I cinque sensi del leggere

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I cinque sensi del leggere

Leggere non è un’esperienza legata solamente al sentimento e all’intelletto, non è solo la nostra immaginazione ad essere coinvolta nella lettura. Il nostro corpo continua a essere lì con noi. Continua a respirare, a sentire caldo o freddo, odori e sensazioni fisiche. Talvolta queste sensazioni restano indissolubilmente legate al libro che teniamo fra le mani. È una parte fondamentale del leggere trovare un luogo idoneo a questa attività. Una comoda poltrona, un punto luminoso, una copertina d’inverno o un po’ d’ombra d’estate. Perché leggere è uno dei momenti di massimo rilassamento che una persona possa concedersi.

Come ci si prepara a partire per un viaggio, anche per leggere piacevolmente bisogna in qualche modo prepararsi. Ci sono molti modi per mettersi comodi, a volte non ci si riesce, allora ci accontentiamo di metterci, “stabili”. Così leggiamo appoggiandoci da qualche parte in piedi sul treno e ci abbandoniamo comunque alla lettura. Diventa anche un modo per sfuggire alla calca. Talvolta quella particolare condizione di lettura rimane legata alle pagine che leggiamo, sia per un episodio che lega la nostra vita reale a quello che stiamo leggendo, sia perché un odore forte ci accompagnava durante la lettura. Non so voi, ma nel corso del tempo alcune sensazioni fisiche si sono legate ai libri che ho letto.

Per esempio, l’odore dell’erba umida, in un pomeriggio d’estate mi ricorda Piccole Donne, letto per ore da ragazzina stesa a terra all’ombra di un grande albero nel parco, con un vociare giocoso tutto attorno che non mi infastidiva, ma mi accompagnava nella lettura come una musica leggera.

O l’odore estivo che sa casa mia, con quell’aroma caldo di legno che impregna il giro scale, quando teniamo chiuse le finestre per ripararci dal caldo torrido della pianura padana. Quell’odore mi ricorda i miei pomeriggi di punizione, quando leggevo di nascosto Harry Potter. Ai tempi la mia punizione principale era togliermi il privilegio di poter leggere, così, come qualunque ragazzina cocciuta, alla prima occasione sgattaiolavo a prendere il libro, lo leggevo con le orecchie tese per cogliere se qualcuno stava rincasando, seduta sulle scale, per poter correre giù più velocemente possibile e non farmi cogliere con le mani nel sacco! Ancora oggi quando sento quell’odore, d’estate, mi vengono in mente episodi del libro e quel senso di proibito e pericolo che provavo in quella semplice trasgressione.

Per non parlare delle forti sensazioni provate leggendo King, ma non parlerei proprio di relax in quel caso, e poi ve ne ho già parlato qui.

I tre moschettieri li ho letti in brevi pause con il sole a picco nel mio giardino di casa, con l’erba secca che mi pungeva la pelle attraverso l’asciugamano.

Mentre il caldo del termosifone acceso le prime sere d’autunno mi ricorda di quando ho letto per la prima volta Cime Tempestose, preso in prestito dalla piccola biblioteca del mio liceo. Una delle memorie più nitide della mia sfocata adolescenza di solitudine.

Poi, non è proprio relax, ma ricordo l’avvolgente poltrona davanti al caminetto acceso che mi accoglieva mentre leggevo gli ultimi capitoli di Cecità di Saramago. Poltrona che mi ha coccolato anche i 15 minuti successivi, quando sono rimasta a fissare il vuoto con il libro stretto al petto una volta finito, in preda all’angoscia.

Ricordo come ero distesa a letto a piangere a dirotto ad un particolare capitolo di Incompreso. Lacrime scendevano copiose sul cuscino appallottolato sotto di me, mentre battevo forte le palpebre per continuare a leggere nonostante lo sguardo appannato. Abbracciata da pesanti coperte che, in qualche modo, cercavano di consolarmi, cingendomi le spalle.

Ogni libro ha così un suo odore e un suo suono, una sua temperatura, una sua luce e un luogo che mi ha accolto mentre lo leggevo. Più o meno comodo. Più o meno mio. A casa o ospite. All’aria aperta o fra quattro mura. Si legge con tutti i sensi, con tutto il corpo. Le storie importanti ci restano così addosso con maggiore forza. Aggrappate a noi e a tutti i 5 sensi che abbiamo usato mentre le facevamo nostre, in una unione intima e completa. Voi ricordate qualche libro quando sentite un odore particolare? O una luce insolita vi batte sugli occhi? o quando sprofondate in una certa poltrona a casa d’altri?

Raccontatemi con quali altri sensi avete letto i vostri libri del cuore.

Baci

G.

 

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