Giovani Anime Frontiere Selvagge: intervista a Matt Aster (parte 2)

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Giovani Anime Frontiere Selvagge: intervista a Matt Aster (parte 2)

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L’INTERVISTA CONTINUA 

Perché Saintes-Maries-de-la-Mer come ambientazione? In questa cittadina della Costa Azzurra ci sei mai stato?

No, non ci sono mai stato, se non attraverso racconti di altre persone, però… diciamo che si scoprirà!
C’è un motivo molto molto specifico per cui ho scelto Saintes-Maries! Anzi, possiamo quasi dire che non sono stato io ad averla scelta, ma è stata Saintes-Maries a scegliere me! Diciamo che durante la fase dell’elaborazione del pensiero e di costruzione della storia, l’altra opzione era Fossombrone delle Marche… e anche lì: perché così specifico? Ci sono dei motivi ben precisi!

Ci sono delle ricerche, insomma, da parte del Master!

Esatto! Mi sono un po’ informato su determinate cose: miti, leggende, usi, costumi. E sono arrivato al punto in cui ho capito che quella sarebbe stata la scelta più adatta. Tagliandomi anche le gambe, perché non avendo mai studiato francese e le mie pronunce erano abbastanza raccapriccianti!

Beh, te le perdoniamo di sicuro, viste le interpretazioni che hai fatto dei vari personaggi! Tutti hanno adorato la fantastica nonna di Charlie, così come Max, che è diventato il nostro eroe, alla pari dei protagonisti. E poi anche l’interpretazione dei vari genitori, fino ad arrivare al culmine: quella dell’ultima puntata è stata veramente magistrale e ha fatto emozionare molti spettatori. Ma di tutti questi personaggi che hai interpretato, ce n’è qualcuno a cui ti sei affezionato di più?

Io in realtà vedo ogni personaggio come un figlio, quindi sarebbe come chiedere a un genitore quale sia il suo figlio preferito: è una domanda a cui non posso rispondere… sono io ad aver dato loro vita e sofferenza in questo mondo, quindi non posso amare qualcuno più degli altri. A livello interpretativo poi è un’altra questione. Ad esempio, l’interpretazione di Chastel, che è appunto questo personaggio tragico e maledetto dalla sua stessa esistenza, è stata dolorosa, ma quel genere di male che si accetta e fa quasi piacere provare. Poi Max è stato anche per me una bella scoperta, perché non pensavo avrebbe avuto dei risvolti così interessanti o che avrebbe riscosso così tanto interesse! Così come le famiglie, io non le avevo approfondite troppo, perché mi aspettavo rimanessero sullo sfondo, come in qualsiasi ambientazione di ragazzini di quest’età! Invece i ragazzi hanno avuto il desiderio di interagirci molto e sono stato contento, sono usciti fuori dei personaggi molto belli. Ad esempio, quello che mi ha dato più soddisfazione forse è stato il padre di Aubery, che è partito come uno dei genitori più odiati e poi invece, quando si è capito il suo punto di vista, è diventato uno dei più interessanti!

 

Vero! Provo a farti sbilanciare, invece, sui quattro protagonisti: c’è qualcuno che hai preferito a livello di caratterizzazione dei personaggi e che avresti voluto interpretare?

Domanda interessante! Secondo me ognuno ha avuto i suoi punti di forza, partendo da Gaston con la sua saccenza tipica del bambino “sapientino” che ci tiene a far sapere a tutti la sua genialità, passando per l’energica, forse anche troppo, Charlie, che ha talmente tanta fretta di parlare da sbagliare i termini; la distruttiva Aubery con la sua energia, che ha difficoltà a convogliare… e l’altrettanto distruttivo Frank! Erano tutti personaggi che sin da subito mi avevano interessato, ognuno secondo me era già carino quando li hanno scritti, ma poi hanno preso vita in maniera incredibile. Li ho trovati identificativi nel bene e nel male. Anzi, sono del tutto convinto che la parte più interessante di questi personaggi non siano tanto i pregi quanto i difetti!

Sì, soprattutto perché stavano interpretando dei preadolescenti, quindi è l’età in cui i difetti caratteriali effettivamente esplodono e si mostrano agli altri. Sono stati davvero bravissimi! Però non ti sei sbilanciato, alla fine…

Anche qui è difficile sbilanciarsi, non sono padre di questi personaggi, ma sono lo zio che li vizia! E quindi anche qui, come faccio a sceglierne uno preferito? Forse per la sua tenerezza, direi Charlie. Cioè, aver interpretato i suoi genitori, mi ha fatto venire voglia di abbracciare Sara in certi momenti! Ma non di meno con Frank, secondo me il rapporto tra lui e la madre è stato il più intenso. C’è stato uno sviluppo di interazioni diverse, in cui siamo passati da momenti molto belli, affettuosi, come la madre che gli sistema la ferita sotto la garza, che cerca affetto da questo figlio un po’ disgraziato, a momenti molto intensi, come quando gli dice: “io non sto facendo la cosa giusta, sto facendo la cosa migliore per te!”. L’enorme sacrificio di questa madre nei confronti dell’unica gioia che le è rimasta nella sua vita, è stato davvero un momento forte. Ecco, penso che lei sia stata il genitore che mi ha fatto provare sentimenti più intensi.

Cambio totalmente argomento: visto che siete passati da un format su Youtube, con puntate già registrate e tagliate, a un format live su Twitch in cui giocate quattro ore di seguito davanti a migliaia di persone, questo ti ha messo in qualche modo pressione o disagio?

No, in realtà no. Comunque ormai sono abituato alla piattaforma e alle live, anche se per altri contenuti, quindi sono andato assolutamente tranquillo. E poi quando mi siedo al tavolo di gioco non sono Matt, sono il Fato, il Destino Beffardo, e mi sento alienato da qualsiasi situazione. Quindi non è stata menomante come esperienza, anzi è stata interessante perché abbiamo avuto la possibilità di mostrare come sono le nostre giocate al cento per cento. Spero di aver svelato un lato di noi inedito e soprattuto aver dimostrato che una sessione non può rimanere sulla cresta dell’onda per quattro ore di fila, ci devono essere fisiologicamente dei momenti morti. Ma penso anche di aver avuto un bel ritmo, costante e abbastanza alto. Poi ti faccio questo spoiler: data l’ottima risposta che abbiamo ricevuto su Twitch, abbiamo intenzione di mantenere questa iniziativa in futuro. Certo, quando inizieranno le registrazioni su Luxastra quello avrà priorità assoluta, ma qualora fosse possibile vorremmo proseguire anche questa avventura su Twitch… quindi adesso avete visto questo prodotto in cui però ognuno di noi registrava da casa propria. Quando potremo farlo seduti allo stesso tavolo, comunque in diretta, ma senza i problemi dei microfoni e con la stessa qualità video per tutti, sono sicuro che sarà ancora più godibile!

A proposito del prosieguo della vostra avventura su Twitch, tra pochissimo partirà la campagna di Vampiri con Gianandrea Muià come Master, ma noi ti vedremo comunque al tavolo come giocatore?

Purtroppo non posso ancora dire nulla di questa campagna! Quello che sarà Vampire: the Masquerade ve lo lascerò scoprire nei prossimi giorni!

Va bene, allora attendiamo di scoprirlo! Grazie mille, Matt!

Di niente, è stato un piacere!

 

 

 

 

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