Felisi e Contenti

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Dimenticate il primo ministro della Malesia: rilassatevi per davvero

Per essere sempre Felisi&Contenti si possono fare molte cose.
Una tra tutte è ascoltare musica.
Perché la musica rende più felici (o un po’ più Felisi nel mio caso).

Molti studi ci dicono che ascoltare musica migliora l’umore e porta numerosi effetti benefici, sia sulla psiche che sulla salute. Insomma fa bene, ecco.
Ma come funziona?
In questo mese dedicato al relax ho deciso di approfondire un po’ l’argomento legato alla neurochimica della musica, per provare a capire in che modo essa agisce sul nostro stato d’animo e come. Per farlo ho dato un’occhiata agli studi condotti dall’equipe del prof. Daniel J. Levitin del Dipartimento di Psicologia della McGill University.

Cominciamo con il ricordare che il nostro organismo altri non è che un grosso recipiente di sostanze chimiche dominato da scambi e reazioni con, e tra di esse. Poco poetico ma essenzialmente vero.
La musica, grazie alle sollecitazioni sensoriali che produce, è in grado di agire su alcune connessioni disarmoniche per mezzo di input chimici che vanno a loro volta a modificare lo stato generale di salute psicofisica. Un modo elegante di dire che può mischiarci le emozioni come un frullato.

Vediamo allora che cosa dice il lavoro del professor Levitin.
Sapevate che non solo ascoltare, ma anche suonare musica riduce l’ansia? Il merito è delle vibrazioni musicali che aiutano a produrre ossitocina, l’ormone responsabile della felicità e della sensazione di relax. Per intenderci, se fossimo in una puntata di “Siamo fatti così”, sarebbe uno di quegli ormoni muniti di elica sul posteriore ma con l’espressione di un musicista reggae.

La musica ha anche un effetto aggregante e facilità la socialità contribuendo a distendere i rapporti conflittuali. Pensate a quanto sarebbero diverse le nostre riunioni di condominio se le facessimo in discoteca. Male che vada nessuno sentirebbe gli insulti e il danno peggiore sarebbe dato dalla consumazione obbligatoria al bar.
Suonare musica ci aiuta inoltre a capire le emozioni; le nostre. Ciò dipende dall’attivazione dei famosi neuroni specchio, che in questo caso innescano una sorta di imitazione tra ciò che si suona e ciò che si prova. Questo spiega un sacco di cose sullo stato d’animo di certi cantanti, secondo me.

Non esiste antistress migliore, se si escludono le riunioni condominiali in discoteca appunto. I brani musicali rilassanti, agiscono sugli ambiti neurochimici di ricompensa, stimolo, stress ed eccitazione. In generale i brani più efficaci sono quelli di musica classica. Ciò non di meno una reazione antistress a determinate note e vibrazioni musicali, può avvenire per esempio con un brano rock. Io ho un amico che quando è stressato riesce a prendere sonno solo se ascolta i cori dell’armata russa. Sospetto tuttavia che si tratti di un caso isolato.

Alcune musiche ci commuovono senza una ragione apparente. Io non riesco ad ascoltare “Oh Maria” nella versione di Sister Act senza che mi venga un groppo in gola. Meno male che nel film l’inquadratura passa spesso davanti a Kathy Najimy, e allora mi metto a ridere. La cover di “Behind blue eyes” degli Who cantata da Suzanne Vega in un memorabile live a Montreux del 2004 mi fa innamorare ogni volta. Forse perché pesca a piene mani da qualche reminiscenza anni ’80 in cui avevo una cotta per lei, vallo a sapere.

A conti fatti, credo che l’aspetto più interessante sia che tutto alla fine riconduce ad uno stato di distensione psicofisica e di ritrovato equilibrio. Indipendente dallo stimolo che un certo brano musicale procura alle persone, sia esso un momento di esaltazione che gli dà la carica o una melodia che la mette in contatto con un ricordo strappalacrime, alla fine il nostro corpo e la nostra mente verranno sospinti verso uno stato di appagamento e quindi di relax.

Viene allora da chiedersi, quale musica e per cosa?
Come abbiamo visto, al di là dei gusti, canzoni e musiche diverse hanno diversi effetti sulle persone.
Molto diversi in alcuni casi.
La redazione di Niente Da Dire in questo senso non fa eccezione e lo dimostra con la propria personale lista di preferenze. Siamo pronti a scommettere che molte di queste indicazioni hanno su di voi un effetto completamente diverso.


Diamo un’occhiata e scorrete la lista fino in fondo. Troverete una sorpresa.

