L'amore è di tutti

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L’amore è di tutti

Presto due persone, a me molto care, si prenderanno un impegno per la vita l’una nei confronti dell’altro. Poco importa che io stia parlando di Caino e Abelarda, davvero non è questo il punto. Il punto è che entrambi non hanno mai smesso di cercare l’amore, si sono trovati per caso e non sono più riusciti a lasciarsi la mano, fino a decidere di fare il grande passo insieme.

Che siano stati fortunati ad essersi trovati, non lo metto in dubbio, che la vita li abbia messi sullo stesso cammino, dopo aver passato l’inferno, penso sia stato quasi un miracolo. Il punto è che si sposeranno a fine mese e io non potrei essere più contenta. Sarò Testimone di un evento che segnerà la loro vita, ma anche la mia, un evento da non poter dimenticare proprio.

Trovo emblematico che abbiano deciso di celebrarlo in questo particolare mese, forse non lo sanno che è il mese Arcobaleno, non so se diano peso a queste ricorrenze, ma ci tengono, tengono a me, alla mia sessualità e non sono mai stata esclusa dalle loro vite per questo. È fin troppo facile in questo mondo puntare il dito contro ciò che è diverso da noi, dalla cosiddetta “normalità”, è proprio questo il motivo per cui abbiamo bisogno di movimenti di questo genere perché man mano ci stiamo riscoprendo, stiamo scoprendo le nostre peculiarità e abbiamo i mezzi per condividerle, anche se altrettanti usano questi stessi mezzi per sopprimerci.

Cardinale e suora (Abbraccio), olio su tela di Egon Schiele

Credo fermamente che l’amore, per quanto possa essere soggettivo, si basi su tre fondamentali concetti: il rispetto, la fiducia e la crescita personale. Non parlo solo di amore coniugale, ovvio. L’amore è “praticabile” nel nostro piccolo anche nei confronti delle cose, degli animali, della comunità, di ogni cosa. Ecco perché vi racconto di questa esperienza che ho visto in prima persona, perché trovo importante parlare dell’amore, anche se è l’argomento più trattato in qualsiasi ambito letterario e artistico. Amore è rispettare il prossimo, è rispettare noi stessi, le nostre scelte, la nostra indole, è vita nel senso più ampio possibile. O, almeno, lo è per me.

Ecco dove colloco il mese del pride, in un angolo nascosto del nostro cuore che troppo spesso nascondiamo per paura del giudizio e del rifiuto, ma se qualcuno ci ama davvero saprà andare oltre quelle che possono essere le sue aspirazioni nei nostri confronti, nel pieno rispetto della persona che siamo. Queste due persone di cui vi narro, hanno trovato il modo di amarsi nella piena consapevolezza dei loro pregi, ma soprattutto dei loro difetti. Non esistono relazioni perfette, in cui non ci siano conflitti, ma la forza che ci permette di andare oltre le incomprensioni e le divergenze è proprio l’amore.

“l’amor che move il sole l’altre stelle” – Dante Alighieri, Paradiso, Canto XXXIII vv. 145

Dante e Beatrice contemplano l’Empireo (Paradiso – Canto trentunesimo), incisione di Gustave Doré

Sono sempre stata riluttante nei confronti del matrimonio, ho sempre creduto fin troppo poco in questa istituzione, ma non nascondo che ora li guardo ammirata. Sì, ammirata, perché non si sono mai fermati di fronte ad un’apparenza, ad una parola non detta o ad un problema. Quello che ho visto crescere in loro è stato un amore con la a maiuscola. Una piccola oasi felice, in questo mondo gramo che stiamo condannando alla sterilità. Forse non hanno mai smesso di cercarsi, consapevoli o meno, non hanno mai smesso di darsi una possibilità, di amarsi e di essere amati.

Credo sia davvero difficile arrivare alla loro età e decidere di buttarsi nuovamente in una relazione, le incognite sono tante, invece hanno superato tutto con un coraggioso balzo a piè pari verso l’ignoto. Non voglio tessere le loro lodi solo perché si sono trovati, voglio solo raccontarvi che cosa io vedo in loro, nel loro amore, nella loro speranza, nella loro capacità di ammettere i propri errori, perdonarsi e proseguire, di darsi una possibilità, sempre. Mi viene da chiedermi se non ci amiamo abbastanza. Io non l’ho mai fatto, per esempio.

L’amore è complicato. Le parole stesse lo sono, rischiamo troppo spesso di trovarci in situazioni complicate con chi amiamo per pure difficoltà comunicative. Io stessa sono una frana, non sono in grado di usare le parole, per questo scrivo. E vi racconto di un amore che non ha tempo, che non è nato al liceo, ma ad un tavolo di un bar, assolutamente per caso, in cui due esseri umani hanno creduto l’uno nell’altra dal primo momento in cui si sono visti. Ecco cosa vi chiedo, che mi chiedo: di darci questa possibilità, di credere che l’impossibile possa sempre capitarci, di non smettere di credere mai all’amore. Ma soprattutto di non smettere mai di amare noi stessi, perché il gioco, è tutto lì.

Quello che auguro ad ognuno di voi, poco importa che siate gay, lesbiche, transessuali, bisessuali, genderfluid, asessuali, aromantici, poliamorosi, pansessuali, nonbinary, ecc , è che possiate trovare un amore come quello di Caino e Abelarda che si confaccia a voi, perché quello che ho visto in loro è tanto puro quanto l’acqua cristallina o la rugiada del mattino. Un amore che sia solo amore, senza costrutti sociali, dettami o imposizioni, ma che sia spontaneo e libero.

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