono sempre quando meno te lo aspetti. Ma non lo fai, non ne hai bisogno. Tu non sei un dispensatore di paura, tu la cancelli. Tu porti felicità a chi finge di possederla, mentre in realtà annega in un mare di paura che circonda la loro vita. Lo guardi…e sorridi sereno di fronte a lui.

“Lo farò quando tu e tutti gli altri sarete finalmente felici, e non avrete più bisogno di dire quella frase.”

Un giorno arriverà quel momento, ma non oggi.
Nel frattempo, continua ad affrontare la paura con il tuo sorriso.

Attore Novizio al tuo servizio.

 

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