Giovani Anime Frontiere Selvagge: intervista a Matt Aster

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Giovani Anime Frontiere Selvagge: intervista a Matt Aster (parte 1)

IL NUOVO FORMAT DI INNTALE

Nel panorama del GdR italiano, è emerso da ormai più di un anno un gruppo di giocatori affiatati e pieni di idee. Stiamo parlando dei ragazzi di Inntale, che sul loro canale YouTube portano sia una campagna fantasy di Dungeons&Dragons, Luxastra, di cui i fan stanno attendendo impazientemente la terza stagione, che molti altri contenuti riguardanti l’intero mondo dei giochi di ruolo!

Durante questa lunga quarantena, però, il gruppo ha iniziato un nuovo format in live su Twitch: Anime Selvagge, ovvero una mini-campagna di otto sessioni, ambientata in una cittadina della Costa Azzurra, nella calda estate del 1997. I protagonisti sono quattro adorabili ragazzini di 12 anni pieni di energia, che si cacciano in qualche guaio e cercano di risolvere misteri! Un vero tuffo nel passato che farà morire di nostalgia chi ha vissuto quegli anni, con continui riferimenti ad elementi della cultura del tempo: dalla musica, ai giocattoli, passando per il modo di vestire.

Personalmente, ho trovato la trama curiosa, avvincente e coinvolgente. I personaggi – sia quelli dei giocatori, che quelli del Master – sono ben curati nella caratterizzazione e soprattutto nell’interpretazione.
E non sono l’unica a pensarla così: questa nuova mini-serie ha suscitato moltissimo successo anche tra il pubblico, generando un vero fenomeno di cosplayer e fan art dei personaggi, che ha riempito il feed Instagram per otto settimane, tanto da guidare i ragazzi di Inntale alla decisione di pubblicare un fumetto sulle avventure di Anime Selvagge!

Non mi dilungo oltre, perché ho il piacere di avere qui la mente di questa campagna di successo e sono molto curiosa di scoprire qualcosa di più riguardo ai retroscena.

INTERVISTA A MATT, IL MASTER

Ciao Matt! Innanzitutto complimenti per Anime Selvagge, che è andato sorprendentemente bene, nonostante fosse qualcosa di molto diverso da quello a cui avete abituato i vostri fan, sia come sistema di gioco che come tematiche e ambientazioni. Avete deciso assieme questo genere di campagna o si sono affidati completamente alla mente del master?

Ciao Giada! Allora, come per ogni cosa di Inntale, è stato assolutamente un gioco di squadra: insieme abbiamo fatto “di necessità virtù”: con tutta la questione della pandemia abbiamo dovuto rallentare enormemente il nostro piano lavorativo, quindi chiacchierando ci siamo detti: perché non provare a fare un esperimento su Twitch? Non avevamo particolari pretese da questo format e proprio per questo siamo stati noi stessi i primi a sorprenderci per tutto l’amore e l’affetto che è stato dato a questa storia! Per quanto riguarda invece il gioco in sé, quindi la trama, il modulo di gioco, eccetera, su quello sono stato io a insistere. Ho spinto su Savage World perché lo trovo un ottimo manuale, di facile comprensione. E soprattutto perché dà una libertà narrativa pressoché assoluta, ti permette davvero di ambientare dalla preistoria al futuro fantascientifico! Puoi fare qualsiasi cosa ti passi per la testa!

Invece per quanto riguarda la storia in sé, quindi la trama che hai creato: io personalmente ho apprezzato tantissimo la scelta di portare dei ragazzini negli anni ’90, hai tratto ispirazione da qualcosa a livello di serie tv, racconti o altro?

Allora, la storia l’ho inventata tutta io. Diciamo che all’inizio, quando ci siamo detti di portarlo su Twitch, ho chiesto ai ragazzi che sapore volessero dare all’avventura: se horror, o un altro fantasy; però tutti eravamo abbastanza propensi a portare qualcosa di diverso da Luxastra. Infatti, è stata anche una sfida personale riuscire a portare un’ambientazione totalmente lontana da quello che abbiamo mostrato con Luxastra, quindi appunto moderna, realistica, con del paranormale… che però poi si scopre non essere paranormale! E da qui, infatti, arriva l’ispirazione: partendo dal più ovvio che sono i Goonies e Stranger Things, perché se si parla di avventure vissute da gruppi di ragazzi di quell’età, questi sono i primi titoli che vengono in mente… però forse la cosa a cui mi sono ispirato di più è stato proprio Scooby Doo!

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