Storie di fantasmi tra le vie di Edimburgo

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Storie di fantasmi tra le vie di Edimburgo

Una delle mie città del cuore nasconde centinaia di storie di fantasmi. Camminando per le sue strade, soprattutto al tramonto o nelle giornate di pioggia, infilandosi nei vicoli stretti dalle pietre scure, Edimburgo risuona di misteri e di leggende. E proviamo a raccontarvene alcune.

Si dice che Edimburgo sia una delle città più infestate al mondo, e non è raro incontrare qui gruppi di cercatori di fenomeni paranormali. Simbolo della città, il Castello arroccato sulla collina è abitato da decine di fantasmi: sono i prigionieri che morirono tra le celle delle sue segrete.

Ma c’è un luogo meno famoso ma più infestato ancora: è il cimitero di Greyfriars. La storia più importante riguarda il mausoleo di George MacKenzie di Rosehaugh, un avvocato di Carlo II d’Inghilterra, morto nel 1961 e sepolto nel Black Mausoleum insieme ai resti delle sue stesse vittime – perseguitò infatti per conto del re più di 18.000 presbiteriani, fatto che gli valse il soprannome di Il sanguinario. Numerosi gli episodi sinistri accaduti proprio al mauseleo, e uno di questi riguarda persino un esorcista, morto nel periodo in cui tentava di risolvere i misteri legati a quel luogo. E se invece sentite abbaiare  Accanto al cimitero vedrete la statua di un cane… è Bobby, un fedele Skye terrier che vegliò sulla tomba del padrone per ben 14 anni. Alcuni dicono che sia ancora lì a vegliare, in forma di fantasma.

Lo sentite il suono di una cornamusa? È il Lone Piper! La leggenda è raccontata bene da Stevenson, nel libro Edimburgo, Tre passeggiate a piedi:

“Una diceria popolare parla di un passaggio sotterraneo tra il castello e Holyrood, e di un audace suonatore di cornamusa delle Highlands che si offrì volontario per esplorare i suoi meandri. Vi entrò dall’ingresso superiore, suonando una danza popolare; e i curiosi la ballarono dietro di lui giù per la strada, seguendone la discesa al suono della melodia che proveniva da sottoterra; fino a che, all’improvviso, pressappoco all’altezza di St. Giles, la musica si interruppe bruscamente e la gente per strada si fermò confusa con le mani levate al cielo. Se morì asfissiato dai gas, annegato in una pozza fangosa, o se fu rimosso dalla vita terrena dal demonio in persona, rimane ancora da capire; ma il suonatore di cornamusa non si è più visto né sentito da quel giorno. Forse vaga nell’Altro Mondo, e un giorno, quando meno ce lo aspetteremo, magari gli verrà voglia di tornare a visitare il mondo illuminato dal sole.”

Il Royal Mile nasconde altri fantasmi oltre quello del suonatore: sono le streghe bruciate al rogo nel corso del XVII secolo per mano di Giacomo VI di Scozia, insieme ai poveri abitanti della “Edimburgo sotterranea” (che è possibile visitare!).  Nel 1645 Edimburgo fu colpita da una grave epidemia di peste, e il quartiere di Mary King’s Close fu uno dei giù colpiti, tanto che si dice che alcuni malati furono murati vivi dentro le case per evitare che il contagio si diffondesse in città. Qui il fantasma più famoso è quello di Annie, una bambina di 5 anni a cui i visitatori lasciano in dono giocattoli di vario tipo. Se non avrete timore di incontrare fantasmi, vedere bambole in un sotterraneo buio e abbandonato sarà comunque un’esperienza inquietante.

Ma ritornando alle streghe… anche il North Bridge nasconde storie di stregoneria e maledizioni. È noto infatti come Ponte del diavolo, o Ponte dei morti, e non tutti amano ancora oggi attraversarlo a piedi. Originariamente il ponte attraversava il Nor Loch, una palude in cui venivano gettate le donne accusate di stregoneria. All’inaugurazione del “nuovo ponte”, alla fine del XIX secolo, nessuno voleva attraversarlo per primo, e il compito fu simbolicamente affidato a un’anziana donna di ben 100 anni. La donna morì il giorno prima dell’inaugurazione. Per evitare che tutti pensassero a una maledizione, si dice che finsero che la donna era ancora viva, e posizionarono il suo corpo all’interno di una carrozza. Scoperto l’inganno, il ponte fu denominato Ponte dei morti.

Anche i due punti panoramici della città, Calton Hill e Arthur’s Seat, hanno le loro leggende. La prima collina si dice abitata dal fantasma di un bambino, The fairy boy of Leith, che, nel Seicento, era in grado di vedere le fate. Ogni giovedì a mezzanotte saliva a Calton Hill e suonava un tamburello per loro, ma una notte non riuscì a essere presente all’appuntamento e le fate… non la presero molto bene.

Arthur’s Seat invece, la collina vulcanica che si può vedere accanto ad Holyrood, sembra essere un antico drago addormentato… attenzione a non svegliarlo! Non è l’unica storia legata ad Arthur’s Seat: una vicenda di cronaca ben più creepy riguarda il ritrovamento di 17 minuscole bare contenenti 17 bambole in legno, che si possono vedere al Museo Nazionale Scozzese. Forse legate ai delitti di William Burke e William Hare, i famosi procacciatori di cadaveri che nel 1800 compivano omicidi per fornire corpi freschi per gli studi del medico anatomista Robert Knox: forse sono stati loro a seppellire queste effigie al posto dei corpi delle loro vittime per garantire riposo alle loro anime?

Tra leggende, cronache e realtà, Edimburgo offre tantissime storie di paura da raccontare agli amici di ritorno da un viaggio.

Fantasmi a parte, se volete scoprire Edimburgo insieme a noi, potete farlo dal 18 al 22 di ottobre. Non vedremo solo Edimburgo, ci spingeremo un po’ più a nord nelle Highlands e fino al Lago di Lochness. Un altro luogo di leggende… ma di questo ne parleremo un’altra volta.

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