Editoriale: chi vuole danzare con le streghe?

Ci si spaventa o si ha paura.
Come ci si innamora o si ama.
Le sfumature fanno sempre la differenza, non dobbiamo mai sottovalutarle, come non dobbiamo mai dimenticarci i piccoli particolari.

Sobbalzare per un rumore improvviso, per una chiamata che non ci aspettavamo, per qualcosa che entra d’un tratto nelle nostre vite, ci lascia l’ombra di un batticuore e una risata sulle labbra.
Poi sfuma, scomparendo.

La paura, invece, è più forte e più aggressiva. Può bloccarci, impedendoci di raggiungere i nostri obiettivi.
Ci entra nelle vene e offusca la ragione, a volte ostacola la nostra capacità di goderci la vita per quello che è, di assaporare la bellezza della varietà del nostro mondo.

Abbiamo certo bisogno di spaventarci, abbiamo anche bisogno di avere paura ma dobbiamo fermarci e osservare ciò che abbiamo davanti; solo perché non lo conosciamo e non lo comprendiamo ancora non per forza significa che sia una minaccia.
L’ignoto non sempre ci ferisce, l’ignoranza sì.

Siate curiosi, siate aperti e aprite bene gli occhi.
Così, invece che metterle al rogo, potremo danzare tutti quanti con le streghe intorno ad un falò che brucia nella notte buia.

Finalmente, poi, ci sentiremo davvero vivi e la nostra casa non avrà confini così come la nostra mente.

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