Guglielmo SUDATI
The Hype dei Twenty One Pilots, però la loro variante “The Hype – Berlin”
Il cantante ha rielaborato l’originale in un giorno solo durante un soggiorno a Berlino, poco prima di un concerto. Mi piace molto come canzone perché mi rilassa e in un certo modo il testo mi colpisce sempre.
Loris CANTARELLI
A me la versione dal vivo pressoché improvvisata di Cryin’ di k.d. lang (che lei ama scriversi con le minuscole) alla tv australiana nel 1993 mi commuove fino alle lacrime ogni volta, per il suo sguardo amorevole negli occhi quando parla di Orbison, l’intensità della canzone (che è una delle più belle del mitico Roy) e la sua voce quando la canta. Ogni volta è un lago!
Lady VIOVA
Invaders must die dei Prodigy.
Quando la ascolto mi sento in grado di fare qualsiasi cosa, mi sento più energica e combattiva. La uso per correre, per affrontare la paura degli esami.
Damiano D’AGOSTINO
Ho scelto l’album Awaken My Love! di Childish Gambino perché contiene tutto.
La canzone Redbone, mi commuove, Riot e Boogieman mi esaltano. Have some love ha un effetto rilassante.
Edoardo STOPPACCIARO
La mia canzone è Into the West di Annie Lennox, dalla colonna sonora de “Il Ritorno del Re”. Mi emoziona e mi riempie di serenità. Ma se provo a cantarla, mi si rompe la voce e mi vengono le lacrime agli occhi.
Gabriele BACINO
Io avrei scelto You’re Gonna Go Far, Kid dei The Offspring perché mi esalta, mi fa pensare che realizzare i miei progetti è possibile e posso andare anche oltre.
FURIBIONDA
La cover di Hijo de La Luna dei Mecano fatta dagli Haggard mi fa commuovere. La usavo per sottofondo per le coreografie con la spada ma ho dovuto cambiarla perché mi veniva da piangere ogni volta.
Mr. ROB
At My Most Beautiful, terzo singolo dall’album Up dei R.E.M. del 1998 è, probabilmente, il pezzo che più sa commuovermi. Nonostante quell’album rappresenti un’anomalia nella loro discografia dipinge esattamente i miei umori in un periodo nero dell’adolescenza, mi rievoca ancora oggi quello stato d’animo… e mi ha reso un loro fan per la vita.
Anna CAMPANARO
Mi fa incazzare a morte Bad Guy di Billy Ellish. Non so esattamente perché. In compenso mi fa commuovere By this River di Brian Eno. La collego al film “La stanza del figlio” Un misto di agrodolce che mi costringe ad ascoltarla solamente quando sono sola.
Emanuela CHIARELLO
Ascolto spesso Here Comes a Thought della colonna sonora di Steven Universe perché mi aiuta a riprendere la calma e ricordarmi che posso fare un passo alla volta.
Valerio ANGELUCCI
A me piace moltissimo The Devil & The Huntsman di Sam Lee e Daniel Pemberton. Mi esalta e mi fa sentire come fossi in un campo di battaglia!
Giovanni RECALCATI
La colonna di Interstellar, composta da Hans Zimmer, è in grado di suscitare in me una grande varietà di emozioni a seconda dello stato d’animo in cui mi trovo. Spesso la ascolto quando sono molto stressato: alcuni brani mi calmano, mi fanno sentire sospeso nello spazio cosmico. Altri invece, con i loro crescendo impetuosi mi portano ad un’autentica catarsi. La considero musica terapeutica per i miei momenti più bui.
ONIGIRI calibro 38
Io ti indico un intero album. Divenire di Ludovico Einaudi.
Mi dà una sensazione di pace, ma allo stesso tempo mi sprona a fare meglio, mi spinge a essere migliore e a creare qualcosa che valga la pena di esistere. Amplia i miei orizzonti senza bisogno di farmi muovere dalla mia stanza.
Luisa CRESTI
Una canzone che mi esalta. Famous Last Words, traccia conclusiva di The Black Parade dei My Chemical Romance. Mi fa sentire viva. Ricordo Gerard definirla come Welcome To The Black Parade, ma “angrier”. È energica, disperata, arrabbiatissima, esplosiva. È come se mi aiutasse a tirare fuori tutto ciò che non va dentro di me: tutta la rabbia, la tristezza, la paura, l’insicurezza, il nichilismo, la negatività. Tutto quanto. Lo urlo al mondo e mi sento viva. “Awake and unafraid / Asleep or dead”
Alessandro FELISI
Ultimo, ma non ultimo, a me rilassa un sacco la canzone Urgent dei Foreigner, ma solo nella versione del concerto al Ryman Auditorium di Nashville, nel 2010. Sarà colpa del Sax.

Se vogliamo vederla in termini più romantici, la musica è la nostra ancora di salvezza e la più fedele amica che possiamo avere. L’unica strada sicura da percorrere se sentiamo il bisogno di una piccola spinta, un po’ di ispirazione o soltanto di un momento di relax.
Quali che siano le canzoni che hanno su di voi un effetto piuttosto che un altro fate un favore a voi stessi: spostate le riunioni di condominio in discoteca e dimenticate il primo ministro della Malesia.
Rilassatevi.
Ma soprattutto non date ascolto a chi vi dice il contrario.
Nella vita non ci si rilassa mai abbastanza.

 

Cliccate sull’immagine per ascoltare la playlist della redazione creata appositamente con tutti i brani menzionati nell’articolo e altri ancora
MOOD SWINGS
Per chi vuole saltare un pò più in alto, combattere una nuova battaglia o soltanto versare per una volta nella vita una lacrima senza sale.

Ringrazio la collega Luisa Cresti per il supporto tecnico nella preparazione
Buon ascolto

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